Un sequestro da 1,2 milioni di euro tra soldi cash, «liquidità su conti correnti», gioielli e orologi di lusso, 87 persone denunciate, tra cui un commercialista e un consulente finanziario, e l'esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 28 persone e 9 società per reati di «associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio dei relativi proventi illeciti».
L’accusa
Sono i numeri di un'operazione del Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza di Milano, in un'inchiesta della Procura milanese. Indagine che, scrive la Gdf, ha consentito di «ricostruire l'operatività di un’associazione criminale attiva tra l’area metropolitana di Milano» – costituita da «cinesi dediti al riciclaggio del denaro» – e la provincia di Brescia, dove «sono state perpetrate sistematiche frodi fiscali attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti».
Lo schema di presunta frode, spiegano le Fiamme Gialle, è «risultato riconducibile al meccanismo del cosiddetto 'underground banking system', consistente nel trasferimento di denaro al di fuori dei canali finanziari ufficiali e regolamentati, aggirando i presidi antiriciclaggio».
Lo schema illecito
Secondo la ricostruzione degli inquirenti il gruppo criminale «offriva a imprese operanti nel settore dei metalli ferrosi un servizio di emissione di fatture per operazioni inesistenti attraverso società cartiere».
A fronte dei bonifici ottenuti come «pagamento delle false fatturazioni, il sodalizio cinese provvedeva, per la quasi totalità, a trasferire le provviste ricevute su conti esteri riconducibili ad altri connazionali e, contestualmente, con l'ausilio di corrieri, retrocedeva agli imprenditori utilizzatori delle fatture fittizie un equivalente importo in denaro contante».
Sono state ricostruite false fatturazioni per un importo complessivo di oltre 115 milioni di euro ed accertati trasferimenti di denaro verso l'estero per circa 80 milioni di euro.



