Il falso frutto non cade lontano dal melo

Chissà se il frutto che «non cade mai lontano dall’albero» è davvero una mela. Quello che i botanici considerano un falso frutto ha dato dei grattacapi fin dai tempi di Adamo ed Eva e gli strascichi sono ancora visibili a tutti.
Il nome latino del melo (malus domestica) come quello del suo frutto (malum) qualche perplessità la crea, anche se serve per ribadire il concetto che i figli non sono mai troppo diversi dai loro genitori.
Come il gruppo sanguigno, nel bene o nel male, la famiglia è incancellabile. Ogni tanto qualcun ripete la frase «tale padre, tale figlio» ma è superata nei fatti se anche le madri faticano a trasmettere il loro ascendente. Nel primo come nel terzo mondo la vera influenza adesso viene erogata goccia a goccia attraverso i social network.
Il filo di collegamento familiare seppure stiracchiato nelle maglie di Internet però resiste poiché l’albero genealogico mette radici anche nelle condizioni più sfavorevoli.
L’albero da cui si nasce cresce su ripide pendenze. Uno dopo l’altro cadiamo dal nostro ramo come mele mature e fatalmente restiamo fermi sul terreno sottostante. Alcune rotolano lontano e raggiungono posti impensati dove qualcuno si nutrirà della loro polpa.
In attesa di maturare molti vivono nello scontento. Mentre la vita passa inappagata lasciano lo spirito alla finestra nella convinzione che il loro riconoscimento si trovi sotto un altro cielo dove potrebbero essere finalmente apprezzati.
Conosco alcuni boomer i quali continuano idealmente a cercare «l’isola che non c’è». A loro dedico le parole di Vito Teti sulla «restanza», poiché anche questa è un atto di ricerca.
«Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto di migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente».
Anche le piante a volte si annoiano del solito posto, il rotolacampo infatti si stacca dalle radici e spinto dal vento rotola disperdendo i suoi semi nel deserto.
Chiunque si riconosca nella pianta da cui è nato ne porta dentro il germe. Non importa quanto poi si allontana, se sarà un melo o un mandarino. Ogni germoglio è una sempre scommessa, quando si vince si raccolgono ottimi frutti.
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