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Valtrompia e Lumezzane
<![CDATA[Valtrompia e Lumezzane]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/valtrompia-e-lumezzane-1.3000403 Sat, 27 Feb 2021 19:18:33 +0000 <![CDATA[Valanga in Maniva: pericolo per le alte temperature]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/valanga-in-maniva-pericolo-per-le-alte-temperature-1.3555863 1.3555863 Sat, 27 Feb 2021 19:18:33 +0000 Allarme nel pomeriggio per una valanga che si è staccata nei pressi della cima del Maniva, in territorio di Collio. I sopralluoghi del soccorso alpino, dei carabinieri, dei Vigili del fuoco e dell'elisoccorso di Bergamo hanno escluso che siano rimaste coinvolte persone.

Le alte temperature di questi giorni hanno alzato l'allerta valanghe anche nel Bresciano e le istituzioni raccomandano la massima attenzione.

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<![CDATA[Anche la D’Urso denunciata dai Bozzoli]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/anche-la-d-urso-denunciata-dai-bozzoli-1.3555622 1.3555622 Sat, 27 Feb 2021 08:47:52 +0000 Barbara D’Urso e Federica Sciarelli, ma anche Gianluigi Nuzzi e Giuseppe Pizzo. Oltre all’ex magistrato del Tar del Lazio Ines Pisano, sono in tutto tredici i giornalisti denunciati dai Bozzoli (Adelio, Giacomo ed Alex) per diffamazione a mezzo stampa, in seguito ai servizi andati in onda a «Pomeriggio 5», «Chi l’ha visto», «Quarto Grado» o scritti nelle prime fasi del giallo sulla la sparizione di Mario Bozzoli, il 50enne imprenditore di Marcheno svanito nel nulla l’8 ottobre di sei anni fa.

Secondo Adelio Bozzoli, fratello di Mario, ed i suoi figli Alex e Giacomo - quest’ultimo a processo in Corte d’assise con l’accusa di aver ammazzato lo zio e di aver fatto sparire il suo cadavere - il contenuto di alcuni «pezzi» andati in onda e finiti in edicola ha oltrepassato il diritto di cronaca e di critica.

I Bozzoli ritengono diffamatorie alcune ipotesi fatte dai giornalisti denunciati. Secondo fratello e nipoti dello scomparso firme tv e di carta stampata, a vario titolo, avevano ingiustamente accusato Alex Bozzoli, ripreso mentre era alla prese con documenti in ufficio, di inquinamento delle prove del delitto;avevano ipotizzato l’ingresso in fonderia di materiale da fondere rubato, ma anche l’illecito trasferimento di merce nel nuovo impianto di Bedizzole; e la loro presenza sul suv coi vetri oscurati inquadrato in Vallecamonica nei pressi e nelle ore del passaggio, poi rivelatosi fatale, di Beppe Ghirardini, l’operaio della Bozzoli, presente in fonderia la sera della scomparsa di Mario Bozzoli e trovato morto a Case di Viso dieci giorni dopo con una capsula di cianuro nello stomaco.

Per il sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglia, titolare del fascicolo per l’omicidio di Mario Bozzoli fino alla sua avocazione da parte della procura generale, i giornalisti denunciati hanno esercitato il loro diritto di cronaca e critica. Hanno fatto il loro dovere e le loro posizioni devono essere archiviate. Cinque anni e mezzo dopo le denunce, con la prescrizione dietro l’angolo, la questione però non è ancora chiusa.

Assistiti dagli avvocati Luigi, Giordana e Giovanni Frattini, Adelio, Alex e Giacomo Bozzoli si sono opposti alla richiesta di archiviazione. Ieri l’udienza per la discussione al termine della quale il giudice Alessandra Sabatucci si è riservata.

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<![CDATA[Caso Bozzoli: «Non abbiamo trovato tracce del corpo nel forno»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/caso-bozzoli-non-abbiamo-trovato-tracce-del-corpo-nel-forno-1.3555134 1.3555134 Thu, 25 Feb 2021 12:50:12 +0000 «Non abbiamo osservato evidenze dello scomparso nei forni, nei fumi e nella cappa della fonderia dove Mario Bozzoli lavorava ed è stato visto vivo per l’ultima volta»: lo ha detto il colonnello dei Ris di Parma Alberto Marino, testimone davanti alla Corte d’Assise di Brescia nel corso della seconda udienza del processo a carico di Giacomo Bozzoli.

EMBED [Leggi anche] L'uomo, nipote di Mario, è accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere dello zio, scomparso a Marcheno l’otto ottobre 2015

«Nell’ipotesi che un corpo gettato nel forno potesse essere esploso abbiamo cercato delle sostanze. L’esito è stato negativo» ha spiegato il militare dei Ris di Parma.

EMBED [Bozzoli, processo per omicidio volontario e distruzione di cadavere]

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<![CDATA[Bozzoli: l'accusa chiede l'intervento degli esperti del caso Suad]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/bozzoli-l-accusa-chiede-l-intervento-degli-esperti-del-caso-suad-1.3555083 1.3555083 Thu, 25 Feb 2021 09:00:56 +0000 Giornata di udienza per l’omicidio dell’imprenditore Mario Bozzoli. La seconda udienza dall’inizio del processo contro Giacomo Bozzoli, nipote dell’imprenditore, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere. In aula è presente l’imputato mentre non c’è la famiglia della vittima.

Al centro dell’udienza ci sono le testimonianze dei Ris che hanno analizzato l’auto dell’imputato, ritenuta da chi indaga quella utilizzata per trasportare il cadavere. Sulla vettura non sono mai state trovate tracce riconducibili a Mario Bozzoli.

L’accusa ha chiesto di sentire uno degli esperti che ha lavorato al caso di Souad, la donna svanita nel nulla e caricata - secondo la sentenza di primo e secondo grado - nel baule dell’auto del marito condannato all’ergastolo.

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<![CDATA[Aggressioni a Gardone Vt: «Presa alle spalle e spinta a terra»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/aggressioni-a-gardone-vt-presa-alle-spalle-e-spinta-a-terra-1.3555043 1.3555043 Thu, 25 Feb 2021 07:06:07 +0000 Aggredita alle spalle e gettata a terra da un uomo che ha cercato, fortunatamente senza riuscirci, di sfilarle i pantaloni prima di fuggire con la sua borsa. Non è la sequenza di un film ma, purtroppo, un fatto realmente accaduto a Gardone Valtrompia giovedì scorso.

Protagonista, suo malgrado, della disavventura una donna di 68 anni che, come ogni mattina, stava raggiungendo il suo gruppo di cammino nel centro del paese: erano circa le 5.30 e aveva percorso solo 200 metri dopo essere uscita di casa quando, nella stradina che separa la piscina comunale dal cimitero, un uomo le ha tappato la bocca trascinandola a terra.

«Quando ha cercato di togliermi i pantaloni ho reagito con una forza che non sapevo di avere - racconta la vittima - e d’istinto l’ho morso molto forte, mi sono trovata ricoperta di sangue: lui mi ha strappato la borsa ed è scappato». La signora è andata al pronto soccorso dell’ospedale locale e «una quindicina di minuti dopo il mio arrivo si è presentata un’altra donna  che era stata rapinata in una zona non molto distante, sembra dallo stesso individuo.

Da inizio anno ad oggi sono tre le denunce giunte al comando della Compagnia dei carabinieri di Gardone per fatti simili a quelli narrati dalla 68enne. A colpire, sempre in orari che precedono l’alba, pare sia lo stesso uomo: uno sbandato che si nasconderebbe sui monti della zona dai quali scenderebbe per cercare donne da aggredire.

I carabinieri, mentre lavorano per identificarlo, hanno intensificato i controlli sul territorio, specialmente la mattina presto. «I carabinieri mi hanno rassicurato - dichiara il sindaco Pierangelo Lancelotti -, quindi siamo fiduciosi di chiudere anche questo problema». In paese c’è viva preoccupazione, un diffuso senso di insicurezza specialmente tra le donne. «Ho deciso di raccontare quello che mi è successo perché voglio mettere in guardia tutte: non ho più avuto il coraggio di uscire a piedi così presto» conclude la 68enne.

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<![CDATA[Vendica il figlio bullizzato: «Chiedo scusa, ma ero esasperato»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/vendica-il-figlio-bullizzato-chiedo-scusa-ma-ero-esasperato-1.3554753 1.3554753 Wed, 24 Feb 2021 06:00:00 +0000 Alla fine ha ammesso. Dopo aver inizialmente raccontato che «il ragazzino si è spaventato ed è caduto da solo» è arrivato il dietrofront.

«Ho perso la testa, sono stato provocato e l’ho colpito. Ma da tempo quel ragazzino bullizzava mio figlio». Versione agli atti dell’inchiesta sull’aggressione subita lo scorso 8 gennaio a Villa Carcina da un 13enne di origini gambiane. Picchiato in strada dal padre di un amico con il quale aveva avuto un litigio qualche giorno prima.

Il minore era stato ricoverato in ospedale e poi dimesso con prognosi di 25 giorni con contusioni a gambe, volto e braccia.

Una vicenda raccontata ad inizio anno sulle pagine del nostro quotidiano, dopo la denuncia della famiglia della vittima. Il sostituto procuratore Marzia Aliatis ha chiuso le indagini contestando all’uomo, 34enne calabrese di nascita e residente in Valtrompia, il reato di lesioni personali. «Era esasperato».

«Chiede scusa e si è già mosso per risarcire la famiglia del ragazzino e chiederemo per il mio assistito la messa alla prova» spiega il difensore dell’uomo, l’avvocato Luigi Stelio Becheri. Che poi aggiunge: «Il ragazzino aggredito, da tempo perseguitava il figlio del 34enne che si era già rivolto alle forze dell’ordine. Ne aveva parlato anche al preside della scuola che frequentano i due minori sentendosi rispondere che lui non poteva fare nulla per quello che accadeva fuori dall’istituto. Si è fatto vendetta da solo e ha sbagliato, ma la situazione aveva superato ogni limite».

Sul tavolo della Procura minorile è finita una denuncia per atti persecutori contro la vittima dell’aggressione, che da accusatore diventa accusato. Ma questo è un caso nel caso ed è al centro di un’inchiesta diversa.

L’aggressione. Tornando a quanto accaduto lo scorso 8 gennaio, gli inquirenti hanno ricostruito quella che ritengono essere una spedizione punitiva. Ad attendere il 13enne sotto casa, sapendo che ogni mattina va a scuola da solo, c’era l’aggressore accompagnato dal padre e dal figlio coetaneo della vittima e amico fin dalle elementari. Un trio che si è avventato sul minore, sotto le telecamere di sicurezza installate in strada, che hanno ripreso parte del pestaggio, e sotto gli occhi di alcuni passanti che hanno poi testimoniato. Una ha riferito di aver sentito anche la frase: «Basta, gliene hai già date abbastanza», pronunciata dal padre dell’aggressore nel tentativo di fermare l’azione violenta.

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<![CDATA[Tampona un tir sull’Autobrennero: muore un imprenditore]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/tampona-un-tir-sull-autobrennero-muore-un-imprenditore-1.3554761 1.3554761 Wed, 24 Feb 2021 05:00:00 +0000 Tragico schianto sull’autostrada A22 in territorio di Verona ha perso la vita un imprenditore 60enne originario di Vicenza ma da anni residente a Gardone Valtrompia. Flavio Cariolaro ha tamponato un tir con la sua Toyota e non ha avuto scampo. 

Secondo quanto ricostruito fino ad ora dalla Polizia Stradale di Verona Sud attorno alle 14.20 un camion in viaggio sull’Autobrennero da Modena verso Trento ha perso il carico all’altezza del chilometro 243, in territorio del comune di Nogarole, provincia di Verona. Immediatamente si è formata una coda di auto e mezzi pesanti che si è fatta via via più lunga.

Dieci minuti dopo si è consumata la tragedia che ha strappato alla vita l’imprenditore bresciano d’adozione. Il 60enne, residente a Gardone Valtrompia, per cause che sono ancora al vaglio della Stradale, si è accorto solo all’ultimo momento che la fila di veicoli che lo precedeva era ferma. La frenata non ha potuto evitare il terribile impatto con il rimorchio di un tir croato. Un impatto devastante, Flavio Cariolaro dalla vettura in cui ha perso la vita incastrata sotto il camion.

Carriolaro era titolare di un impresa di commercio di stufe attiva da molti anni con sede a Collebeato e Bergamo. Sposato con l’imprenditrice Silvia Novali lascia anche due figli in età scolare.

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<![CDATA[Scende in campo il padel e «seduce» la Valtrompia]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/scende-in-campo-il-padel-e-seduce-la-valtrompia-1.3553766 1.3553766 Tue, 23 Feb 2021 05:00:00 +0000 Il padel arriva in Valtrompia, anche se con un po’di ritardo rispetto a quanto preventivato dai suoi «importatori». Federico Gricini e sua moglie Annamaria, già gestori del Centro tennis comunale di via Fiume 38, a Sarezzo, all’inizio del 2020 avevano deciso di investire in un progetto tutto loro per creare all’interno di un capannone in via Repubblica 197/H due campi di padel al coperto, una reception, una hall e degli spogliatoi con doccia. A capo dell’iniziativa è stata messa l’associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale Gripadel Padel, presieduta dallo stesso Gricini.

Già dai primi mesi del 2020 i campi, gli spogliatoi e la zona relax erano pronti all’uso costituendo, di fatto, la prima struttura in Valtrompia a promuovere il padel, una disciplina cugina del tennis tradizionale oggi molto apprezzata e in voga. Poi, però, con l’arrivo della pandemia e le virate imposte dai vari Dpcm anche in merito allo sport e ai luoghi in cui viene praticato, la struttura è stata sfruttata solamente a singhiozzo e specialmente per disputare tornei. La voce sull’apertura del centro gestito da Gripadel si è tuttavia diffusa in fretta e i giocatori che hanno calcato i campi di via Repubblica arrivano un po’ da tutta a Valtrompia e anche dalla città.

«Il progetto ci sta dando soddisfazioni - racconta Gricini -: oltre al servizio di affitto campi e a ospitare tornei di padel ora, in qualità di associazione di promozione sportiva, stiamo iniziando a promuovere anche dei corsi». Il primo a partire si rivolge agli adulti di tutte le età e di tutti i livelli: dai neofiti a chi desidera perfezionare la tecnica. C’è la possibilità di scegliere tra lezioni di 60, 90 oppure 120 minuti per una o due volte alla settimana. Per informazioni e iscrizioni è possibile visitare la pagina Facebook A.S.D. Gripadel Padel oppure telefonare al 338.8678790.

 

 

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<![CDATA[La bresciana suor Dinarosa Belleri delle Poverelle è venerabile]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/la-bresciana-suor-dinarosa-belleri-delle-poverelle-%C3%A8-venerabile-1.3554079 1.3554079 Mon, 22 Feb 2021 05:00:22 +0000 Sempre sorridente, di un’allegria contagiosa. Era donna di poche parole che preferiva la concretezza del fare alle chiacchiere. Con la sua vita ha incarnato giorno dopo giorno quella Chiesa che si fa ospedale da campo ed accoglie gli ultimi del mondo. Suor Dinarosa Belleri, dell’ordine delle Poverelle, aveva scelto di dar corpo alla sua vocazione come missionaria, in Congo. E proprio in terra africana lei, e cinque sue consorelle, morirono nel 1995 colpite dal virus dell’ebola mentre curavano i malati.

Ora quella donna è venerabile: papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare il decreto riguardante la Causa di canonizzazione delle religiosa originaria di Cailina di Villa Carcina. Proprio a Cailina le suore Poverelle avevano aperto la loro casa nel 1912.

 

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<![CDATA[Cassoni del verde usati dagli incivili come discariche]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/cassoni-del-verde-usati-dagli-incivili-come-discariche-1.3552894 1.3552894 Fri, 19 Feb 2021 06:18:07 +0000 Bovezzo si prepara a dire addio ai «green service»: a partire dalla metà di maggio dal territorio saranno rimossi tutti i cassoni adibiti alla raccolta di sfalci e potature. La raccolta del verde avverrà porta a porta su richiesta e a pagamento, mentre chi deciderà di non aderire a questo servizio potrà conferire il verde gratuitamente all’isola ecologica, che verrà potenziata sia dal punto di vista degli orari (aprirà infatti anche la domenica mattina, garantendo così il servizio 7 giorni su 7), sia con l’aggiunta di un altro cassone per sfalci e potature.

«La decisione è arrivata dopo una lunga riflessione durata oltre un anno della quale abbiamo reso partecipi anche i comuni limitrofi - spiegano il sindaco Sara Ghidoni e l’assessore con delega alla Gestione dei rifiuti Mario Folli -. Da tempo ormai i green service vengono utilizzati da alcuni cittadini bovezzesi e non come una discarica: dentro troviamo di tutto, dai sanitari ai sacchi di plastica passando per i cartoni e, in alcuni casi, la cenere ancora fumante». 

I costi così lievitano, senza contare che l’operazione di smistamento di questi rifiuti costringe il Comune a dirottare un giorno a settimana lo spazzino che normalmente si occupa della pulizia generale del territorio. «La videosorveglianza, che in paese è attiva, non è sempre sufficiente per contrastare questo tipo di inciviltà - specifica il sindaco -: spesso chi  abbandona non è riconoscibile e, quindi, non sanzionabile». Da qui la scelta dell’Amministrazione comunale di Bovezzo di eliminare i green service e attivare di comune accordo con Aprica, gestore del servizio di Igiene urbana, il porta a porta per il verde.

Il servizio dovrebbe partire entro la metà di maggio: entro il 12 marzo sarà possibile richiedere l’attivazione dopodiché, in capo a un paio di mesi, chi ha aderito riceverà l’apposito carrello da 40 litri, che rimarrà di sua proprietà. «I green service verranno tolti solo una volta che i carelli saranno arrivati e l’orario di apertura dell’isola ecologica sarà stato esteso - specificano l’assessore Folli e il primo cittadino Ghidoni -. Al momento stiamo riflettendo sull’introduzione di un porta a porta integrale nel 2023, quando scadrà l’attuale contratto». 

 

 

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<![CDATA[Cercansi testimonianze sulla veggente bresciana Semiramide]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/cercansi-testimonianze-sulla-veggente-bresciana-semiramide-1.3552789 1.3552789 Wed, 17 Feb 2021 12:02:22 +0000 Testimonianze su Semiramide cercansi. È un appello ai valtrumplini quello lanciato dagli autori del documentario «A Semiramide» sulla vita della veggente bresciana che negli anni Cinquanta del secolo scorso si trasferì a Sarezzo.

La sua figura, per chi abita in Valtrompia, è ben nota: Elisa Gazzo Semiramide fa parte della storia locale e le leggende nate intorno a Villa Usignolo ancora oggi vengono tramandate dai nonni ai nipoti. «Sono proprio questi ricordi che vogliamo raccogliere», spiegano Silvia Ghilardi, giornalista (e collaboratrice del Gdb), Silvia Cascio, film maker, e il professore Raffaele Piero Galli che da alcuni mesi stanno scavando nel vissuto di quella donna che, insieme al marito mantovano, Gino Ghidoni, fece di Sarezzo una località molto conosciuta tra i personaggi illustri dell’epoca.

«Cerchiamo testimoni diretti: persone, per esempio, che si rivolsero a lei per farsi predire il futuro o che per qualche ragione la conoscevano. Anche il racconto di un particolare episodio, l’aneddoto, la diceria sarebbero per noi testimonianze preziose», sottolineano gli autori.

L’obbiettivo è ricreare attraverso le interviste dei testimoni - come quella già realizzata al cantautore saretino Charlie Cinelli - l’atmosfera reale che al tempo avvolgeva Semiramide e la sua famiglia al di là delle relazioni altolocate che, pare, i coniugi Ghidoni intrattenessero con personaggi del calibro di Italo Balbo, Gina Lollobrigida, Augusto Turati, Vittorio Gassman e Maria Hardouin, moglie di Gabriele D’Annunzio.

«Raccontare il rapporto con il territorio - continuano - è per noi un elemento essenziale del documentario». Documentario che sta riservando non poche sorprese. «Abbiamo scoperto che il coinvolgimento di Semiramide in certi episodi è solo un falso costruito ad arte ma allo stesso tempo abbiamo anche portato a galla delle vicende inedite che sembrerebbero confermare le sue capacità di preveggenza». Chiunque avesse qualcosa da raccontare può contattare gli autori al 339/8728665 o scrivendo a semiramide.documentario@gmail.com.

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<![CDATA[Riapre la sp345 «Delle tre valli» dopo il pericolo valanghe]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/riapre-la-sp345-delle-tre-valli-dopo-il-pericolo-valanghe-1.3551741 1.3551741 Sat, 13 Feb 2021 20:47:31 +0000 Dopo due settimane riapre la sp345: dalle 8 di questa domenica la strada Provinciale «Delle tre valli» sarà nuovamente percorribile.

Il nivologo provinciale, Federico Rota, in mattinata ha effettuato un sopralluogo a Collio ed ha verificato che sono terminate le condizioni più critiche e le temperature sono in abbassamento ed ha dato parere favorevole all'apertura dal km 44+000 al km 49+700.

In giornata è stata pertanto data disposizione per la pulizia del piano viabile.
Si raccomanda attenzione anche per la presenza di accumuli importanti di neve a bordo strada.

La situazione verrà monitorata attentamente dal nivologo e domenica e lunedì saranno presenti nella località Maniva alcuni volontari della Protezione civile dei comuni di Collio e Bovegno per la sorveglianza.

 

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<![CDATA[Marito e moglie si schiantano in auto contro un muro]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/marito-e-moglie-si-schiantano-in-auto-contro-un-muro-1.3551308 1.3551308 Fri, 12 Feb 2021 11:38:48 +0000 Incidente intorno alle 11.10 a Lumezzane in via XXV Aprile all’altezza del civico n. 20. Una vettura condotta da un settantenne, in macchina con la moglie di 68 anni, si è schiantata contro il muro di una casa.

La coppia a bordo dell’auto è stata condotta in codice giallo in ospedale. Sul posto sono intervenute l’automedica, l’ambulanza di Lumezzane e l’autolettiga di Villa Carcina, i vigili del Fuoco di Gardone VT, la polizia locale. La vettura stava scendendo dalla stretta via a velocità moderata e, probabilmente a causa di un malore del conducente, è andata a sbattere. 

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<![CDATA[Fatture false: chieste condanne anche per i Bozzoli]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/fatture-false-chieste-condanne-anche-per-i-bozzoli-1.3550243 1.3550243 Tue, 9 Feb 2021 06:00:00 +0000 Nove richieste di condanna per oltre 20 anni di carcere. Le prime nell’ambito di un’indagine della Guardia di finanza che ha fatto tremare Lumezzane e la Valtrompia. Facendo emergere un presunto giro di fatture false che ha superato quota 120 milioni di euro. Con 29 coinvolti, accusati a vario titolo di reati di natura fiscale, e diverse aziende operanti nel settore dei metalli e altre società cartiere create solo per emettere fatture per operazioni inesistenti.

«Tutti i soggetti che hanno costituito e gestito il sistema di imprese emittenti agivano per un proprio tornaconto, trattenendo una percentuale delle somme da restituire all’apparente cessionario. Si ritiene che venisse trattenuta una somma di certo non inferiore al 5% di quella indicata nella fattura» scrisse il giudice nel decreto che portò a marzo 2019 al sequestro complessivo, nei confronti degli indagati, di più di 6 milioni di euro.

L’accusa in aula è rappresentata dall’avvocato generale in Corte d’appello Marco Martani, dopo che la Procura generale guidata allora da Pier Luigi Maria Dell’Osso aveva avocato l’inchiesta che era stata condotta fino a quel momento dal sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglia.

Il motivo? Tra gli indagati ci sono Adelio e Giacomo Bozzoli, fratello e nipote dell’imprenditore di Marcheno scomparso l’8 ottobre 2015. L’inchiesta finanziaria, come è stato detto anche ieri durante l’udienza preliminare, è servita agli inquirenti per tracciare i movimenti della Bozzoli srl, parallelamente alle indagini su quanto accaduto all’interno della fonderia. Proprio i due Bozzoli sono tra coloro che hanno scelto il rito abbreviato. Per Adelio è stata chiesta la condanna a un anno, cinque mesi e 20 giorni, mentre per Giacomo, che sta affrontando davanti alla Corte d’Assise il processo per omicidio e distruzione di cadavere, la richiesta si è fermata a un anno e due mesi. Chieste anche le condanne di Firmo e Giuseppe Bonomi (2 anni e 8 mesi il primo, un anno e sei mesi il secondo), Bruno Scorza (3 anni), Roberto Mazzardi (2 anni e dieci mesi), Daniele Barzani (2 anni e 8 mesi ), Eric Manenti (3 anni) e Silvano Marinoni (2 anni e 6 mesi). Udienza aggiornata al 29 marzo.

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<![CDATA[Morte di Ghirardini: «Vanno risentiti i dipendenti della Bozzoli»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/morte-di-ghirardini-vanno-risentiti-i-dipendenti-della-bozzoli-1.3548052 1.3548052 Tue, 2 Feb 2021 06:00:00 +0000 Il giudice fissa il perimetro della nuova indagine. «L'area grigia da sondare è circoscritta alle ultime ore di vita della vittima, seppur con tutti i limiti e difficoltà legati al decorso del tempo dalla data dei fatti» scrive il gip Elena Stefana nell'ordinanza con la quale ha detto no alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura generale dell'inchiesta sulla morte di Giuseppe Ghirardini. «Non può essere accolta perché le indagini appaiono incomplete» è il giudizio messo nero su bianco. Per la morte dell'operaio dell'allora fonderia Bozzoli di Marcheno, scomparso ad ottobre 2015, sei giorni dopo il suo datore di lavoro Mario Bozzoli e poi trovato cadavere nei boschi di Case di Viso con un'esca al cianuro nello stomaco, sono indagati Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti dell'imprenditore scomparso, che devono rispondere di istigazione al suicidio.

Nonostante, si legge agli atti, «difettano testimonianze, esiti di intercettazione, risultanze di tabulati telefonici, filmati o servizi di osservazione, controllo e pedinamento che tratteggino incontri finalizzati ad esercitare pressioni o a instillare in modo subdolo un proponimento mortale».

I lavoratori da risentire. Nel suo provvedimento il giudice ha dato sei mesi di tempo alla Procura generale per «interrogare i dipendenti ed i collaboratori della fallita società Bozzoli srl, per sapere se ricordino l'assenza di Alex, Adelio e Giacomo Bozzoli dai locali aziendali per lasso di tempo significativo nei giorni 14 e 15 ottobre 2015 e se rammentino commenti pertinenti alla manata presentazione al lavoro di Ghirardini o dopo il decesso, di qualche rilievo».

Gli inquirenti dovranno anche riascoltare le due persone che indicarono dove era stata parcheggiata l'auto dell'operaio a Case di Viso e e anche il testimone che, a distanza di tempo dai fatti, disse di aver incrociato in auto proprio vicino al luogo di ritrovamento del cadavere di Ghirardini, una vettura sulla quale - disse - «viaggiavano Bozzoli padre ed il figlio». Dal suo racconto sono emerse contraddizioni che dovrà spiegare.

Cosa è successo? Per il gip: «fino al mattino del 14 ottobre 2015 Ghirardini non aveva dato segno di volersi uccidere, non esternava in alcun modo uno stato di disperazione o di perdita di controllo, nonostante il dispiacere per la scomparsa del datore di lavoro. Quindi - si legge in ordinanza - il suicidio pare il frutto di un repentino mutamento psicologico ed è quindi verosimile che vi siano stati degli sviluppi drammatici e repentini del grave e improvviso evento occorso nella fabbrica Bozzoli, a ridosso e in concomitanza dell'ultimo viaggio di Ghirardini, atti a provocargli uno sconvolgimento interiore così grave e insuperabile, da gettarlo nello sconforto e a indurlo - o a costringerlo - a un gesto estremo».

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<![CDATA[Pericolo valanghe, ex Statale 345 chiusa dopo S. Colombano]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/pericolo-valanghe-ex-statale-345-chiusa-dopo-s-colombano-1.3546850 1.3546850 Fri, 29 Jan 2021 15:30:35 +0000 Il rischio valanghe incombe ancora su alcune delle principali vie di comunicazione delle nostre valli. È il caso del tratto della ex Statale 345 «delle Tre Valli» nel tratto che ricade in territorio di Collio Vt.

A seguito del sopralluogo effettuato ieri, giovedì 28 gennaio, da parte del nivologo della Provincia di Brescia, e viste le abbondanti precipitazioni nevose degli ultimi giorni, la 345 è stata chiusa al transito dal km 44+100 al km 49+700, vale a dire il tratto che tre chilometri più a monte dell'abitato di San Colombano si inerpica dal versante trumplino verso il Passo del Maniva, di fatto al momento inaccessibile, vista la concomitante chiusura di Passo Crocedomini.

Purtroppo solo la scorsa settimana sono stati diversi gli episodi di valanghe verificatisi nel Bresciano. Il primo a Campolaro ha visto la neve lambire 15 abitazioni e travolgere due autovetture. Il secondo, purtroppo, ben più grave, è quello verificatosi sul Mortirolo, costato la vita al giovanissimo Matteo Gestra che era con alcuni amici in motoslitta.

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<![CDATA[Padre mette alla guida la figlia minorenne: 5mila euro di multa ]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/padre-mette-alla-guida-la-figlia-minorenne-5mila-euro-di-multa-1.3545985 1.3545985 Wed, 27 Jan 2021 05:00:00 +0000 Sembrava una scena senza particolari criticità. Una ragazza alla guida, il padre e il fratellino passeggeri. Ma quando gli agenti hanno chiesto i documenti sono emerse una serie di questioni che hanno portato la Stradale ad elevare sanzioni per oltre 5600 euro.

Alla guida della vettura infatti c'era la figlia del proprietario dell'auto che però ha 17 anni e dunque non ha mai conseguito la patente di guida. Non solo. Il bambino di 9 anni non era assicurato con il seggiolino e dunque anche per questo in viaggio irregolarmente. Dato che la ragazzina è minorenne le sanzioni per guida senza patente e senza i requisiti di legge, ossia i 18 anni, risponde il padre che si è anche visto sequestrare il veicolo. Il conto delle sanzioni ammonta per la precisione a 5.667 Euro. 

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<![CDATA[Omicidio Bailo: «Manuela morì per il taglio della gola»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/omicidio-bailo-manuela-mor%C3%AC-per-il-taglio-della-gola-1.3544548 1.3544548 Thu, 21 Jan 2021 12:52:10 +0000 «Risulta provato che Manuela Bailo non morì per effetto del traumatismo patito al capo, ma che le furono inferti uno o due tagli alla gola quando la giovane era ancora in vita». Lo scrivono i giudici della Corte d’Assise d’appello di Brescia nelle motivazioni della condanna a 16 anni per omicidio volontario nei confronti di Fabrizio Pasini, l’ex sindacalista della Uil che nell’estate del 2018 uccise l’amante Manuela Bailo, 35 anni, e occultò il cadavere nelle campagne cremonesi per poi andare in vacanza due settimane in Sardegna con moglie e figli. Disse che dopo un litigio la donna cadde dalle scale.

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«Il decesso di Manuela Bailo non è avvenuto nelle circostanze descritte dall’imputato, ma a cagione di una ben diversa condotta da quella posta in essere e precisamente consistita nel taglio della gola della giovane amante» scrivono i giudici bresciani che definiscono Pasini «un abile manipolatore e consumato mentitore, non solo negli accadimenti della sua vita familiare e sentimentale, ma anche nei momenti, certamente tragici e tali da mettere in crisi gli equilibri di ognuno, immediatamente successivi al tragico epilogo del suo rapporto con Manuela Bailo. Non può infatti essere dimenticata l’abile operazione di depistaggio lucidamente messa in atto nei giorni immediatamente successivi dall’imputato per ritardare il più possibile la presa d’atto, da parte di familiari e conoscenti, della scomparsa della vittima il conseguente avvio delle ricerche». Anche in appello così come in primo grado non è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione.

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«Manuela Bailo - si legge - era determinata a passare la notte con l’amante, non è certamente contraddittorio prospettare, che la volontà omicida si sia fatta strada nella psiche dell’imputato proprio nel momento in cui si rese conto dell’irremovibile e invincibile decisione dell’amica di passare con lui il resto della notte, così da mettere in crisi le sue abituali strategie e, soprattutto, da rendere problematico il suo rientro dalla moglie».

La decisione di uccidere la giovane non è stata scatenata in Pasini da un impeto mosso in un contesto di gelosia o di rifiuto, ma dalla deliberata scelta dell’imputato, giunto a un vero e proprio redde rationem (resa dei conti, ndr) con le sue menzogne, di sopprimere l’amante anziché confessarle, accettando le conseguenze, l’impossibilità da parte sua di imboccare quella strada di consolidamento della loro relazione verso la quale egli stesso l’aveva sempre più illusa».

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<![CDATA[Processo Bozzoli al via con un'udienza fiume]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/processo-bozzoli-al-via-con-un-udienza-fiume-1.3542629 1.3542629 Thu, 14 Jan 2021 18:48:20 +0000 Mario Bozzoli ieri avrebbe compiuto 56 anni. Dall'8 ottobre del 2015 di lui, imprenditore e co-titolare di una fonderia a Marcheno si sono perse le tracce. E oggi davanti alla corte d'Assise di Brescia si è aperto il processo a carico del nipote Giacomo, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere.

L'imputato, che ha chiesto di non essere ripreso dalle telecamere delle tv, era presente in aula, così come suo padre Adelio e sua zia Vittoria, fratelli della vittima che risultano esclusivamente parte lesa. E poi c'erano la moglie dell'imprenditore e i due figli che invece si sono costituiti parti civili. Per la prima volta dall'inizio della vicenda, in aula ha rotto il silenzio la difesa dell'imputato.

EMBED [Il processo Bozzoli alla Corte d'Assise di Brescia]

«È pacifico che Mario Bozzoli sia scomparso, ma non è sufficiente per dire che è stato ucciso. È onere dell'accusa dimostrarlo ed oggi non ci sono prove che è stato ucciso. Serviranno prove certe che sia morto», ha detto l'avvocato Luigi Frattini.

Non si è fatta attendere la replica della vedova dell'imprenditore, Irene Zubani, che durante una pausa dell'udienza si è sfogata: «La memoria di mio marito merita rispetto. Non stiamo parlando di allontanamento volontario, ma di un omicidio. Mario era un padre di famiglia premuroso, un ottimo marito, una persona sempre disponibile nei confronti di chi aveva bisogno di lui. Non ammetto e non permetto che la sua memoria venga infangata».

La difesa di Giacomo Bozzoli ha messo sul tavolo le prime carte che intenderà giocarsi. «Alcuni nostri consulenti dimostreranno che era impossibile portare fuori dall'azienda Mario Bozzoli in uno dei sacchi e caricato su un'auto come ritiene l'accusa. Un altro nostro consulente invece spiegherà che il povero Mario Bozzoli, se mai è stato ucciso, non è finito nel forno dell'azienda», ha detto l'avvocato Luigi Frattini, aggiungendo che «le telecamere presenti in azienda dimostreranno l'innocenza di Giacomo».

Sul tema telecamere si è espresso anche il maggiore dei carabinieri Piermarco Borettaz, all'epoca comandante a Gardone Valtrompia e che ha condotto la prima fase delle indagini. È stato uno dei quattro primi testi sentiti oggi in aula. «Le telecamere dell'azienda coprono quasi tutto e il fatto che non avessero ripreso Mario Bozzoli ci ha subito fatto pensare che c'era qualcosa di strano che andava approfondito» ha spiegato Borrettaz.

Nel corso della prima udienza è poi emerso che la Procura di Brescia ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta a carico di Jessica Gambarini, l'ex fidanzata di Giacomo Bozzoli, che ritenuta una dei testimoni chiave del processo: raccontato ai carabinieri che Giacomo le aveva più volte detto che avrebbe voluto uccidere lo zio e che in un'occasione le avrebbe svelato anche un presunto piano d'omicidio. La donna è stata denunciata per diffamazione dallo stesso Giacomo Bozzoli. Il processo è stato aggiornato al 25 febbraio. 

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<![CDATA[Caso Bozzoli, la moglie: «Basta infangare la memoria di Mario»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/caso-bozzoli-la-moglie-basta-infangare-la-memoria-di-mario-1.3542505 1.3542505 Thu, 14 Jan 2021 12:03:39 +0000 «Sentirsi dire che non ci sono prove che mio marito è stato ucciso lascia senza parole. È un dolore che non riesco ad esprimere» così Irene Zubani, la vedova di Mario Bozzoli risponde a distanza e un’intervista alla difesa dell’imputato che ha sostenuto che «è pacifico che Mario Bozzoli sia scomparso, ma non ci sono prove che è morto e tantomeno che è stato ucciso».

Per la moglie dell’imprenditore bresciano: «La memoria di mio marito merita rispetto. Non stiamo parlando di allontanamento volontario, ma di un omicidio. Mario era un padre di famiglia premuroso, un ottimo marito, una persona sempre disponibile nei confronti di chi aveva bisogno di lui. Non ammetto e non permetto - ha concluso Irene Zubani - che la sua memoria venga infangata».

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