Corruzione per appalti pubblici, i patteggiamenti chiudono il caso
Dagli accordi sottobanco per favorire un’azienda a scapito di un’altra, a quelli alla luce del sole sottoscritti in tribunale. Si è chiuso con quattro patteggiamenti, infatti, il caso giudiziario su un sistema di corruzione e turbativa d’asta per pilotare gli appalti di E-Distribuzione, società del gruppo Enel, emerso da un’inchiesta della Procura di Brescia poi passata per competenza territoriale a Novara.
La denuncia
A far scattare le indagini era stato l’esposto della società bresciana Vi.Bi. Elettrorecuperi di Piamborno, vittima del sistema corruttivo orchestrato da una concorrente, la Valcart srl di Rogno, in provincia di Bergamo. Da quanto ricostruito alcuni dirigenti dell’azienda orobica pagavano un funzionario pubblico per ottenere vantaggi nelle gare nazionali così da avere la meglio sulle altre realtà dello stesso settore.
L’amministratore di fatto Sergio Bava, bresciano, il coamministratore Roberto Albertinelli, anche lui bresciano, e il funzionario Enel Antonio Marcone, residente nel Piemontese, avevano messo in piedi un accordo durato oltre un anno. Marcone, responsabile dell’Unità centrale gestione materiale di E-Distribuzione, riceveva 5mila euro al mese in cambio di informazioni riservate e della predisposizione di bandi «su misura» per favorire Valcart. Dopo l’aggiudicazione, lo stesso funzionario modificava i coefficienti informatici per far apparire i materiali ritirati dalla società a un valore inferiore.
Le condanne
Il tribunale ha riconosciuto la corruzione aggravata, la turbata libertà degli incanti e la truffa ai danni di un ente pubblico, oltre alla responsabilità amministrativa della Valcart, priva di modelli organizzativi idonei a prevenire reati. Le pene, concordate con il pubblico ministero, prevedono due anni e quattro mesi di reclusione per Bava e Marcone, un anno e cinque mesi per Albertinelli, tutte sostituite con lavori di pubblica utilità: rispettivamente 720 giorni nel Comune di Padenghe sul Garda per Bava, 720 giorni in una Rsa di Novara per Marcone e 515 giorni all’interno dell’associazione Los Chicos Buenos Odv di Darfo Boario Terme per Albertinelli.
Confiscati quasi 230mila euro alla Valcart, pari al profitto illecito, mentre non sono scattate misure interdittive, poiché l’azienda ha risarcito in parte la società pubblica danneggiata. Il giudice ha sottolineato che le restituzioni – 596.000 euro in assegni circolari depositati a favore di E-Distribuzione – sono state determinanti per l’ammissibilità del patteggiamento. «Va ritenuto – scrive il giudice – che lo sforzo economico sostenuto dagli indagati persone fisiche e dalla società sia congruo rispetto agli importi che costituirono profitto non tanto – e non solo – del mero patto corruttivo, ma dell’intero disegno criminoso ordito ai danni della società E-Distribuzione».
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