«Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per cambiare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?».
È forse la domanda che gira nella testa di tutti gli attori del campo largo e alla quale il Movimento 5 Stelle prova a rispondere con un’iniziativa di politica dal basso. «Un vero esempio di democrazia partecipata», sottolinea l’ex viceministro dell’Interno Vito Crimi, che fa parte del Comitato nazionale iniziative territoriali del M5S.
L’iniziativa
Nasce così «Nova - Parola all’Italia», un evento in cui verrà utilizzato il metodo Open Space, un modello partecipativo che consente ai partecipanti di proporre temi e discuterne in gruppo. L’appuntamento è fissato per sabato 16, dalle 10.30 alle 18, all’istituto Mantegna di via Fura 96, a Brescia. La partecipazione è gratuita previa registrazione e ci sono ancora alcuni posti disponibili. Tutte le informazioni e i dettagli sono disponibili qui.
«È un evento diffuso: parliamo di più di 100 piazze in 100 città diverse – spiega il coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle, Luca Cremonini –. Siamo aperti a tutte le forze progressiste, ma anche alle realtà del territorio e alle associazioni. Il nostro obiettivo è farci influenzare dalla società civile».
Come funziona
Per ora gli iscritti sono 1.200, con una media dunque di 120 partecipanti per città. Tutti si incontreranno sabato 16 e parteciperanno seguendo le stesse regole. Per prima cosa i partecipanti si riuniranno in una plenaria nella quale proporranno i temi di discussione; successivamente si divideranno liberamente in gruppi di lavoro e, durante la giornata, tutti potranno spostarsi da un gruppo all’altro. Al termine di ogni sessione i gruppi produrranno un report, che confluirà in un documento finale distribuito ai partecipanti e poi reso pubblico.
Poi ci saranno altre tappe. A giugno un confronto deliberativo nazionale sui contributi raccolti nei territori e, successivamente, una fase finale con una presentazione pubblica e la votazione del programma attraverso il percorso partecipativo.
«Il presidente Conte ha voluto mettere al centro i temi e non la scelta del candidato – precisa Crimi –. È questo il metodo per combattere la disaffezione politica. Niente assemblee, niente palco, niente scrivanie. Saranno le persone a decidere i temi da trattare. Abbiamo spazio per 15 argomenti diversi, ma possiamo arrivare anche a 21. Se dovessero esserci più temi, nulla vieta di fare un altro incontro, ma crediamo che i tavoli siano più che sufficienti».
L’iniziativa nasce dal M5S, ma non ha nessun logo politico per un motivo preciso: «Vogliamo parlare con gli altri e non con noi stessi – evidenzia Crimi –. Potrebbero esserci anche persone di centrodestra che partecipano, non lo sappiamo». Per ora, infatti, a livello nazionale gli iscritti all’evento del Movimento sono il 40%, mentre a Brescia si arriva al 50%.



