Viaggia ma non dirlo a nessuno

È Ferragosto e la calura fa desiderare al basilico una tazzina d’acqua già dal mattino. Le tende restano ferme e nella controra si cerca il riposo coccolati dal lieve scricchiolio prodotto dalle pale che smuovono l’aria sotto il soffitto.
Per colui che non ha un condizionatore la ricerca di refrigerio diventa quasi scientifica: chiude vetri e persiane cercando di creare corrente nei punti strategici. Si muove nella scia del ventilatore con le carni sudaticce, molli come uno stracchino, stende teli di cotone su poltrone e tavolini per limitare il fastidio del contatto mentre i cani e i gatti si accucciano negli angoli più bui.
Purtroppo durante il periodo canonico non tutti si possono permettere una vacanza. Le città e i paesi sono sempre meno vuoti e da alcuni anni offrono riempitivi culturali, sagre e piscine per sollevare quanti restano a casa a «fare le stufe».Chi resta viene messo a dura prova anche dal confronto sollecitato da video e fotografie di luoghi lontani. I social debordano di panorami e di piatti esotici, spesso sapientemente aggiustati da applicazioni del telefono che rendono ancor più cocente la rinuncia.
Il 15 agosto saremo sommersi da acque cristalline e da spiagge bianche come il borotalco nonostante il consiglio delle Forze dell’Ordine di non agevolare i ladri indicando il via libera.
È diventato normale condividere il proprio relax, ultimamente anche i tradizionali campeggiatori per essere considerati glamour scelgono di mostrarsi dentro i «glamping», in situazioni da campeggio ma con tutte le piacevolezze fornite dai resort. Come in ogni periodo di vacche magre la vacanza diventa più esclusiva, o quanto meno deve apparire tale.
Il margine nella distinzione è rappresentato dalle «amenities» poste a corollario del viaggio. Ciò che conta è differenziarsi dagli altri, magari dormendo nel deserto del Wadi Rum in Giordania dentro bolle trasparenti, attrezzate come stanze d’albergo a cinque stelle dalle quali ammirare il cielo di notte.
Tuttavia ci si può distinguere anche godendo in modo riservato della Costa dei Trabocchi in Abruzzo, guardando i pontili di legno usati un tempo dai pescatori e celebrati da Gabriele D’Annunzio. E perché no rileggendo ai suoi versi: «Proteso dagli scogli, simile a un mostro in agguato, con i suoi cento arti il trabocco aveva un aspetto formidabile».
Come diceva la nonna: viaggia e non farlo sapere, vivi una storia d’amore e non dirlo a nessuno.
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