Dopo cinquecento anni, papa Leone XIV e re Carlo III hanno pregato insieme. Si è trattato di un evento di riconciliazione importante, sul quale si è però incastrata la corona di foglie nere indossata dalla regina Camilla. Un dettaglio che ha scatenato una caterva di commenti, dolci come il sale nel caffellatte. Sugli spalti dei Social si sono alzati plotoni di «arbiter elegantiarum» pronti a giudicare, senza eufemismi né mezze misure. Insomma, una raffica di critiche irriverenti si è abbattuta su una donna, ancora oggi, colpevole di non essere più giovane e, per molti, di avere interrotto una favola.
Eccessivi gli aggettivi utilizzati, e non certo lusinghieri, per i quali nessuno ha sentito la necessità di aprire il vocabolario per trovare una giustificazione, com’è accaduto di recente con la parola «cortigiana».




