Cronaca

I concerti e una carezza: gli incontri di Omar Pedrini con il Papa

Nel 2017 l’emozione per il gesto affettuoso sul palco del Parco di Monza. L’ultimo risale allo scorso dicembre, per il concerto di Natale
Enrico Danesi
L'esibizione di Omar Pedrini nell'ultimo concerto di Natale (da Facebook)
L'esibizione di Omar Pedrini nell'ultimo concerto di Natale (da Facebook)

Il ricordo indelebile di una carezza da parte di papa Francesco e il cuore in preghiera, serbando tuttavia un commosso silenzio. Omar Pedrini – in riabilitazione dopo essere uscito dal coma farmacologico deciso dai medici al termine dell’ennesimo intervento al cuore – non si è pronunciato sulla scomparsa del pontefice. Eppure lo Zio Rock ne avrebbe di cose da raccontare, oltre che di foto inedite da postare, rispetto a un personaggio che ha conosciuto personalmente (incontrandolo in più occasioni) e che ha profondamente amato. Ma la scelta è stata, evidentemente, quella di pubblicare al massimo delle parole del Papa stesso sui suoi profili social e di non rilasciare invece dichiarazioni, defilandosi da una corsa alla testimonianza postuma che gli pare in contrasto proprio con il valore dell’umiltà predicato dal Papa.

La carezza

Avendo esplicitamente cercato Omar, proprio per questo sappiamo che a Francesco ha rivolto più di un pensiero e di una preghiera, come d’altronde aveva fatto non appena svegliato dal coma, nei giorni scorsi, dedicando un post su Instagram alla sua salute, che allora sembrava in miglioramento. Proprio in virtù di una costante vicinanza del musicista al pontefice, ricostruiamo noi gli incontri che ebbe con lui, rifacendoci a quanto raccontò personalmente. A Radio Italia, Omar parlò infatti della sua esibizione per quel Papa «rivoluzionario», che lo aveva «particolarmente toccato», al Parco di Monza, il 25 marzo del 2017, quando davanti a un milione di fedeli, prima della messa, interpretò due brani, chitarra e voce: «Feci “Knockin’On Heaven’s Door” di Bob Dylan e poi “Sole spento” (splendido inno alla libertà, ndr), perché mentre cantavo lui saliva sul palco adibito ad altare, provenendo da San Vittore, dove aveva incontrato i carcerati. Mi accarezzò la testa, una cosa che non dimenticherò mai». E parlando con il Sussidiario.net, Omar aggiunse: «Vado spesso nelle carceri a suonare, perché è un mondo a me molto vicino (qualche fermo lo ho avuto pure io nella mia vita) e so che Papa Francesco è molto sensibile al tema delle condizioni dei carcerati in Italia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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