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Un bresciano nel team vincitore a Londra

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Nella foto in alto, Lorenzo Benussi: ha 29 anni ed è di Brescia
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La capitale britannica è stata sede della prova semifinale del concorso promosso dalla società di consulenza AtKearney, che si svolge da 15 anni
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Ore: 06:01 | mercoledì, 28 dicembre 2011

Trionfare all'estero con l'energia e le competenze delle nuove generazioni. Per portare in Italia quel valore aggiunto di cui la nostra economia, specialmente in questo particolare momento storico, ha un inconfutabile bisogno. C'è anche un bresciano nel team Bocconi che lo scorso 18 novembre ha vinto il secondo premio del Global Prize Competition rivolto alle migliori business schools del mondo e promosso dalla società di consulenza AtKearney. Si chiama Lorenzo Benussi, ha 29 anni, è originario della città e iscritto da pochi mesi al Master of Business Administration Sda alla prestigiosa università milanese di via Sarfatti.

La quindicesima edizione della competizione internazionale ha così premiato la squadra bocconiana per la qualità del Management Study Case presentato. Tradotto: un intervento analitico e di progettazione strategica studiato per la risoluzione di un caso aziendale proposto dalla stessa commissione del concorso. Un lavoro che, per celerità, accuratezza e precisione progettuale, ha passato prima le selezioni nazionali nella sede milanese della società - alle quali hanno partecipato ben otto gruppi provenienti dallo stesso ateneo - scalando poi verso il secondo gradino del podio nel confronto europeo. Tappa semifinale che, a Londra, ha visto il bresciano e i compagni sbaragliare altre cinque scuole di rilievo tra le quali la Hec, la Judge di Cambridge, la Rotterdam School of Management e la London Business School.

Avvincente testa a testa valso la coppa dei Runner up - conquistata per la prima volta dalla Bocconi nei quindici anni della competizione - e una borsa di studio di duemila euro assegnata al gruppo.

«È una soddisfazione ineguagliabile poter vedere riconosciuto il proprio lavoro, in particolare se per portarlo a termine è servito un impegno così rilevante», spiega Lorenzo, prima di raccontare qualcosa di sè. Ricapitolando un percorso formativo approdato soltanto in ultimo all'orizzonte del management «per puro interesse personale, per passione».

Dopo il liceo al Copernico e la laurea quinquennale in ingegneria aeronautica alla Statale di Brescia con un Erasmus a Madrid, «mi sono trasferito in Inghilterra dove ho lavorato tre anni per una compagnia aerea, nel settore ingegneristico e di strategia commerciale. Mi sono trovato benissimo, ho portato un po' di italianità tra i colleghi, in prevalenza inglesi, anche se i primi tempi ho dovuto integrarmi». Poi il ritorno in patria e l'esigenza di aggiornare e completare il bagaglio con conoscenze economico finanziarie più approfondite. Così, lo scorso settembre, la scelta di iscriversi al master Management of Business Administration, completamente in lingua inglese. Un nuovo capitolo che per Lorenzo si è aperto con la sfida, immediatamente raccolta, del concorso internazionale: «Lo stress dei giorni di preparazione, gli sforzi con i compagni necessari per perfezionare la presentazione del progetto a Londra, le speranze e le aspettative del gruppo, la cerimonia della premiazione e l'incontro con il global head di AtKearney, sono stati momenti unici. Occasioni preziose per confrontarsi con altri ragazzi provenienti da tutta Europa e quindi, da un punto di vista più tecnico, con modelli e approcci diversi dai nostri. Ma anche per raccogliere contatti con top manager di diverse aziende europee e, soprattutto, fare tesoro dei buoni consigli dalla commissione». In previsione di una nuova carriera ancora tutta da costruire: «Se penso a me stesso tra qualche anno - ribadisce Lorenzo - vedo senza ombra di dubbio un ruolo nell'industria. Come dirigente aziendale o come imprenditore».

Ma il desiderio, dopo i 14 mesi di formazione in Bocconi, è quello di spendere la propria professionalità entro i confini nazionali: «Dopo anni passati fuori, all'estero, durante i quali ho potuto sperimentare esperienze di vario tipo, ora vorrei restare qui, in Italia, dove poter lavorare con soddisfazione, sostenendone lo sviluppo e contribuendo, nel mio piccolo e secondo le mie possibilità, alla crescita del Paese».

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