Le ferite dell'infanzia, ammette, «non si chiudono mai del tutto, si imparano a portare». Ma è proprio da quelle ferite, e dal ricordo del bambino che è stato, che il presidente del Cnel, Renato Brunetta, ha tratto la spinta per sostenere fin dal primo giorno la legge – promossa dall’onorevole Martina Semenzato – che istituisce il 16 maggio come Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone (bodyshaming).
L’appello ai media e alla società
Brunetta ha voluto condividere una riflessione intima e potente, parlando «con la voce di chi ne sa qualcosa». Sebbene la sua biografia e le «spalle larghe» lo abbiano protetto nel corso della vita e della carriera politica, il presidente del Cnel sottolinea come la lotta alle discriminazioni legate al corpo sia un dovere civile.
L'obiettivo della ricorrenza non deve essere solo simbolico. L'auspicio di Brunetta è che il 16 maggio «non resti una data sul calendario, e che diventi piuttosto un banco di prova quotidiano per chiunque abbia una voce pubblica». Un appello rivolto direttamente a direttori di giornali, conduttori televisivi, editorialisti e vignettisti, affinché si assumano la responsabilità di «non ferire nessuno» ridendo del corpo altrui.
«La civiltà di un Paese si misura anche così, nella somma minuta dei gesti di ciascuno», ha concluso Brunetta. «Quella misura è riconosciuta oggi per legge. Tocca a noi farla diventare un'abitudine, una sensibilità condivisa».
E voi cosa pensate dell’istituzione della Giornata nazionale contro il bodyshaming?



