Al femminile

Per sempre giovani e stressati come Dorian Gray

Ma se nel romanzo di Oscar Wilde il protagonista ottiene che il tempo faccia invecchiare il suo ritratto in cambio dell’anima, dodici artisti invece hanno affrontato il tema della longevità in modo critico con una Mostra collettiva a Milano
Una ragazza si guarda in uno specchio - Foto Unplash
Una ragazza si guarda in uno specchio - Foto Unplash
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La frase «Too old for Leo DiCaprio» scritta sulla torta di compleanno di Maria Paola non l’ho capita al volo. Avrei dovuto essere giovane per cogliere l’ironia di quel meme diventato virale fra le ragazze che lei ha commentato così: «Sono ormai ampiamente fuori dalla selezione per diventare la nuova DiCaprio’s next fidanzata». Non avevo idea che il protagonista di «Titanic», ormai quasi cinquantenne, frequentasse solo ragazze con la metà dei suoi anni.

Effettivamente il suo curriculum da seduttore riporta una sfilza di ex, guarda caso abbandonate prima del compimento dei fatidici 25. L’attore non è l’unico a gradire la freschezza, basta guardarsi attorno per notare la smania diffusa di mostrarsi giovani. La bellezza spinge uomini e donne dentro le beauty farm per curarsi e in clinica per modificare gli inestetismi con la chirurgia.

Molti si «ammazzano» in palestra per costruirsi il fisico muscolo dopo muscolo, altri alternano zumba a pilates.

Per tutti il fine ultimo è la giovinezza! Coloro che non lo sono più devono almeno cercare di sembrarlo, magari usando gli stessi atteggiamenti dei figli con i quali spesso condividono anche l’armadio.

È così forte la spinta al giovanilismo che la preoccupazione legata all’invecchiamento del corpo è stata classificata come «sindrome di Dorian Gray». Ma se nel romanzo di Oscar Wilde il protagonista ottiene in cambio dell’anima che il tempo faccia invecchiare il suo ritratto, dodici artisti invece hanno affrontato il tema della longevità in modo critico con una Mostra collettiva a Milano.

L’esposizione «Forever Young: The Dorian Gray Sindrome» indaga attraverso l’arte digitale il desidero che induce tanta gente a modificare la propria immagine usando filtri e ritocchi per mostrarsi in una versione migliore. Un abbellimento definito «beautification», da non confondere con «béatification», due parole diverse solo per una vocale ma lontane nel concetto.

A questa fiera della vanità, dove l’inganno sollecita l’evasione dalla realtà, sfugge inaspettatamente Simona Ventura la quale, fedele al suo motto «crederci sempre, arrendersi mai», si è mostrata in televisione con i segni evidenti di una paralisi facciale. È tornata in pubblico con la «faccia mezza bloccata» per dimostrare la sua fermezza.

Lo ha fatto di recente anche la Principessa Kate Middleton per motivi molto più seri, ma non sembrava affatto vogliosa di apparire né di dare spiegazioni. L’esteriorità ha varie maschere, una si chiama riserbo. Bisogna saper indossare anche quello.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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