Sono C-3PO, relazioni umane e cyborg, così si presentava il dorato robot (per meglio dire androide) della saga di Guerre Stellari. La sua abilità nel parlare più di sei milioni di lingue lo rendeva molto utile nei viaggi interplanetari, in cui i protagonisti dovevano vedersela con nuovi popoli e usanze diverse.
La robotica odierna alle distanze cosmiche preferisce il mondo microscopico, soprattutto in ambito medico. I mini-robot (che operano alle dimensioni di 10 centimetri, mentre i micro-robot nel raggio di 10 millimetri e i nano-robot funzionano in un campo di intervento di circa un decimo di millimetro o meno) sono diventati fondamentali nella chirurgia detta minimamente invasiva (Minimally Invasive Surgery) che consente di eseguire operazioni a rischio minimo per i pazienti.
A Pisa, i ricercatori Paolo Dario e Arianna Menciassi, professori di robotica biomedica, hanno progettato delle capsule simili ad insetti, per la precisione scarafaggi.
La caratteristica di questi insetti è la velocità: i ricercatori hanno dotato le capsule di zampette che permettono ai mini-robot di muoversi ad una velocità di 5 centimetri al minuto, così da poter intervenire con rapidità e precisione nella somministrazione di farmaci in caso di emergenza.
Tra gli esami più fastidiosi (e talvolta dolorosi) occupa sicuramente il primo posto l'endoscopia, ma state tranquilli perché un bruchino verrà in vostro aiuto. Gli scienziati stanno mettendo a punto un mini-robot dalla struttura simile a quella della Oligocheta, un piccolo baco in grado di muoversi agilmente su qualsiasi superficie.
I robot sono nati per gioco, più di trecento anni fa. Ovviamente erano a molla ed venivano utilizzati per stupire le corti europee. Oggi sono parte fondamentale delle catene di montaggio nel settore meccanico, operai «specializzati» nel campo dell'elettronica di precisione, ma anche esploratori e validi aiuti nella protezione civile.
Prendendo esempio dalla capacità che il polpo ha di infilarsi negli anfratti, sono stati creati, sempre a Pisa, dei tentacoli costituiti da polimeri elettro-attivi (materiali che si espandono o si contraggono se percorsi da corrente elettrica) per esplorare luoghi angusti o da utilizzare per operazioni di salvataggio.
A volte (o molte volte) progetti con applicazioni civili nascono da idee sviluppate in campo militare: agli insetti guerrieri americani, gli svizzeri hanno risposto con un grillo salvavita.
Leggero (sette grammi come il guscio di una noce), agile (salta fino a un metro e mezzo, 27 volte la sua lunghezza) grazie ad un motore a batteria, che carica una molla, salta ogni tre secondi su qualsiasi tipo di terreno in qualsiasi condizione meteorologica.
Anche in situazioni estreme e in ambienti inaccessibili, equipaggiato con particolari sensori, il mini-robot grillo diventa soccorritore o esploratore. Potrebbe essere presto impiegato anche nella ricerca di persone sepolte sotto le macerie, oppure nell'individuazione di sciatori rimasti intrappolati sotto una valanga.
Per ora il grillo-robot rimane nei laboratori, ma vi potete sempre divertire con un grillo solare: un mini-pannello fotovoltaico sul dorso dà vita alle zampe dell'insetto che comincerà a girare per casa.
È ecologico, silenzioso, non sporca. Certo la natura ha fatto di meglio, peccato che a volte non ce ne accorgiamo e sappiamo solo farle del male. Questa è l'altra faccia del nostro essere.
Chiara Belli