Chissà come reagirebbe il presidente di Coldiretti, Prandini, se una notizia del genere fosse pubblicata oggi. Altro che insetti, altro che carne sintetica.
Eppure a metà degli anni Settanta «le cotolette di petrolio» non parevano uno scandalo. Anzi, prodigio della tecnica e del progresso, utili niente meno che a combattere «la fame nel mondo».
Un articolo scritto con tutti i crismi, direttamente da Buones Aires per il Giornale di Brescia («Nostro servizio») a testimonianza che il quotidiano locale non si è mai accontentato di guardarsi l’ombelico. Al di là della titolazione ammiccante, per invitare alla lettura, il testo risulta accurato, sia per informazioni raccolte, sia per dichiarazioni puntali degli scienziati di Mendoza. Anche se poi, alla prova dei fatti, quei tentativi si sono rivelati velleitari, un procedimento possibile ma eccessivamente complesso e costoso, virando su fonti più tradizionali, quali l’uva, appunto.



