Al femminile

Il dubbio sulla bontà delle mele

Anche in Italia è pieno di giovani «affamati e folli» desiderosi di affermarsi. Perlopiù appartengono alla seconda generazione di cittadini stranieri
Studenti alla Festa dei Carabinieri - © www.giornaledibrescia.it
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Sarà l’odore di umanità di cui sono impregnate le aule e i corridoi, di fatto, entrando nella scuola per votare ho sentito una strana sensazione. Pungolata nell’area del cervello che conserva la memoria è riemersa la mia immagine di bambina con il grembiule nero, il colletto bianco di piquet e la frangia sforbiciata da mia madre.

La suggestione era iniziata la mattina leggendo questa lettera scritta da una maestra sconosciuta: «Cari genitori, in questi giorni state per ricevere le pagelle dei vostri figli. Ricordate, però, che fra questi alunni c’è un artista che non capisce la matematica, un matematico a cui non interessa la Storia, una sportiva a cui non piace l’inglese. Se le schede non dovessero rispecchiare le vostre aspettative non fatene un dramma, i vostri figli faranno ugualmente grandi cose nella vita. Ognuno di loro è un genio a modo suo, hanno solo bisogno di essere spronati e indirizzati». In realtà queste parole potrebbero essere indirizzate a tutti quelli che vivono in bilico fra antagonismo e disinteresse e senza rendersene conto seguono il modello indicato da Steve Jobs.

Anche in Italia è pieno di giovani «affamati e folli» desiderosi di affermarsi. Perlopiù appartengono alla seconda generazione di cittadini stranieri.

Ne ha dato prova la studentessa di origine africana che, dopo aver partecipato con i compagni dell’Istituto Tecnico Einaudi di Chiari al progetto «Carabiniere per un giorno», ha tenuto un discorso sulla legalità e il senso di Patria. Ha parlato a braccio durante la festa dell’Arma a Brescia davanti alle Autorità e a un pubblico ammirato dal suo senso dello Stato e di appartenenza.
Fiera, i capelli intrecciati con fili di lana beige che le incorniciavano il viso, ha dimostrato come l’integrazione fra i popoli sia la più alta espressione di civiltà e come l’intercultura indichi i percorsi per raggiungerla.
L’odore della scuola sollecita il ricordo del mio maestro elementare il quale, nei problemi matematici usava spesso l’esempio della mamma che al mercato comprava le mele. Io le immaginavo di colore rosso intenso, del tipo Stark Delicious per intenderci. Dovevamo trovare il lordo o il netto, il resto o il totale, ma non ci ha mai detto se le mele erano buone.

Nella vita è sempre meglio cercare il lato dolce delle cose. Gli ostacoli, e forse anche i problemi algebrici, si risolvono più facilmente con la dolcezza.

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