Aperture «a tempo» e personale mancante: quando l’arte diventa inaccessibile

Centinaia le strutture espositive e museali poco o per nulla fruibili nel Bresciano. Garda e città isole felici
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Musei, belli e inaccessibili
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Quasi ogni Comune ne ha uno, che sia di una stanza o di più piani; parrocchiale, civico, statale o gestito da fondazioni: il Bresciano ha centinaia di musei, pinacoteche o parchi archeologici. Si va dal museo della Guerra bianca di Temù al Museo Civico Archeologico di Remedello, dalla Pinacoteca Repossi di Chiari alle Grotte di Catullo di Sirmione. Un patrimonio sconfinato che non è sempre accessibile, o non con continuità. I problemi sono diversi come fondi che non sono mai abbastanza, i servizi offerti e orari dichiarati sui siti che non corrispondono alla realtà, ma i più comuni riguardano il personale e i contratti.

Valcamonica

I problemi più importanti, anche stando a chi lavora accompagnando o dando ospitalità i turisti, si riscontrano in Valcamonica e riguarda soprattutto i due parchi del primo sito Unesco italiano, il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane e il Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo a Capo di Ponte: negli anni ci sono stati giorni di interruzione non previsti o chiusure anticipate a causa della mancanza di personale, nonché a diverse proteste, l’ultima solo pochi giorni fa, il Primo maggio. Serrate e disservizi dovuti alla carenza del personale dipendente dal Ministero della Cultura rimpiazzato dai lavoratori esternalizzati: «I siti camuni oggi - hanno detto i manifestanti del Primo maggio - sono aperti esclusivamente grazie al senso di responsabilità di lavoratori in appalto che non hanno ancora in mano un contratto». Ora i due parchi sono aperti anche nel pomeriggio tranne che in quelli domenicali.

«Quella della comunicazione degli orari - dice la guida Marta Ghirardelli - è un punto dolente, soprattutto per chi abita fuori». E infatti sul sito del Comune di Breno, per fare un esempio, sono indicati i giorni di apertura del Santuario di Minerva (sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18), mentre per il Ministero è «visibile dall’esterno».

Altro nodo riguarda le chiese: «Alcune sono aperte e gli orari si trovano su internet - aggiunge la guida -, altre invece sono chiuse. Per me che abito qui è più facile, so a chi rivolgermi per farle aprire, più difficile per il turista che non sa come orientarsi. Serve la corretta comunicazione e aggiornata in un "luogo" unico».

Benaco

Sul Garda il problema più sentito dalle guide riguarda l’accessibilità alla Villa Romana di Toscolano, criticità forse risolta, come si legge nell’articolo qui a fianco. «I siti del Garda - dice la guida turistica Lara Contavalli - se si esclude la villa dell’Alto Garda non hanno problemi. Le prenotazioni funzionano bene per i gruppi, singoli e scuole».

Il Museo del Parco Alto Garda Bresciano
Il Museo del Parco Alto Garda Bresciano

I costi di gestione elevati e la posizione defilata, ai margini dei flussi turistici della riviera, affliggono il Museo del Parco Alto Garda Bresciano, aperto nel 2002 a Prabione di Tignale come centro di informazione, educazione e promozione dell’entroterra. Il museo resta infatti chiuso per buona parte dell’anno. Per garantirne l’apertura almeno durante l’estate il Comune di Tignale e la Comunità montana ne affidano la gestione alla municipalizzata Tignale Servizi, che ogni anno assume stagionalmente uno studente. Quest’anno sarà aperto dal 1° giugno al 6 ottobre (lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica 14-18, sabato 13-18, martedì chiuso).

Tra le cose da fare, poi, ci sarebbe anche il recupero del Museo del cinema di Salò nell’Onda Films del regista Angio Zane, che è fallito e ora è chiuso.

Brescia

In città tutto sembra filare liscio. Fa fatica, dopo la morte del suo fondatore Virginio Cattaneo, una straordinaria collezione che si regge sul volontariato, il Museo strumenti musicali e della liuteria bresciana.

C’è poi un suggerimento per Brescia Musei per essere ancora più performanti: «Mi piacerebbe, per far sì che le cose vadano ancora meglio - aggiunge Contavalli, conosciuta anche come «Oltre il tondino» -, avere aperture serali straordinarie, non gratuite, ci mancherebbe, sono contraria perché non si dà abbastanza valore all’arte e alla cultura, ma con uno sconto per i residenti. Poi è chiaro che serve un’educazione per i cittadini a frequentare i musei la sera. E non è un passaggio immediato». Infine segnaliamo una criticità percepita dai turisti senza prenotazione, ma per la quale non ci sono soluzioni, pena compromettere il patrimonio: «I turisti acquistano un biglietto unico per Santa Giulia e Parco archeologico e, a volte capita, che non ci sia posto per accedere a Capitolium e Quarta cella, essendo i posti contingentati - spiega Contavalli -, ma non si può fare altrimenti dato che il numero contingentato è stato inserito per preservare gli affreschi romani».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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