Al Grand Hotel come nella casa del Vate
Dormire nella Prioria, l'abitazione privata di d'Annunzio al Vittoriale, evidentemente non è consentito. Ma da ieri è possibile farlo nella nuova junior suite che il Grand Hotel Gardone, culla dell'industria turistica gardesana, ha deciso di dedicare al Vate nel 150° anniversario della nascita. Quella promossa dalla proprietà dell'albergo, la famiglia Mizzaro, per celebrare il legame che intercorse tra il poeta e il Grand Hotel, che d'Annunzio frequentò a lungo e definì «succursale dell'eremo», è un'iniziativa che ha valore promozionale e turistico, ma anche culturale, artistico e stilistico.
La suite, infatti, offre all'ospite l'illusione di soggiornare nella Prioria. L'ambiente è moderno, ma propone richiami al classicismo amato dal poeta, come i calchi in gesso che ricordano quelli, numerosi, presenti al Vittoriale.
Le abat-jour dei comodini citano lo stile decò della Stanza della Cheli; il vecchio baule da viaggio, invece, evoca quelli presenti nei fornitissimi guardaroba dannunziani. Le cineserie, infine, rimandano ad elementi d'arredo cari al Vate.
Si tratta di una stanza che dona all'ospite la sensazione di percepire visivamente quell'opera d'arte che è il Vittoriale degli Italiani. Ieri sono intervenuti alla presentazione della suite il sindaco di Gardone Andrea Cipani, l'architetto Salvatore Pellitteri, curatore dell'allestimento, e, in rappresentanza della proprietà, Orietta Mizzaro Papini. Il profondo legame che unisce il Grand Hotel Gardone alla vicenda dannunziana è stato ripercorso dalla dottoressa Elena Ledda, dannunzista, e dal professor Marcello Riccioni, critico dell'arte.
Entrambi hanno ricordato come «nella Prioria si respiri in ogni oggetto il senso del bello», proprio come accade nella nuova junior suite. Tra i presenti anche l'assessore provinciale al Turismo e alla Cultura, Silvia Razzi, che ha posto l'accento sull'importanza strategica del «brand dannunziano per garantire nuovi impulsi al turismo culturale gardesano e bresciano». s. b.
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