Cronaca

Caso Cassarà, in appello condanna ridotta di quattro mesi

Lo schermidore era accusato di aver ripreso con il cellulare due 16enni negli spogliatoi del San Filippo: i giudici hanno riqualificato nuovamente l’accusa in tentata pornografia minorile
Il fiorettista Andrea Cassarà - © www.giornaledibrescia.it
Il fiorettista Andrea Cassarà - © www.giornaledibrescia.it
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È stata ridotta di quattro mesi in appello la condanna nei confronti di Andrea Cassarà, ex schermidore azzurro accusato di tentata interferenza illecita nella vita privata per avere cercato di riprendere con il proprio telefonino due ragazzine di 16 anni mentre si stavano facendo la doccia negli spogliatoi del centro sportivo San Filippo di Brescia.

I giudici della Corte d’appello di Brescia in parziale riforma della sentenza di primo grado hanno condannato Cassarà ad un anno – e non più un anno e quattro mesi – e al pagamento di 4mila euro di multa.

Accusa riqualificata

Accusato di tentata produzione di materiale pedopornografico in primo grado, Cassarà fu condannato a un anno e quattro mesi per tentata interferenza illecita in vita privata. I giudici di secondo grado hanno riqualificato nuovamente l’accusa in tentata pornografia minorile, concesso le attenuanti generiche, ma anche inflitto la multa di 4000 euro. Cassarà inoltre è stato interdetto i perpetuo da qualsiasi tutela, cura tela e amministrazione di sostegno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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