auto e moto d'epoca'
di Roberto Manieri
luglio
10
2013

Nasce “Aci Storico”: l’Automobile Club d’Italia si schiera a favore delle vecchie automobili

Scacco al Re. Angelo Sticchi Damiani fa la sua mossa e la sensazione è che l’offensiva dell’Aci nei confronti dell’Asi sia cominciata. Avviata con il botto, dato che conoscendo il dinamico presidente di Aci è difficile pensare che possa essersi sbilanciato a presentare Aci Storico senza aver qualche sicurezza sulla possibilità di modificare in tempi brevi  l’articolo 60 del Codice della Strada, lo stesso che specifica che “…rientrano nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli di interesse storico e collezionistico tutti quelli di cui risulti l’iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI”.

Quanto prima è dunque ipotizzabile che l’Aci venga inserito nell’eletta schiera degli organismi deputati a certificare la storicità, creando di fatto per gli appassionati e collezionisti un nuovo orizzonte. Orizzonte su cui splende la certezza che da 86 anni vuole l'Aci come conservatore del Pra (Pubblico Registro Automobilistico) ovvero il massimo strumento di garanzia per gli automobilisti per il godimento dei loro diritti reali sui veicoli. 

E del resto va detto che già nell’edizione della Fiera di Padova dello scorso anno, l’intraprendente ingegnere posto ai vertici dell’Aci si era sbilanciato con noi sul tema, a margini dello stand di Mille Miglia, lasciando presagire i sensi di una rivoluzione copernicana per i soci Aci, finalmente tutelati anche sul fronte dell’automobilismo storico.  Così l’Automobile Club d’Italia, dopo aver ignorato per anni il settore delle auto storiche e d’epoca, imbocca la via che coinvolge qualcosa come 4,1 milioni i veicoli circolanti che hanno più di vent’anni.

Per il momento, a parte qualche rumors che riferisce di una commissione di tecnici ed esperti ai vertici del Registro storico (esperti e collezionisti di livello),  non sarebbe stata presa nessuna iniziativa concreta, ma è stato dichiarato che verrà avviato uno studio relativo al settore delle auto storiche, sia  quelle che hanno già più di 30 anni già riconosciute ed esentate dalla legge italiana dal pagamento della tassa di possesso, sia quelle  aventi età compresa tra i 20 e i 30 anni, in modo da stabilire quali siano i veicoli che effettivamente hanno le carte in regola per rientrare nella tutela di Aci Storico sia quelle che, invece, saranno obbligate a pagare questa tassa fino al compimento dei fatidici trent’anni.

“Aci sarà il primo interlocutore dei possessori d'auto d'epoca – dice intanto il presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani - alimentiamo con continuità il fuoco della passione che fu. Saremo esclusivi, ma ciò non esclude che il Club Aci Storico possa essere aperto a tutti”.  I tempi d’attuazione di questa operazione non sono stati resi noti nella conferenza all’Autodromo ‘Piero Taruffi’ di Vallelunga di inizio giugno, come non sono state precisate le competenze e neppure i requisiti che permetteranno all’Aci di distinguere tra un’auto storica e un’auto vecchia. Ciò nonostante tra le parole di Sticcuhi Damiani trapela talvolta qualche suggestione o qualcosa di più. 

Interessante invece la promessa dello studio di nuove forme assicurative e la possibile messa on-line di documentazione, testimonianze storiche, libri, fotografie e altro materiale di proprietà dell’Aci. Bandiera dell’iniziativa sarà l’insegna storica dell’Automobil Club d’Italia, quella originale del Reale Automobile club d’Italia, risalente al 1905 a cui si sovrascrive la dicitura STORICO.

Abbiamo quindi approfondito l’argomento, stabilendo quindi che dopo 108 anni l’Automobile Club d’Italia torna così alle origini, con una mission da declinare a favore delle automobili protagoniste della nostra storia.  Aci Storico  sarà infatti su precisa indicazione “…un sistema di tutela giuridica dei collezionisti di veicoli d’epoca nonché una piattaforma per garantire agli appassionati il godimento sereno, pieno e reale del loro entusiasmo. 

Sotto questo nuovo marchio l’Automobile Club d’Italia redigerà il proprio  Registro Storico, che sarà il punto di riferimento normativo per i collezionisti che vedranno così riconosciuti i propri diritti indipendentemente dall’onerosa iscrizione a un’associazione”. 
Ma come detto a Vallelunga “Aci Storico sarà anche un club che accomunerà gli automobilisti più appassionati di questo settore, offrendo loro una serie di vantaggi (soprattutto in campo assicurativo) e nuove occasioni di divertimento. Infine Aci Storico sarà una biblioteca online con tutto il patrimonio – oggi gelosamente custodito negli archivi della sede nazionale di ACI e negli Automobile Club provinciali – di documenti, libri, giornali, riviste, pubblicità e testimonianze storiche del mondo dello sport e della mobilità”.

“Aci sarà anche il primo interlocutore anche dei possessori di auto d’epoca – ha sottolineato il presidente Angelo Sticchi Damiani – perché ha la storia, la tradizione, il know how e le strutture per porsi come interfaccia dei collezionisti per l’assistenza normativa e meccanica, il rilascio di certificati e documenti, la fruizione delle facilitazioni tributarie e assicurative, l’organizzazione di raduni, mostre ed incontri. L’Automobile Club d’Italia è l’unico soggetto pubblico capace di fornire al Paese risposte repentine e qualificate in tema di mobilità, sia storica che di tutti i giorni”.

Scritto e confezionato l’epitaffio per l’Asi, dunque?  “La nostra prima sfida è sul piano culturale – ha detto  Sticchi Damiani – contro il più antico e sbagliato dei pregiudizi: l’auto d’epoca non è un bene di lusso. Il piglio del Fisco è arrivato a generare paradossi in questo settore, imputando a un automobilista 46.000 euro di reddito annuo solo perché guidava una Mercedes 240D del 1982, comprata per 1.250 euro”.

Nell’ ultimo decennio sono poi raddoppiati i veicoli ultraventennali malgrado la crisi congiunturale. Gli italiani hanno infatti una grande cultura dell’auto grazie al “museo diffuso” sulle strade italiane: 4,1 milioni di auto con più di venti anni di età, di cui oltre l’80% vale meno di 10.000 euro.

Un importante elemento distintivo di Aci Storico sarà la tutela non delle auto “vecchie” ma di quelle di reale portato storico. “Oggi più di 1 veicolo circolante su 10 ha oltre venti anni di età e bisogna stare attenti a non compromettere le garanzie e le facilitazioni fondamentali per quelle auto che testimoniano davvero alle future generazioni un valore e un interesse, che percorrono pochissimi chilometri ed escono su strada in rare occasioni. Per questo motivo Aci ha avviato un percorso di studio sui veicoli di età compresa tra i 20 e i 30 anni per tarare con precisione ogni necessaria azione di tutela del settore”.

Nel clima generale di crisi il fatto che il Governo, alla caccia di risorse possa decidere un taglio delle agevolazioni sulle auto storiche richiama fortemente l’attenzione di tutti: “Il Governo sembra stia studiando una manovra di sovrattasse per le classiche; un taglio delle facilitazioni fiscali per i possessori di auto d’epoca sarebbe un’inutile e irreparabile  tragedia per il settore che invece ha bisogno di pura passione per vivere, che porterebbe teoricamente allo Stato entrate per meno di 500 milioni di euro”.

Solo in teoria, perché i veicoli storici farebbero la stessa fine delle auto moderne oggi in fuga oltre confine dal superbollo, che ha incassato 100 milioni di euro meno del previsto (a cui vanno aggiunti altri 100 milioni in meno di IVA e altri tributi, con il forte depauperamento del patrimonio automobilistico italiano). 

E’ poi assolutamente innegabile che il valore in termini di storia, tradizione e cultura di 4,1 milioni di auto d’epoca sia esponenzialmente superiore a 500 milioni di euro. “Fin dagli albori delle corse la gente si accalcava ai bordi delle strade per vedere sfrecciare i modelli più affascinanti, potenti e performanti – conclude il presidente dell’ACI - prima per curiosità, poi per passione. Oggi dobbiamo alimentare con continuità il fuoco di quella passione”. 
Per taluno potrebbe restare solo un dettaglio il fatto che Aci Nazionale, nel contempo, abbia fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar favorevole ad Aci Brescia, imponendo il nuovo commissariamento, mentre Mille Miglia stava tornando sulle strade… In questa direzione va detto che Aldo Bonomi, presidente uscente di Aci Brescia ha presentato un suo autonomo ricorso al Consiglio di Stato per avere ragione del commissariamento che il Tar ha già ritenuto nel dicembre scorso ingiustificato e questo nonostante il suo mandato sia già scaduto. Una legittima battaglia di principio, dunque.

Ma tornando ad Aci Storico per Sticchi Damiani finalmente “i collezionisti vedranno riconosciuti i propri diritti indipendentemente dall’onerosa iscrizione a un’associazione". Un riferimento esplicito all’Asi dal presidente recentemente nominato  vicepresidente della FIA - Federazione Internazionale dell’Automobile, l’organismo che riunisce 230 organizzazioni sportive e motoristiche di 134 Paesi.

Vedremo come la sede di Torino reagirà alla notizia, anche se a caldo il terremoto con sembra aver scosso più di tanto Villa Rey. Ma il dado è tratto e la sorpresa non si può più dire tale.

Roberto Manieri

r.manieri@giornaledibrescia.it

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