«Precario oltre il limite ragionevole», risarcito prof di religione

Il Tribunale di Brescia ha riconosciuto il risarcimento del danno a un docente di religione cattolica neo-assunto in ruolo per utilizzo abusivo di contratti di lavoro a tempo determinato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Si tratta della prima applicazione in Lombardia della sentenza della Corte di Cassazione 30779 del 23 novembre 2025.
La sentenza
Il giudice del lavoro, ribadendo che il concorso con il quale sono stati assunti in ruolo i docenti non sana la precedente reiterazione dei contratti a termine, ha riconosciuto un risarcimento pari a diciotto mensilità. «Il tempo trascorso e l’elevato numero di contratti a tempo determinato – si legge nella sentenza – sono da ritenersi abusivi, in quanto oltre il limite triennale indicato dalla giurisprudenza come ragionevole durata massima dell’impiego a termine senza concorsi per la stabilizzazione».
«Non si può essere precari a vita»
La vertenza è stata patrocinata dall’avvocato Gianluca Trombadore, legale dell'Ufficio Vertenze di Cisl Brescia con specifiche competenze sul lavoro pubblico, su incarico della Cisl Scuola. «Non si può essere precari a vita – spiega Luisa Treccani, segretaria generale della Cisl Scuola Lombardia – e lavorare attendendo ogni anno il rinnovo del contratto, in spregio alla normativa. Siamo a disposizione di tutti coloro che vorranno intraprendere questa vertenza al fine di tutelare i loro diritti. Questa sentenza può diventare un punto di riferimento per altre province».
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