Cronaca

Decisione «drastica e sofferta»: si spacca la Lega della Valcamonica

Oltre trenta tesserati hanno lasciato il partito. Donina: «I commissari hanno soltanto distrutto»
Giuliana Mossoni
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Valcamonica, in 38 lasciano la Lega

Qualcuno, ieri, ha parlato di scissione. In realtà, si tratterebbe di un abbandono: la Lega camuna, nella bufera da tempo per la presenza al suo interno di due anime alquanto distanti e per un commissariamento che dura da oltre due anni, ha perso una fetta di militanti.

In un incontro con la stampa, l’ex onorevole Giuseppe Donina, l’ex consigliere regionale Francesco Ghiroldi e l’ex segretario provinciale Roberto Laffranchi, insieme a una trentina di altri tesserati, hanno annunciato di aver lasciato il movimento. Il tutto sarà ufficializzato nei prossimi giorni nella sede nazionale di via Bellerio, dove una delegazione si recherà per consegnare le tessere e un documento, che spiega una decisione «drastica e sofferta». Tante le motivazioni e tantissima l’amarezza. «Dal commissariamento ingiustificato, non si è più fatta attività politica sul territorio - spiega Donina -. Anzi i commissari Stefano Borghesi e Fabrizio Cecchetti hanno lavorato per distruggere e interferire con le nostre Amministrazioni, facendo accordi addirittura contro per concludere col tesseramento di amministratori di Berzo Demo, Paspardo e Bienno, deciso a tavolino in Comunità montana. Usciamo dal partito, ma teniamo il nostro gruppo compatto».

Poltrone

Il riferimento è all’accordo per il governo degli enti comprensoriali, che vede tutte le forze politiche in maggioranza in virtù di un patto tra l’ex presidente Sandro Bonomelli e Davide Caparini. Quest’ultimo, ieri, è stato il primo a reagire alla notizia, svelando la data del congresso provinciale, per porre fine al commissariamento: il 16 febbraio a Capo di Ponte. «Prendiamo atto delle dimissioni - afferma -, ma fare politica deve essere legato a un ideale e non all’acquisizione o alla perdita di una poltrona. Per i pochi che se ne vanno, ci sono oltre cinquanta nuovi militanti, tra cui tanti amministratori locali. La Lega c’è sempre stata, c’è e sempre ci sarà, con l’obiettivo di migliorare la vita di tutti i camuni».

Autonomia

Ieri, in conferenza stampa, ha parlato Ghiroldi, che ha affermato di aver vinto e perso tante battaglie nella sua «vita di leghista», ma «di essersi sempre riconosciuto in un partito che porta avanti i progetti, con un’organizzazione territoriale autonoma. Ora questo meccanismo si è rotto, abbiamo chiesto più volte di mandarci al voto e più coinvolgimento».

A stretto giro, sono arrivate anche le reazioni di tre sindaci camuni: Donatella Martinazzoli di Cimbergo («Esprimo rammarico per la decisione di lasciare il movimento, un atto dettato più dall’amarezza che dalla volontà costruttiva di contribuire al futuro della Lega»), Gianbattista Bernardi di Berzo Demo («Ho deciso di tesserarmi per i suoi valori: autonomia e valorizzazione del territorio, il mio interesse è per il bene comune, non per occupare poltrone») e Ottavio Bettoni di Bienno («Questo gruppo ha purtroppo collezionato una serie di sconfitte elettorali significative, ha progressivamente allontanato il partito dalla sua vera natura e dalla sua logica politica»). 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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