Una Freccia rosa trafigge le lady driver di tutto il mondo

di Ambra Craighero
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Donne e motori. È un classico. Un mix che fa sognare. Un po' come il pittore e la sua musa. Solo che qui, alla Mille Miglia, l'altra metà del cielo non è soltanto una figura complementare come la velina o la miss di turno a fare bella mostra di sè al paddock, ma è anche mito, passione. Le donne qui stanno al volante. Ed è bello pensare che qualcuna tra loro possa portare con disinvoltura la tuta feticcio indossata da Steve McQueen durante le riprese del film «Le Mans», in pendant alle scarpe ballerine a pois. Da qualche anno la presenza femminile è sempre maggiore e al via dell'edizione 2011 le donne iscritte sono ben 83, di cui conduttrici 16 e navigatrici 67. Le italiane sono 41 e le straniere 42, provenienti da ogni parte del mondo.

C'è anche chi a Brescia è di casa, e su questo asfalto la Mille Miglia l'ha vista passare dall'altra parte del muretto attaccata alle reti, per poi salire a bordo in tandem con la figlia, realizzando un sogno. «Corriamo la Mille Miglia dal 1995, io al volante e lei con la mappa, ed è la mia insostituibile compagna di viaggio» racconta Franca Boni, la «regina» delle signore al volante con ben 22 partecipazioni all'attivo e vincitrice di 11 Coppe delle Dame.

In questa sinfonia di motori, tra la fiera e la città, c'è anche chi cerca di migliorarsi e per questo cura i dettagli alla perfezione. «Sono navigatrice - dice Laura Confalonieri, inviata di "Quattroruote" e co-pilota di una Porsche 356 1500 S del 1956 - e anche quest'anno mi metto in gioco per acquisire maggior sicurezza. È un po' come una terapia questa gara. Si aggiunge un mattoncino in più ogni volta».

Ma c'è anche chi ha fatto ben 8mila km per arrivare fino a Brescia e vivere un'emozione unica. «Quando ero bambina sognavo di correre un giorno la Mille Miglia. Mio padre seguiva la gara in tv da Miami dove ho sempre vissuto - racconta emozionata Maria Cristina Abello, 50 anni, art director e co-pilota del compagno Marzio Villa a bordo di una splendida Ac Ace del 1955 -. E sono qui per respirare il profumo di certi filmati in bianco e nero quando un pilota come Tazio Nuvolari faceva la differenza. Ho ancora nelle orecchie i racconti di mio papà che oggi non c'è più. In famiglia siamo cresciuti a pane e Mille Miglia. E quando vedo tante persone che arrivano da ogni parte del mondo per essere sulla griglia di partenza, penso alla grande storia che li ha spinti fino qui».

Daniela Gaillinger o Daniela Esswein - Hardieck arrivano invece dalla Danimarca con un sorriso smagliante e un look impeccabile. «La nostra è un'avventura, siamo già felici di essere qui - racconta la pilota della Lancia Aurelia B 24 S del 1955 - . Proveremo ad essere competitive per arrivare fino alla fine».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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