Don Angelo, il prete che fa anche il soccorritore sull’ambulanza

«Tutto è partito per curiosità, c’erano i volantini per imparare le manovre di soccorso e mi son detto: male non fa». Classe 1976, don Angelo Marchetti è uno di quei parroci fuori dal comune, amatissimo dalla comunità e sempre disponibile.
Da qualche tempo è divenuto uno dei volontari di Arnica e guida proprio l’ambulanza. Una scelta che riempie il cuore di gioia a tutta la comunità e fa onore a un sacerdote, che riesce a dedicare al prossimo anche il poco tempo che gli resta oltre alla gestione delle parrocchie di Cevo, Saviore, Berzo e Monte.
Un nuovo mezzo
È stato proprio lui a benedire il nuovo mezzo di Arnica inaugurato sabato 30 novembre: è la quarta ambulanza della flotta. È stata acquistata, nonostante il grosso impegno economico, grazie alla generosità di un cittadino che, nel momento in cui sentiva di essere alla fine della vita, ha deciso di fare un grande gesto di solidarietà, per ricordare la moglie Caterina Cossetti. Attilio Pona ha così effettuato un lascito testamentario, che ha permesso all’associazione di acquistare e inaugurare, alcuni giorni fa, un nuovissimo mezzo, un Volkswagen t6 4x4 allestito dalla Mariani di Pistoia.
Caterina Cossetti e Attilio Pona
I volontari di Arnica, insieme al presidente Manolo Bosio, hanno deciso di intitolare l’ambulanza a entrambi, «Ad Attilio e Caterina».
Si tratta di un’ambulanza molto agevole da usare nei paesini e nelle strade di montagna. «È successo circa un anno fa – racconta Bosio –: Attilio, che ha vissuto tanti anni a Demo, mi ha chiamato quando ha sentito che la vita lo stava lasciando, ma era molto sereno. Mi ha chiesto quanto costava un’ambulanza, io gli ho risposto la verità, che un mezzo così è molto caro, va sui centomila euro. E lui mi ha risposto che voleva lasciare un ricordo di sua moglie, donandoci questo nuovo mezzo».
Caterina è stata la maestra elementare di intere generazioni di bambini in Valsaviore, anche di Manolo Bosio e di diversi volontari di Arnica.
All’inaugurazione erano presenti anche le sorelle di Attilio, visibilmente emozionate, come tutti. «Questa è l’ennesima dimostrazione che sono in tanti a volerci bene da queste parti – ha aggiunto il presidente di Arnica –, si tratta di un gesto nobile che dimostra l’amore immenso tra due persone, che è lo stesso sentimento che muove i volontari, per fare il bene degli altri».
Fare del bene
E proprio per fare del bene anche don Angelo si è iscritto al corso per diventare soccorritore e guidare l’ambulanza, come fa regolarmente.
«Ho iniziato il corso di 42 ore – racconta il sacerdote – da lì è stato un percorso, si è formato un buon gruppo, coeso, i formatori appassionati appassionavano a loro volta noi. Sono seguiti l’esame come volontario dei trasporti programmati e il corso per diventare soccorritore. Nel frattempo ho assunto la guida anche della parrocchia di Berzo Demo e il mettersi in gioco ha assunto colori diversi, il tempo e l’impegno per le parrocchie non è venuto meno. Fare-essere volontario è una qualità che chiedo tante volte agli altri, perché non viverla per una realtà che non sia la mia zona, il mio ministero, e così ho continuato il percorso. Ottenuto l’accreditamento Areu, continuo il mio servizio come volontario, dando un po’ di me anche facendo il soccorritore sanitario».
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