Minori e telefonino: «Vanno introdotte regole condivise»

È l’incubo di ogni genitore, quella finestra sul mondo rappresentata dal «telefonino» che si apre sulla vita dei nostri figli. Come difendersi? Come proteggerli?
Lo abbiamo chiesto a Michele Tomasoni, educatore e formatore della cooperativa «Il Calabrone», quotidianamente a contatto con adolescenti e genitori e sul loro rapporto con il web.
Come parlare ai ragazzi dei rischi online senza spaventarli ma responsabilizzandoli?
«Un aspetto fondamentale dal quale partire quando pensiamo alle nuove tecnologie è iniziare a interpretarle come un ambiente di vita. Quindi non tanto come uno strumento, ma come uno dei tanti ambienti che i nostri figli vivono quotidianamente. Affrontare questo tema come affrontiamo gli altri: le loro relazioni a scuola, le relazioni nello sport».

Basta seguirli, essere presenti?
«Esserci vuol dire mantenere dialogo costante rispetto a quell’ambiente di vita, quindi rispetto al web, alle nuove tecnologie, interessarsi rispetto a quello che succede, a quello che fanno, ai siti dove fanno. Il controllo è importante».
Bisogna dare delle regole?
«Sono necessarie, ma non vanno introdotti solamente quando succede qualcosa: regole e controllo vanno introdotti prima e vanno condivisi, devono essere uno strumento relazionale».
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