Diecimila in coda per un colloquio: a Brescia c’è «Domani Lavoro»
Da una parte chi cerca lavoro, giovani certo, ma non solo, perché dalla pandemia in poi il «cambio vita» professionale è diventato una pratica molto frequentata, anche da chi magari ha un impiego da vent’anni e più. Dall’altra parte c’è chi il lavoro lo offre, ma che spesso fatica a trovare figure con le competenze necessarie, quelle skill fondamentali per poter essere assunti in un determinato luogo.
Il mismatch
Tutto questo, in estrema sintesi, è il mismatch, ovvero (nel caso specifico) il disequilibrio tra domanda e offerta nel mondo del lavoro. Non un tema, ma il tema di questo nostro tempo. E qualora servisse una conferma su questo fronte è arrivata dai numeri (impressionanti) della prima edizione (la prima anche in Lombardia e tra le primissime in Italia) di «Domani lavoro», la «fiera dove imprese e candidati si incontrano», per stare alla definizione ufficiale, e che per tre giorni (da sabato 9 a lunedì 11) prende corpo al Brixia Forum di via Caprera; manifestazione promossa da Seven Events in collaborazione con ProBrixia e Area Fiera.
I numeri li ha elencati ieri mattina durante l’inaugurazione (presente il ministro del lavoro Marina Elvira Calderone) Roberto Saccone, presidente della Camera di Commercio di Brescia: «Sono oltre 10mila le richieste arrivate per fissare un colloquio di lavoro – ha sottolineato –, duemila incontri sono già stati programmati e altrettanti sono in fase di definizione. Cifre che certificano indubbiamente il successo di questo evento che fa incontrare in modo efficace chi cerca e chi offre lavoro».
Ma non solo, ha proseguito Saccone, «l’analisi delle candidature ci offre anche lo spunto per un’altra riflessione: un terzo delle richieste di colloquio arriva da fuori provincia e ben il 15% da fuori regione. Questo certifica quanto il sistema Brescia sia solido e attrattivo». Quel sistema Brescia, ha ribadito il presidente della Camera di Commercio, «che sa approfondire i temi, nel caso specifico che sa ascoltare i giovani nelle loro esigenze e raccontare le imprese nelle loro potenzialità, sono oltre centocinquanta le aziende presenti al nostro evento».
Neet in calo
Non solo giovani, si diceva all’inizio, la metà di chi ha chiesto un colloquio ha infatti tra i 30 e i 50 anni, ma anche oltre.
Giovani al centro dell’intervento del ministro Calderone. «A loro – ha spiegato – non dobbiamo dare slogan, ma concretezza. I nostri ragazzi hanno poi un grande bisogno di iniezioni di fiducia». Quindi, dopo aver sottolineato che «Brescia continua a offrire opportunità di lavoro concrete e qualificate», ecco una precisazione che va oltre il mantra logoro dei giovani che non vogliono impegnarsi: «I Neet, ovvero chi non studia e non lavora, sono in netto calo. Possiamo anzi dire che ci troviamo di fronte a un’inversione di tendenza, oggi i giovani hanno molta voglia di avere un ruolo attivo».
Risultati
E ancora i giovani cuore dell’intervento di Giovanni Lodrini, vice presidente della Fondazione Its Machina Lonati, quell’Its che primo in Italia (ormai vent’anni fa) è diventato un’eccellenza, un numero: concluso il percorso formativo il 98% dei ragazzi trova immediatamente lavoro; «un’autostrada nel mondo del lavoro» per usare la definizione degli Its di Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione e, appunto, al lavoro, e da sempre (lo ha ribadito anche ieri) grande sostenitrice di questo percorso scolastico.
«Si dice spesso che i giovani sono il nostro futuro – ha detto Lodrini –, ma io preferisco dire che sono il nostro oggi». Uno spunto che ha subito colto il ministro Calderone: «Questo è profondamente vero, quando diciamo ai nostri giovani che sono il futuro vuol dire che gli stiamo rubando il presente».
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