C'è poco da festeggiare per le società bresciane quotate in Borsa. Il 2011 non sarà dimenticato facilmente, a causa del crollo del valore dei titoli azionari che ha interessato le otto aziende della nostra provincia presenti sul listino milanese.
Il calo va inquadrato in un contesto di crisi generalizzata: Piazza Affari (Atene esclusa) archivia l'anno con il bilancio peggiore d'Europa (-25%). Ma alcune azioni bresciane hanno fatto anche peggio della media. Spiccano, in negativo, i deludenti risultati del titolo Ubi Banca (-50%), ma anche quelli di A2A (-30%), Sabaf (-55,5%) e Poligrafica San Faustino (-56%).
In pesante calo anche la capitalizzazione totale delle azioni bresciane, che oggi valgono meno di 5,5 miliardi di euro. Una riduzione marcata già evidente nella seconda metà dello scorso anno. Il 15 agosto 2010, infatti, i titoli bresciani valevano 10,25 miliardi, mentre il 15 agosto 2011 il valore era sceso a 5,7 miliardi. Il secondo semestre 2011 si è quindi chiuso con un ulteriore flessione, ma meno significativa rispetto a quella registrata nei dodici mesi precedenti.
Partiamo dal titolo del quarto gruppo bancario italiano (il terzo per capitalizzazione in Borsa). All'inizio dell'anno un'azione di Ubi Banca valeva 6,217 euro, mentre ieri il valore di chiusura è stato 3,166.
Il picco più alto dell'anno è stato raggiunto il 17 febbraio (7,46 euro), mentre il valore più basso è stato registrato il 13 settembre (2,192). Da allora è iniziata una lenta risalita, più evidente nel corso dell'ultimo mese (chiuso con un +9,7%). La capitalizzazione è pari a 2,8 miliardi (il 15 agosto 2010 era di 6,36 miliardi).
In decisa flessione nel corso dei dodici mesi anche il titolo A2A, ieri scambiato a 0,7265 euro (a inizio anno il valore era 1,048). Il record 2011 è stato raggiunto il 28 aprile (1,193 euro), mentre pochi giorni fa (il 19 dicembre) è stato toccato il minimo dell'anno (0,6845). L'accordo per il riassetto di Edison ha consentito un lieve recupero negli ultimi giorni, esclusa la giornata di ieri (terminata con un -2,74%). La capitalizzazione a fine anno è di 2,34 miliardi.
La terza società bresciana per valore dei titoli, la Sabaf di Ospitaletto, dice addio al 2011 con un calo del 55,5% del prezzo delle azioni (da 25,29 a 11,19 euro). Per l'azienda specializzata nella produzione di componenti per apparecchi domestici dedicati alla cottura a gas è stato un anno di continua flessione. Il picco massimo è stato raggiunto il 3 gennaio (25,95), mentre quello minimo proprio ieri. La capitalizzazione è di 132,63 milioni.
Cembre è stato il titolo che, tra i bresciani, ha perso meno: -13%. La capitalizzazione è oggi di 93,38 milioni. Il massimo è stato raggiunto il 10 giugno, quando l'azione valeva 8,85 euro, contro i 6,21 di inizio anno e i 5,45 di ieri.
Dopo un 2010 straordinario (con il valore del titolo aumentato del 91%), chiude l'anno con il segno meno (-38%) anche l'azione Gefran. L'ultima seduta è terminata con un valore di 2,826 contro i 4,48 euro di fine anno (ma il 30 novembre l'azione valeva 2,6 euro). La capitalizzazione è 40,22 milioni.
Pesante calo anche per il titolo Screen Service: -28% in dodici mesi; l'anno si è chiuso con un valore di 0,4892 euro e una capitalizzazione di 61,43 milioni.
In flessione anche Bialetti Industrie (-28% da gennaio), con una capitalizzazione conclusiva di 19,86 milioni.
Il calo più pesante (-56%) è quello di Poligrafica San Faustino, con l'azione passata da 9,085 a 3,994 euro; i titoli della società di Castrezzato valgono 4,77 milioni.
Guido Lombardi
Brescia in Borsa, il crollo del 2011
Tutte le società quotate della nostra provincia archiviano l'anno con il segno meno. Il titolo Ubi ha perso il 50%.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...
I più letti
Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...


