Una canzone per riportarti a casa

Nonostante tutto ciò che accade, il Natale sta arrivando. Nell’aria risuonano le note di Jingle Bells, anche se quest’anno spopola l’adattamento indiano della melodia: «Tlin Tlin Tlin», una versione che cattura l’orecchio solo di chi vuole davvero ascoltare, perché sembra cantata con la lingua e le corde vocali aggrovigliate.
E pensare che «La slitta trainata da un cavallo», scritta da James Lord Pierpont nel 1857, con il Natale non aveva nulla a che vedere. La canzoncina, che racconta l’allegria di una corsa sulla neve al suono delle campanelle, è diventata famosa quasi un secolo dopo, quando Bing Crosby l’ha cantata per la prima volta proprio durante le feste.
Insomma, un collegamento casuale, lontano dal significato più profondo della nascita del Bambinello, è diventato un simbolo natalizio. Più studiato è invece il personaggio di Babbo Natale, modellato sulla tradizione di San Nicola e vestito di rosso dalla Coca-Cola per adattarlo alla pubblicità. Ma al di là del marketing, la musica e le parole di alcune canzoni diventano beni immateriali che ci portiamo dentro: restano custodite nelle pieghe della memoria come vecchie fotografie di famiglia. Basta un accordo, appena accennato, perché i ricordi si risveglino, talvolta con sorprendente intensità.
Alcuni artisti hanno la chiave di quei cassetti e riescono ad aprirli quando meno te lo aspetti. Può capitare anche ascoltando «Buon trasloco» di Olly, un ragazzone con la erre moscia e la canottiera, però capace di registrare il «tutto esaurito» per i suoi concerti del 2026 in poche ore. Ti sorprende con la semplicità delle sue parole, così uguali a quelle che una nonna potrebbe rivolgere a una nipote lontana: «Come stai? Come va? C’è qualcuno che ti aiuta col trasloco? Quando ti sistemi mandami una foto. Dormi bene? Ti riposi? Vai a ballare? Ti risposi? Divertiti, ascoltami, io ti voglio bene pure se non torni, se non passi a salutarmi in mezzo ai sogni o se passi solo quando ti ricordi».
È solo una canzone, nella quale ognuno legge ciò che sente. Racconta come una persona possa continuare a volerti bene anche se l’hai lasciata indietro, poiché i legami sono come i cartelli che indicano la strada per riportarti a casa. E se questo concetto arriva da un giovane cantautore, che all’apparenza ricorda più un metalmeccanico che un filosofo è, in fondo, la nostra slitta sulla neve.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
