Cronaca

Mafie sempre più interessate all’economia della provincia bresciana

A confermarlo è una relazione della Direzione Investigativa Antimafia, presentata nelle scorse ore al Parlamento
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

La Dia durante un'operazione
La Dia durante un'operazione

A Brescia lo si era capito con le operazioni di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza che avevano individuato gruppi legati alle famiglie della criminalità organizzata attive nel settore della false fatturazioni e delle frodi fiscali. Ora la relazione della Direzione Investigativa Antimafia, presentata nelle scorse ore al Parlamento, lo certifica: «L’accentuazione della vocazione economica delle consorterie si sposa, soprattutto nelle regioni trainanti per l’economia ove maggiore è la presenza imprenditoriale e più vivaci gli scambi finanziari, con la determinazione di evadere il fisco da parte di alcuni titolari di imprese che tendono ad aggirare le regole della libera concorrenza, ignorando i comportamenti fiscalmente corretti».

Le zone

La relazione entra poi nel dettaglio ricordando come «in Provincia di Brescia, pregresse risultanze investigative e di analisi hanno dato contezza circa gli interessi criminali delle ‘ndrine Pesce-Bellocco di Rosarno, Reggio Calabria, Facchineri di Cittanova, sempre della provincia reggina, e Megna di Papanice, nella provincia di Crotone.

Nel marzo 2024, la Corte d’Appello di Brescia ha condannato cinque soggetti per detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra: si trattava di esponenti della cosca Crea di Rizziconi, arrestati nel 2021 a seguito di indagini coordinate da Carabinieri e Guardia di finanza e nello stesso periodo l’operazione «Tuono» ha portato a 25 arresti per associazione mafiosa.

Gruppi mafiosi stranieri

Non solo. La Direzione Investigativa Antimafia ha messo in luce anche come sul territorio della provincia siano attivi anche gruppi mafiosi stranieri. Gruppi mafiosi sono stati monitorati nel corso di operazioni di contrasto al traffico internazionale di cocaina che hanno portato ad arresti e sequestri nel bresciano mentre gruppi legati a consorterie presenti da tempo in Marocco sono stati segnalati nell’importazione di grosse quantità di hashish.

L’operazione «Tornado» ha portato all’arresto di 61 persone, prevalentemente albanesi, accusate di gestire un traffico di cocaina dal Sud America verso l’Europa, con basi logistiche individuate a Brescia e in altri comuni lombardi. I proventi, stimati in oltre 320 milioni di euro, venivano riciclati tramite un complesso sistema finanziario. Solo per citare una delle più significative.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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