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Medaglie di Parigi 2024 rovinate, il caso coinvolge anche quelle bresciane

De Gennaro: «La mia d’oro ha macchie, non penso di restituirla». Anche il bronzo di Bicelli si sta deteriorando
De Gennaro "testa" la medaglia d'oro - Foto tratta da Instagram
De Gennaro "testa" la medaglia d'oro - Foto tratta da Instagram
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Dicono che una medaglia olimpica, meglio ancora se d’oro, consegni un atleta all’immortalità sportiva. Di certo è così, anche se dopo Parigi non paiono essere immortali le medaglie stesse, che si stanno logorando in tempo così rapido da non coprire nemmeno un... quadrimestre, altro che quadriennio (olimpico).

Il caso uscì ancora durante l’edizione parigina dei Giochi, con la denuncia («sembra tornata dalla guerra») fatta ad inizio agosto dallo skater statunitense Nyjah Huston, bronzo nello street. Un paio di settimane fa a condividere le immagini di un bronzo deteriorato furono i nuotatori francesi della staffetta mista Clement Secchi e Yohann Ndoye-Brouard, ora pare che un centinaio di atleti abbiano intenzione di restituire le medaglie. Il problema pare essere dato dalla proporzione dei metalli presenti: quelli economici si rovinano presto e per questo che siano stati licenziati i dirigenti della «zecca» transalpina che le ha prodotte.

Il caso anche a Brescia

Il caso è arrivato anche nella nostra provincia e non poteva essere altrimenti, con tre ori e un argento colti dagli atleti bresciani alle Olimpiadi e un oro, un argento e un bronzo alle Paralimpiadi.

I guai principali paiono esserci con le medaglie di bronzo, proprio perché prodotte con leghe meno nobili (mix di rame, zinco e stagno), eppure anche l’oro di De Gennaro nella canoa slalom è tra quelli che non hanno un bell’aspetto a cinque mesi e mezzo da quel magico primo agosto. «Anche la mia medaglia si sta rovinando - racconta De Gennaro, reduce dal lavoro svolto sull’isola de La Riunione, nell’oceano Indiano -. Ha iniziato dopo pochissimo a perdere una pellicola e ora ha delle macchie. Non penso di restituirla, ma deciderò tra un mesetto: c’è tempo fino a marzo».

Splende invece l’oro di Anna Danesi e anche tutti quelli delle sue compagne della nazionale di pallavolo, mentre il nuotatore paralimpico Federico Bicelli ha la fortuna di averne conquistate due a Parigi, una d’oro e una di bronzo. «Quella più pregiata è solo graffiata, ma è ancora molto bella - racconta Bicelli - mentre il bronzo è veramente un po’ distrutto, oramai è più ferro. Anche la scritta con la disciplina in cui hai vinto non si legge più. Eppure non ci ho versato sopra lo champagne...». Toccherà andare a Los Angeles a rinfrescare la collezione...

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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