Al femminile

Non trovo l’amore, mi sposo con me

La pratica della sologamia prevede che la sposa (o lo sposo) siano soli ma la cerimonia segua tutte le regole del caso
Una sposa - Foto Unsplash
Una sposa - Foto Unsplash
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Ormai si sposano in pochi ma per i romantici irriducibili il lancio del bouquet resta ancora il momento topico per agguantare l’occasione di convolare a nozze entro l’anno.

La scena è sempre la stessa. Le nubili invitate, agguerrite come lottatori di catch, combattono senza esclusione di colpi pur di acchiappare i fiori, ma fra loro c’è sempre una refrattaria al matrimonio che resta di proposito fuori tiro e con il calice in mano brinda allo scampato pericolo.

Fra miliardi di persone sono tanti quelli che non trovando anime compatibili restano come calzini spaiati. Succede però che alcuni single desiderino la festa del matrimonio e gradirebbero ricevere gli stessi oggetti che hanno regalato a parenti ed amici. In parte dipende anche da questo se adesso c’è chi decide di sposarsi con se stesso.

Sologamia, così si chiama la pratica irrituale di celebrare delle nozze farlocche con l’abito bianco, o il tight con panciotto di seta, i confetti e i fiori d’arancio. Non c’è valore legale nel rito e neppure nel simbolico anello. La sposa (o lo sposo) sono soli ma la cerimonia segue le regole del wedding planner, dagli addobbi alla classica torta nuziale a più piani.

Chi pensa di stare meglio da solo in qualche modo afferma la libertà di non essere la mezza mela di qualcun altro e di possedere la chiave per chiudere o aprire il proprio cerchio. Adesso ci si sposa con se stessi anche in Italia, ma questo fenomeno sociale è da tempo diffuso in Giappone e in alcuni Paesi anglosassoni.

L’ultima è stata una ragazza di Tokyo la quale, non avendo trovato la sua anima gemella, ha scelto se stessa come succedaneo di marito, percorrendo con un lungo strascico il tappeto rosso mentre nell’aria risuonava il famosissimo Canone di Pachelbel.

I «sologami» devono necessariamente avere dei parenti o amici di larghe vedute. I maschi potrebbero aprire la lista nozze in un autosalone, le femmine invece mi auguro la facciano presso un’agenzia viaggi o in qualche negozio di alta moda come Carrie Preston, la protagonista di «Sex and the city».

Lei in regalo non desiderava bicchieri o posate bensì un costosissimo paio di scarpe di Manolo Blahnik. Del resto «è difficile camminare dentro le scarpe di una donna sola. Per camminare più allegramente ne servono di speciali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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