Cronaca

Breno, l’Arcobaleno a NY per i diritti delle persone con disabilità

Silvia Spadacini, Nicole Bonazzi e Laura Gianoncelli parteciperanno alla conferenza Onu al Palazzo di vetro: «Un riconoscimento al lavoro quotidiano nelle comunità»
Giuliana Mossoni
Lo staff della cooperativa Arcobaleno - © www.giornaledibrescia.it
Lo staff della cooperativa Arcobaleno - © www.giornaledibrescia.it

Silvia Spadacini, Nicole Bonazzi e Laura Gianoncelli, tre donne con disabilità della cooperativa Arcobaleno di Breno, voleranno a New York alla conferenza Onu sui diritti delle persone con disabilità, insieme alla loro coordinatrice Caterina Pellegrinelli, alla direttrice Elena Casadei e al presidente Fabio Conticelli.​​​

Un fatto strabiliante, che rende orgogliosa non solo la grande famiglia di Arcobaleno, ma anche tutta la comunità. La cooperativa brenese è stata invitata a partecipare alla diciottesima conferenza annuale degli Stati delle Nazioni unite, in programma dall’8 all’11 giugno proprio al Palazzo di vetro.

Inclusione e creatività

Si tratta di un riconoscimento internazionale per l’impegno e la competenza con cui Arcobaleno promuove da anni inclusione, cura e creatività, una riaffermazione della forza di un approccio partecipativo, che riconosce alle persone con disabilità un ruolo attivo e centrale nei processi di cambiamento. Un premio che arriva dopo che già, lo scorso anno, Arcobaleno aveva portato la propria esperienza sulla Comunicazione aumentativa alternativa al primo G7 dedicato alla disabilità di Assisi.

Nello specifico, Silvia, Nicole e Laura – vero cuore pulsante di questa avventura – porteranno la loro testimonianza e il contributo di un modello inclusivo e innovativo costruito sul campo, giorno dopo giorno, a Breno e in tutta la Valle. Entrando nello specifico, Silvia e Nicole frequentano il centro socio educativo, dove danno forma alla loro creatività all’interno del laboratorio Archè, realizzando oggetti artigianali espressione di cura e manualità. E fanno anche parte dello staff del ristorante Archè Social food, un luogo dove preparare un piatto, accogliere un cliente e collaborare con la brigata è un piccolo passo verso l’autonomia e l’autorealizzazione.

Ruoli

Vivono con altre tre ragazze in un appartamento protetto, dove ogni giorno si costruisce indipendenza, si sperimentano scelte, si vivono responsabilità. Laura, invece, svolge un ruolo prezioso nella cooperativa: lavora in segreteria, supportando le attività quotidiane.

«Siamo orgogliosi di far parte della rete di realtà, circa trenta, invitate a rappresentare l’Italia alla conferenza e a raccontare la propria esperienza – afferma il presidente Conticelli –, vuol dire che il lavoro svolto ogni giorno nelle comunità, nei servizi e nei progetti educativi ha una ricaduta che va ben oltre i confini locali. È un messaggio di speranza e determinazione, soprattutto per chi ogni giorno affronta sfide che possono e devono diventare opportunità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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