Travolto in moto, addio al rifugista e maestro di sci Luigi Cotti

C’è tantissima tristezza, tra le montagne della Vallecamonica, da Gianico a Montecampione fin sulla cima delle vette di Bienno, per la scomparsa di Luigi Cotti, conosciuto come Gigi del Dosso, vittima di un incidente in moto accaduto domenica mattina intorno alle nove. Nonostante le cure prestate nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Civile di Brescia, dov’era stato trasportato in elisoccorso dopo l’impatto lungo la via Manzoni, la provinciale otto, alle porte di Berzo Inferiore, il quarantaquattrenne non ce l’ha fatta. Il decesso è avvenuto nella serata di ieri e i famigliari hanno autorizzato l’espianto degli organi, con un ultimo estremo gesto di generosità, in mezzo alla disperazione più profonda.
L’incidente
Gigi, che insieme alla moglie Giovanna Fontana gestiva nel periodo estivo il rifugio Valdaione, sui monti di Bienno, era sceso con la sua moto da cross – una Beta Alp adatta ai sentieri montani –, di prima mattina, per andare a prendere il pane e alcuni generi alimentari necessari per il pranzo in rifugio. Vista la bella giornata domenicale di sole, in Valdaione erano attese decine di persone per il pranzo in quota. L’uomo stava risalendo la provinciale, diretto verso Bienno, quando, proprio all’altezza del distributore, un’auto, una Clio, gli ha tagliato la strada.
L’impatto è stato tremendo, il quarantaquattrenne è stato falciato in pieno e ha compiuto un volo di qualche metro, perdendo il casco, risultato poi regolarmente allacciato, e battendo con violenza il capo a terra. Per l’uomo i soccorsi sono stati tempestivi ma purtroppo non hanno potuto evitare il tragico epilogo. L’uomo alla guida della Clio, un trentaduenne del paese, che stava scendendo verso Esine e ha svoltato a sinistra per fare benzina, è ora indagato per omicidio stradale dai Carabinieri di Breno.
Il ricordo
Gigi Cotti, che gestiva una piccola impresa di giardinaggio in bassa Vallecamonica, era molto conosciuto per la sua attività di maestro di sci e di snowboard nel comprensorio di Montecampione: grazie a lui sono cresciute e hanno imparato a stare sugli sci intere generazioni di piccoli sciatori.
Da dieci anni, poi, aiutava la compagna di vita Giovanna nella gestione del rifugio Valdaione, dato in concessione dagli alpini di Bienno. Da giugno a ottobre li si poteva incontrare nel verde delle montagne, intenti a lavorare e accogliere gli escursionisti, sempre con il sorriso e con una parola di conforto o una battuta per tutti. Con loro, spesso, c’era anche la figlioletta Ania. Gigi e Giovanna, cugina delle sorelle Fanchini, le sciatrici di Montecampione, si erano conosciuti nella località turistica e condividevano le stesse passioni per la montagna, lo sci, la natura e la vita all’aria aperta.
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