Vendonsi all’asta mezzi comunali in disuso che cercano una seconda vita

In fondo al magazzino comunale, tra un cancello chiuso e qualche bancale accatastato, riposa un piccolo cimitero meccanico. Non è un modo di dire: la Giunta di Bedizzole ha deciso di mettere all’asta ciò che resta di una flotta che ha fatto il suo tempo.
Il 5 febbraio 2026 l’esecutivo ha approvato un atto d’indirizzo per alienare otto mezzi e attrezzature oggi in disuso: due Piaggio, due motocicli Honda Montesa, un muletto Linde E16, una forca per gru Boscaro, una pala spandineve e un braccio decespugliatore idraulico.
La relazione dell’ufficio tecnico è schietta: i mezzi sostano da tempo negli spazi comunali, in stato di conservazione non proprio lusinghiero, mentre il Comune dispone già di attrezzature più efficienti. In più occupano magazzini sempre più stretti e vanno assicurati anche se restano fermi.
Ape Piaggio, Honda e muletto
Si parte dalle Ape. La Piaggio TM P 703, immatricolata nel 1999, 27 anni sulle spalle e stato definito «pessimo», ha una stima di 430 euro. La base d’asta indicata nella perizia sale a 450 euro. L’altra Piaggio, del 2005, ferma a 21 anni di età e anch’essa in condizioni «pessime», ha una base d’asta suggerita di 950 euro.

Poi ci sono le due Honda Montesa del 2009, ex moto della polizia locale, 17 anni ciascuna e stato «cattivo». Per entrambe la stima è di 950 euro. Niente rottamazione sentimentale: solo percentuali di deprezzamento e formule matematiche.
Il muletto Linde E16 merita una nota a parte. Pessimo stato di conservazione, dati difficili da reperire, base d’asta proposta pari a zero euro. Tradotto: chi lo vuole, si faccia avanti.
Più dignitosa la situazione della forca per gru Boscaro, anno 2005, stato «discreto»: valore stimato 260 euro. Discreta anche la pala spandineve per trattrice di piccole dimensioni, valutata 280 euro. Chiude l’elenco il braccio decespugliatore idraulico «Trincia», stato «cattivo», con base d’asta proposta a 360 euro.
I prezzi
Le stime sono state elaborate applicando deprezzamenti annui del 5% o del 10% e ulteriori decurtazioni legate allo stato di conservazione. Un’operazione aritmetica che trasforma anni di servizio in poche centinaia di euro.
L’amministrazione procederà con un avviso pubblico per l’alienazione dei mezzi. Se il bando andrà deserto, sono previsti ulteriori procedimenti per la dismissione definitiva.
Non è solo una questione di ordine nei magazzini. Liberare spazio significa anche ridurre costi e responsabilità su beni che non svolgono più alcuna funzione. Ora la parola passa all’avviso pubblico, che dovrà verificare se tra cittadini e operatori c’è qualcuno disposto a rimettere in moto, almeno simbolicamente, un pezzo di patrimonio comunale.
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