Israele-Hamas, liberi gli ostaggi israeliani

Il governo israeliano ha iniziato ieri a trasferire i detenuti palestinesi scambiati con i 48 ostaggi destinati al rilascio da parte di Hamas: una giornata storica
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    I primi sette ostaggi consegnati da Hamas alla Croce Rossa - Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Sono in corso le operazioni per il rilascio degli ostaggi israeliani da parte di Hamas, che ha pubblicato stamani la lista dei 20 ancora in vita. La liberazione dovrebbe avvenire in due fasi, tra le 7 e le 9 ora italiana. Trump in Israele è pronto a incontrare i rapiti, poi parlerà alla Knesset e volerà a Sharm per il vertice internazionale sull'accordo di pace a cui parteciperà anche la Meloni. «La guerra è finita, il cessate il fuoco reggerà» assicura il presidente Usa. 

Iniziata la liberazione dei detenuti palestinesi

È cominciata anche la liberazione dei circa 2mila prigionieri palestinesi detenuti nella prigione israeliana di Ofer, nei territori occupati in Cisgiordania. Fra loro ci sono 250 palestinesi condannati all’ergastolo e circa 1.700 persone detenute con accuse molto generiche a partire dal 7 ottobre del 2023. Nelle prossime ore dovrebbero essere rilasciate tutte le donne e i bambini arrestati da allora. Alcuni dei detenuti sono stati da poco caricati su alcuni bus e verranno portati rispettivamente a Ramallah, in Cisgiordania, e all’ospedale Nasser, nel sud della Striscia di Gaza.

Rilasciati anche gli altri 13 ostaggi

Hamas ha rilasciato gli altri 13 ostaggi nell'area di Khan Younis. Sono stati consegnati alla Croce Rossa, come si vede nei video rilanciati dalle tv. Tutti i rapiti ancora in vita sono stati quindi liberati. L'emittente Al-Araby sta trasmettendo la seconda fase del rilascio degli ostaggi nel sud di Gaza, filmando da lontano. Secondo il reporter in diretta streaming, il trasferimento degli ostaggi alla Croce Rossa non sta avvenendo a Khan Younis, ma in un'area meno popolata tra la parte meridionale e quella centrale della Striscia. I veicoli della Croce Rossa sono ora arrivati sul luogo del passaggio di consegne. 

Rilasciati i primi ostaggi

Sette ostaggi sono stati consegnati da Hamas alle squadre della Croce Rossa nel nord di Gaza. Stanno bene e stanno in piedi autonomamente. Lo confermano fonti israeliane e arabe. 

«Dichiariamo il nostro impegno nei confronti dell'accordo raggiunto e dei relativi calendari, a condizione che Israele li rispetti». Lo afferma Hamas in una nota subito dopo il rilascio dei primi sette ostaggi israeliani. Si tratta di Matan Angrest un soldato israeliano di 22 anni, catturato il 7 ottobre del 2023 da un carro armato nel sud di Israele. La sua famiglia è stata tra i manifestanti più critici nei confronti di Benjamin Netanyahu. I fratelli Berman sono gemelli di 28 anni, e furono presi nel kibbutz Kfar Aza, al confine con Gaza. Alon Ohel, Guy Gilboa-Dalal e Eitan Mor sono tra le persone rapite durante il festival musicale Nova: i primi due hanno 24 anni, il terzo 25. Omri Miran ha 48 anni e durante l’attacco del 7 ottobre del 2023 fu catturato da Hamas insieme a tutta la famiglia, ma fu poi l’unico a venire portato nella Striscia di Gaza.

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L’attesa a Tel Aviv

Un lungo applauso ha accolto la notizia della liberazione dei primi ostaggi nella Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv. Dalla notte migliaia di persone si sono radunate in attesa del rilascio da parte di Hamas. La folla segue gli aggiornamenti sul rilascio su dei maxischermi.

Sul grande schermo viene trasmessa in questo momento la telefonata dell'ostaggio non ancora liberato Matan Tsengauker da Gaza alla madre, che da due anni si batte per la sua liberazione. Hamas ha consentito ad alcuni rapiti di chiamare le famiglie prima della liberazione. «Matan, stai tornando a casa. State tutti tornando a casa. Grazie a Dio la guerra è finita. Stai tornando a casa. La mia vita ti aspetta», ha detto la madre Einav. Il Forum degli ostaggi e delle famiglie ha condiviso video e foto dei parenti di Matan Zangauker, Nimrod Cohen e Ariel e David Cunio - ostaggi che, secondo le autorità israeliane, non sono ancora stati rilasciati - mentre effettuavano le chiamate. Diverse fonti interne ad Hamas hanno anche confermato all'AFP che queste chiamate hanno avuto luogo, senza fornire ulteriori dettagli.

Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato accolto dall'omologo di Israele, Isaac Herzog, e dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, insieme alle loro consorti sulla pista dell'aeroporto Ben Gurion a Tel Aviv. Presenti anche l'inviato di Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, il genero di Trump, Jared Kushner, e la figlia Ivanka.

Subito dopo essere sceso dalla scaletta dell'aereo, Trump ha parlato per alcuni minuti con Herzog e Netanyahu e successivamente con la figlia e Kushner e con Witkoff.

Il presidente statunitense è poi salito sull'automobile del convoglio che lo porterà fuori dallo scalo per i primi incontri. Sulla stessa automobile sono saliti anche Netanyahu e la moglie. La visita di Trump in Israele, in concomitanza con il rilascio degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023, durerà circa quattro ore ed è previsto il suo intervento nella plenaria della Knesset, il parlamento israeliano, e l'incontro con i familiari degli ostaggi.

Successivamente decollerà verso l'Egitto per il vertice su Gaza alla presenza di leader regionali e internazionali

Il messaggio

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha preparato un messaggio a penna, firmato insieme a sua moglie Sara Ben-Artzi, che è stato lasciato nelle stanze d’ospedale dove saranno portati gli ostaggi liberati. Dice: «Bentornato a casa, a nome dell’intero popolo di Israele. Ti abbiamo aspettato. Ti abbracciamo».

Gli sviluppi

«Ho sognato questa notte», ha dichiarato l’inviato statunitense Steve Witkoff, parlando alla folla nella piazza degli ostaggi di Tel Aviv, tra fischi quando ha nominato Netanyahu.

Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente e per le missioni di pace - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente e per le missioni di pace - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

La cerimonia di lunedì a Sharm el-Sheikh sarà presieduta dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal presidente Usa, con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in rappresentanza dell’Italia. Sarà presente anche il segretario generale dell’Onu António Guterres.

Le Nazioni Unite hanno ricevuto da Israele l’autorizzazione a riprendere l’invio di aiuti umanitari: i primi camion sono già entrati nella Striscia. Secondo le autorità locali, sarebbero circa 500.000 gli sfollati che hanno potuto rientrare nell’enclave. In Israele sono inoltre arrivati i 200 militari statunitensi incaricati di monitorare la tregua, anche se non saranno dispiegati direttamente all’interno di Gaza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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