Scuola

«Prove d'orchestra» alla scuola Diaz

Al progetto partecipano le associazioni Soldano, dei Genitori e Circoscrizione

«Prove d'orchestra». Ovvero gli strumenti musicali - ben 32 - di una grande orchestra, toccati, accarezzati, vissuti, suonati dai 170 alunni della scuola Armando Diaz. Proprio la conoscenza e la capacità di relazionarsi con la musica sono al centro del progetto musicale proposto dall'associazione Soldano (promotrice di grandi eventi musicali e culturali) e dal Maestro Daniele Alberti, il direttore artistico. Il percorso è stato accolto con entusiasmo dalla dirigente scolastica Maria Piovesan dell'Istituto comprensivo Centro 1, dall'Associazione genitori Diaz che con la Circoscrizione centro (ne hanno sostenuto il costo). «Prove d'orchestra» è un'esperienza straordinaria iniziata il 1 febbraio che permette ai bambini sia della scuola d'infanzia sia della primaria di entrare in contatto con la musica, di suonare strumenti, gli stessi che molte volte avranno visto in televisione e che da sempre fanno da sfondo ai loro amati cartoni. Certo moltissimi alunni avranno a casa un piccolo strumento giocattolo, ma nessuno (o quasi ) potrà averne uno « vero» da toccare - magari inizialmente con soggezione - come successo, per poi provarne subito con entusiasmo il suono. L'associazione Soldano ha messo a disposizione della scuola per il progetto ben 32 strumenti, dal pianoforte verticale agli archi (violini-contrabbassi) a tutte le percussioni (dalla grancassa fino ai piccoli sonagli etnici) oltre naturalmente alla capacità di una musico-terapeuta (Alessandra Chiari) di una psicologa musicologa (Chiara Tabalappi) esperte in musico terapia e didattica musicale - certificata dal centro di formazione Esagramma di Milano unico in Europa per questa attività - ed alla musicista Martina Carcereri che nel corso delle cinque lezioni - di un'ora ciascuna che compongono il progetto - accompagneranno i bambini. Cinque giornate o meglio cinque ore possono sembrare poche perché questi bambini apprendano la capacità di suonare uno strumento, in realtà il progetto (nato in origine come metodo terapeutico nell'ambito delle disabilità) consente loro di entrare in contatto diretto con la musica suonando insieme gli strumenti più affascinanti dell'orchestra, di scoprire capacità che difficilmente potrebbero emergere, di allenare le giovani mani a sentire lo strumento, di conoscere insomma la magia della musica. Ed è bellissimo infatti vedere questi alunni che nell'improvvisato palcoscenico allestito nella palestra scolastica, imbracciano ciascuno il proprio strumento (se qualcuno l'ha scelto a caso, altri hanno invece optato proprio per quello). Come Rachele di seconda elementare che dice: «Mi piace il suono del violino e volevo proprio provare a suonarlo», o Bryan, thailandese, sempre di seconda e anche lui con il violino che sostiene a suo modo, «di essere contento perché a me la musica piace». E ancora, Elisa nascosta dietro un enorme (per lei piccola) violoncello impugnare l'archetto come se non avesse mai fatto altro. Perché l'altra prerogativa del progetto è proprio l'osservazione della crescita del comportamento musicale, delle capacità artistiche di ognuno di loro, oltre che relazionali, la possibilità di convogliare l'attenzione dei piccoli verso un mondo (quello musicale) dove in futuro possano trovare stimoli. L'opera scelta e rielaborata per questo viaggio nella musica è «Petruska» di Igor Sravinskij storia di una marionetta russa che vuole vivere una vita umana. La musica impervia e un poco dissonante, ben si adatta a questi talentuosi musicisti in erba.

Francesca Zani

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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