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Valtrompia e Lumezzane
<![CDATA[Valtrompia e Lumezzane]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/valtrompia-e-lumezzane-1.3000403 Thu, 24 Jun 2021 08:00:26 +0000 <![CDATA[Partita l’autostrada della Valtrompia: «Pronta in 4 anni e mezzo»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/partita-l-autostrada-della-valtrompia-pronta-in-4-anni-e-mezzo-1.3593995 1.3593995 Thu, 24 Jun 2021 08:00:26 +0000 Il cantiere è finalmente partito. Ma per completare il raccordo autostradale Concesio-Sarezzo ci vorranno almeno 4 anni e mezzo. Parola del ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini che ieri, durante il question time alla Camera, ha fatto il punto sul progetto.

A chieder conto dello stato dell’arte è stato di fatto l’intero gruppo parlamentare della Lega Nord, in particolare il deputato Giuseppe Donina, che ha presentato il quesito, e il senatore Stefano Borghesi, che sta seguendo passo passo l’iter dell’opera.

Lavori. «Lo scorso 17 giugno - ha spiegato Giovannini, confermando quanto anticipato dal GdB nei giorni scorsi - Anas ha provveduto a consegnare l’area di cantiere all’impresa appaltatrice», la Salc del gruppo Salini. L’impresa ha di fatto «ultimato il campo base» a Codolazza, al confine tra Concesio e Villa Carcina, «e ha già iniziato la realizzazione della paratia di imbocco della galleria naturale Villa Carcina e la deviazione del torrente relativo». Da qualche giorno, a Codolazza, proprio di fronte al campo base, di fianco al concessionario d’auto, è in effetti comparsa un’area di cantiere a destra della sp 345, risalendo verso Sarezzo. Lì partirà lo scavo della galleria naturale da 6,7 chilometri. Per la sua realizzazione saranno realizzate paratie di tipo «berlinese». Il progetto esecutivo del lotto Concesio-Sarezzo - ha spiegato il ministro - «prevede come opere principali 4 svincoli (Concesio, Codolazza, Sarezzo, Lumezzane), la galleria artificiale San Vigilio, il viadotto Mella nord, la galleria naturale Villa Carcina, le due gallerie-svincolo da Sarezzo verso Brescia e viceversa, il ponte sul torrente Faidana, i viadotti Valgobbia. Si tratta pertanto di un’opera complessa per il cui completamento sono previsti circa 4 anni e mezzo». L’apertura dovrebbe dunque avvenire tra fine 2025 e inizio 2026.

Materie prime. Visto che l’opera non è stata inserita tra quelle da commissariare, e visto l’incremento dei prezzi delle materie prime, l’interrogazione Donina-Borghesi chiedeva «quali iniziative intenda adottare il Ministero per portare a compimento la bretella nel più breve tempo possibile». Giovannini ha spiegato che, in base alle norme, «vi è la possibilità, rimessa ad accordi tra le parti, di aggiornare i prezzi» senza però «modificare la natura generale del contratto». Sono comunque «in corso specifiche interlocuzioni con il Mef - ha aggiunto il ministro - per individuare opportune iniziative anche di natura legislativa per affrontare il problema» del rincaro delle materie prime, tema che non coinvolge certo solo la Valtrompia. Soddisfatto Donina: «Dopo anni di stop and go, auspichiamo che sia la volta buona per un’infrastruttura fondamentale per la valle». «La Lega non abbassa la guardia - ha commentato Borghesi - ed è al Governo anche per garantire il corretto svolgimento della realizzazione, mantenendo le promesse fatte al nostro territorio».

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<![CDATA[Autostrada della Valtrompia, «Anas consegna il cantiere»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/autostrada-della-valtrompia-anas-consegna-il-cantiere-1.3591874 1.3591874 Mon, 21 Jun 2021 04:15:00 +0000 La prudenza è d’obbligo, perché la storia pluridecennale dell’autostrada della Valtrompia è farcita di annunci e passi falsi. Ma l’avvio dei lavori del raccordo autostradale tra Concesio e Sarezzo pare davvero vicino.

L’annuncio è del senatore della Lega Stefano Borghesi: «Ho parlato con i vertici di Anas - spiega Borghesi -. Domani (oggi, ndr) ci sarà la consegna formale dei lavori all’azienda aggiudicatrice dell’appalto», la Salc del gruppo Salini. «Nei prossimi giorni l’attività di cantiere dovrebbe dunque intensificarsi». C’è anche un’altra notizia. Il Ministero delle Infrastrutture ha infatti deciso che l’opera non ha bisogno del commissariamento per accelerarne la realizzazione. Inserita nel carnet degli interventi da commissariare, nell’ultima bozza, quella pronta per approdare nelle commissioni parlamentari, è stata sfilata. «Il progetto esecutivo è ormai approvato, l’appalto è aggiudicato - spiega Borghesi -. L’iter burocratico-amministrativo è stato completato e i tecnici del Ministero non hanno ritenuto utile un commissariamento». Insomma, l’ipotesi avanzata per prima dalla Provincia di Brescia e caldeggiata anche dagli industriali bresciani, ovvero quella di nominare un commissario, così da facilitare le procedure e sbrogliare eventuali nuove criticità, per esempio contenzioni sui prezzi tra Anas e impresa, per ora pare non aver fatto breccia: nessun commissariamento.

Nell’elenco delle opere da commissariare c’è invece la variante di Edolo, progetto inserito nel pacchetto degli interventi per le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026, da completare quindi entro il 2025, anche se a oggi manca ancora il progetto definitivo: da qui la necessità di accelerare, con la nomina di un commissario. L’intervento prevede la riqualificazione del tratto della statale 42 allo scopo di by-passare il centro abitato di Edolo: in tutto 1,8 chilometri di strada, con una corsia per senso di marcia ed una banchina laterale, una lunga galleria di 1.645 metri e un viadotto sull’Oglio di 60 metri. Il costo complessivo è stimato in 86 milioni di euro, 60 stanziati con la Legge di bilancio 2020. La bozza che circola in queste ore identifica anche il commissario, Eutimio Mucilli, dirigente Anas. Valtrompia. Resta da capire quando scatteranno i lavori del raccordo autostradale Concesio-Sarezzo. Le operazioni preliminari, va detto, sono in corso da tempo, compreso l’allestimento del campo base a Codolazza, tra Concesio e Villa Carcina. Proprio da lì dovrebbero partire «a breve» i lavori di scavo della lunga galleria di quasi 7 chilometri fino a Sarezzo e Lumezzane. Il macchinario per lo scavo un paio di settimane fa è arrivato al deposito di Milano. Nel frattempo, in base al monitoraggio «Silos» sulle opere strategiche della Camera dei deputati, il costo della bretella è salito a 178,4 milioni di euro. Il tema delicato sarà proprio capire la «tenuta» del contratto firmato nel 2018 tra Anas e Salc rispetto a un bando avviato nel lontano 2007 e aggiudicato quasi 10 anni dopo, nel 2016.

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<![CDATA[Stoccato il triplo dei rifiuti concessi: titolare indagato]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/stoccato-il-triplo-dei-rifiuti-concessi-titolare-indagato-1.3588335 1.3588335 Thu, 10 Jun 2021 04:00:50 +0000 Già le immagini satellitari acquisite lo scorso 27 maggio nell’ambito del progetto Savager (Sorveglianza avanzata gestione rifiuti) sviluppato dall’Arpa Lombardia, avevano insospettito. Quella montagna di rottami, stoccati in diverse aree del piazzale, non lasciava presagire nulla di buono. E da lì si è deciso di approfondire, lasciandosi guidare dalle immagini del satellite.

Il sopralluogo effettuato una settimana dopo dai tecnici del dipartimento dell’Arpa di via Cantore, ha rivelato che il sospetto era fondato: quell’impianto di Tavernole sul Mella, seppur autorizzato al trattamento di rifiuti metallici, stava palesemente violando i termini della convenzione stipulata con la Provincia di Brescia.

Gli accertamenti condotti dagli ufficiali giudiziari dell’Agenzia regionale per l’ambiente hanno infatti evidenziato che il quantitativo di rifiuti presenti nel piazzale dell’azienda (principalmente rottami metallici e cascami di lavorazioni meccaniche) risultava essere ben oltre il volume massimo autorizzato: rispetto ai 900 metri cubi concessi dalla convenzione sottoscritta con gli uffici del Broletto, nell’area di pertinenza dell’azienda erano depositati 2800 metri cubi di carcasse, ferrivecchi e rottami vari.

Oltre all’ingente quantitativo di rifiuti presenti (ben tre volte superiore rispetto al volume autorizzato) è stata anche riscontrata una attività di stoccaggio in aree diverse da quelle indicate nell’autorizzazione rilasciata dall’autorità competente. Agli ufficiali giudiziari dell’Arpa non è rimasto altro da fare che sospendere anzitutto l’attività di trattamento di rifiuti metallici - sospensione che rimarrà in vigore almeno sino alla regolarizzazione dell’impianto stesso - e, sulla base delle difformità accertate, procedere al deferimento del responsabile dell’impianto all’autorità giudiziaria.

Dall’introduzione del progetto Savager per il presidio ambientale sul territorio regionale, sono decine gli avvistamenti di depositi fuori norma o discariche abusive e gli accertamenti di violazioni delle normative ambientali.

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<![CDATA[Moto lungo le Coste: dalla Prefettura misure contro la velocità]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/moto-lungo-le-coste-dalla-prefettura-misure-contro-la-velocit%C3%A0-1.3587673 1.3587673 Tue, 8 Jun 2021 04:00:00 +0000 Dopo la segnalazione che aveva il sapore della denuncia dei sindaci dei comuni di Agnosine, Odolo, Vallio Terme e Caino che hanno sollevato al Prefetto di Brescia la situazione di allarme causata dall’eccesso di velocità dei motociclisti sul tratto di strada SP. 237 - noto come «Coste di Sant’Eusebio» - la Prefettura ha preso posizione.

I sindaci lamentavano i disagi dovuti al bloccaggio della strada a causa dei continui incidenti e delle cadute dei motociclisti che impegnano i tratti dei tornanti incuranti della sicurezza propria ed altrui. La questione era già stata affrontata dalla prefettura nel 2019 quando, a seguito di una serie di studi mirati e di un periodo di appostamenti da parte delle Forze dell’Ordine statali, provinciali e locali, furono installati dei dissuasori di velocità elettronici sul percorso. L’iniziativa portò a far rilevare da parte dell’Amministrazione Provinciale ben 9.348 contestazioni solo nel 2021. Nel 2020 il traffico fu quasi sempre interdetto alla circolazione per effetto delle limitazioni Covid.

Considerata, tuttavia, la presenza del grave fenomeno, la Prefettura con la Polizia Stradale e la Polizia Provinciale sta verificando l’idoneità di ulteriori iniziative per debellare il fenomeno, anche attraverso un incremento o un diverso posizionamento degli autovelox. Il prefetto Attilio Visconti ha disposto che sarà attivato un tavolo di coordinamento con la Provincia e con il sindaco di Polaveno per aggiungere strumenti di controllo sul territorio di competenza del Comune, impegno già assunto due anni fa tra Provincia e sindaco competente, posposto per dare priorità alle «Coste di Sant’Eusebio» e che ora il Prefetto richiede alle autonomie locali per garantire sicurezza.

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<![CDATA[Moto pazze sulle Coste, il sindaco vuole «occupare» la Sp 237]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/moto-pazze-sulle-coste-il-sindaco-vuole-occupare-la-sp-237-1.3587453 1.3587453 Sun, 6 Jun 2021 18:44:03 +0000 Non è di certo la prima lettera che il sindaco Cesare Sambrici scrive in Prefettura per chiedere che le autorità intervengano con azioni concrete sulle Coste di Sant’Eusebio, che vengono utilizzate specie nei weekend, come pista da gara da alcuni motociclisti.

Questa volta, però, alla missiva indirizzata al Prefetto e sottoscritta anche dai sindaci di Agnosine Giorgio Bontempi, di Odolo Fausto Cassetti e di Vallio Terme Roberta Ferandi, Sambrici affianca una promessa: «Se la situazione dovesse rimanere tale e quale a ora, sono pronto a scendere in strada e a occupare la Provinciale insieme ai tanti cittadini di Caino che, esasperati al pari di me, ne hanno le tasche piene di tutto questo continuo sfrecciare».

La goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno fino all’orlo è stato, due settimane fa, il via vai di ambulanze lungo le Coste. «Nel giro di poche ore si sono verificati due gravi incidenti con protagonisti dei motociclisti che, fortunatamente, non si sono fatti male sul serio - racconta il sindaco -. La strada, però, è rimasta bloccata per diverso tempo per permettere ai mezzi di soccorso di intervenire, causando lunghe code». Un pomeriggio «infernale», insomma, al termine del quale il primo cittadino ha rimesso nero su bianco il problema chiedendo al prefetto, insieme ai colleghi dei paesi limitrofi, un incontro «al fine di approfondire l’annosa questione relativa ai numerosi incidenti stradali verificatosi nel corso degli anni e che tutt’ora rendono pericoloso percorrere la Sp 237 del Caffaro».

I quattro primi cittadini dei paesi a cavallo tra la Valtrompia e la Valsabbia chiedono inoltre di poter valutare, nel corso dell’incontro richiesto, «se gli strumenti tecnologici di rilevazione della velocità posizionati lungo la Sp siano sufficienti o se sia necessario che vengano integrati». Gli strumenti. Nel maggio del 2020 sono stati infatti installati due autovelox: uno al chilometro 17, in prossimità dell’ingresso all’azienda agricola Bettina in territorio comunale di Caino e uno tremila metri più avanti in direzione di Odolo, ma in territorio di Vallio Terme.  Evidentemente, però, non sono un deterrente sufficiente per i motociclisti spericolati.

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<![CDATA[Imprenditoria bresciana in lutto: è morto Ettore Camozzi]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/imprenditoria-bresciana-in-lutto-%C3%A8-morto-ettore-camozzi-1.3587315 1.3587315 Sun, 6 Jun 2021 12:15:23 +0000 Mondo dell’imprenditoria bresciana in lutto: è morto all'età di 53 anni Ettore Camozzi, dirigente del Gruppo Camozzi, multinazionale dell'automazione industriale con sede in via Eritrea in città. Membro del consiglio di amministrazione e responsabile del business developement, da tempo lottava contro un male che si è rivelato incurabile.

Con grande cordoglio e commozione, annunciano la sua scomparsa i fratelli Lodovico e Marco, insieme alla mamma Giuliana e al resto della famiglia.

La salma riposa alla Casa del commiato Benedini, in via Ragazzi del '99, 11 a Lumezzane (orario visite 8.30 - 20.30). I funerali si svolgeranno martedì 8 giugno alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano, sempre a Lumezzane. Ettore sarà sepolto vicino a suo padre Attilio, fondatore dell'azienda nel 1964, scomparso a 78 anni nell'ottobre 2015.

 

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<![CDATA[Erica e Karol: 26 anni in due, sorelle e regine degli scacchi]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/erica-e-karol-26-anni-in-due-sorelle-e-regine-degli-scacchi-1.3586373 1.3586373 Thu, 3 Jun 2021 19:37:14 +0000 La celebre serie tv Netflix che ha scatenato in tantissime persone la passione per alfiere, cavallo e re non c’entra nulla. Le «regine degli scacchi» di Marcheno «muovono i pezzi» da un lustro e, adesso che hanno «ben» 26 anni in due, la loro casa è già piena di medaglie e trofei. Per la gioia di papà Stefano Bertuzzi e mamma Giuseppina che hanno imparato a giocare dalle figlie, ma non ai loro livelli. Le due baby-campionesse sono sorelle.

La più piccola, Karol, ha 12 anni. A maggio, in quel di Robbiano di Mediglia (Milano), si è «laureata» campionessa regionale femminile under 12, titolo che quest’estate le consentirà di accedere alle nazionali 2021 di Salsomaggiore. Alla sfida ci sarà anche la sorella, Erica, di due anni più «vecchia», che pochi giorni fa, sempre nel Milanese, si è piazzata quarta ai regionali femminili under 16. Per entrambe non si tratta certo di un debutto: hanno partecipato ai nazionali sia nel 2018, sia nel 2019, quando la piccola Karol si è classificata ottava e la sorella 35esima. All’attivo, poi, hanno anche molte sfide di carattere internazionale. Insomma con re, regine e... astuzia se la cavano proprio bene.

Tutto merito di quelle prime lezioni alle elementari che hanno scatenato in entrambe la scintilla per gli scacchi: «Hanno iniziato ad approcciarsi a questo mondo a scuola, poi, nella primavera-estate del 2017 hanno fatto i primi tornei - racconta orgoglioso papà Stefano -. Noi le accompagniamo volentieri qua e là per l’Italia. Riteniamo che gli scacchi consentano loro di crescere, anche sotto il profilo personale, e di fare esperienze sul territorio». Senza contare quanto questa disciplina alleni la mente, stimoli a ricercare sempre la soluzione migliore e porti a interagire con persone di ogni età e con diverse esperienze.

A tal proposito papà Stefano ci racconta un aneddoto: «A Montesilvano, in provincia di Pescara, durante un torneo internazionale si sono incontrati sulla scacchiera Karol, la più giovane del torneo che allora aveva 11 anni, e il più anziano, che di anni ne aveva 91. Ottant’anni di differenza, insomma, che hanno attirato l’attenzione di tutti. Dopo una partita di tre ore e mezza mia figlia e quell’uomo si sono dati la mano decretando un pareggio e dandosi appuntamento alla prossima sfida».

Un bell’insegnamento, una partita che la piccola ricorderà per sempre. Ora le due sorelle si stanno allenando per i nazionali. Giocano insieme e studiano senza trascurare la scuola (la più grande frequenta la prima superiore al liceo Moretti di Gardone). Obiettivo: vincere il titolo italiano nelle rispettive categorie.

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<![CDATA[Ciclista investito in galleria tra Lumezzane e la Valsabbia]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/ciclista-investito-in-galleria-tra-lumezzane-e-la-valsabbia-1.3586311 1.3586311 Thu, 3 Jun 2021 17:02:34 +0000 Incidente per un ciclista intorno alle 17.40 sulla strada provinciale 79 che unisce Lumezzane alla Valsabbia. Nel mezzo della prima galleria, un autoarticolato ha investito il ciclista che era in sella ad una mountain bike.

Entrambi viaggiavano in direzione Valsabbia. La bicicletta era sprovvista di luci e può darsi che non fosse completamente visibile a chi era alla guida. Il ciclista è stato trasportato in ambulanza all’esterno del tunnel e in seguito elitrasportato in ospedale a Gardone Valtrompia in condizioni critiche.

Lungo la strada si sono create lunghe code. Il flusso del traffico è stato gestito dalla Locale e dai Vigili del fuoco del distaccamento dei volontari di Lumezzane.

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<![CDATA[Processo Bozzoli, giudice: «Dai testi troppe sciocchezze»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/processo-bozzoli-giudice-dai-testi-troppe-sciocchezze-1.3586132 1.3586132 Thu, 3 Jun 2021 08:57:54 +0000 In un processo costellato da «non ricordo» e «non so» da parte dei testimoni che stanno sfilando in aula, arriva lo sfogo del presidente della Corte d’Assise di Brescia Roberto Spanó. È accaduto durante la nuova udienza del processo per la scomparsa di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno svanito nel nulla l’otto ottobre 2015. Unico imputato, è Giacomo Bozzoli, il nipote dell’imprenditore scomparso. 

«Siamo stanchi di sentire sciocchezze. Quello che dice non ha senso» è sbottato il giudice intervenendo durante la testimonianza di un amico di Giacomo Bozzoli dal quale l’imputato aveva ricevuto una sim card. 

EMBED [Leggi anche] «Avevo messo la sim nel suo telefono perché il mio era scarico. Poi mi sono dimenticato di riprenderla» ha detto il testimone. In quel periodo Giacomo Bozzoli utilizzava undici utenze telefoniche. Prima di lui era stato sentito il cugino di Oscar Maggi, uno degli operai inizialmente finiti sotto indagine e poi archiviato. Narciso Bruni è stato sentito perché avrebbe riferito ad una terza persona che Maggi gli aveva detto di aver preso soldi da Giacomo Bozzoli per rimanere in silenzio. 

«Mai detto o comunque non ricordo e anzi denuncio chi lo ha riferito» ha spiegato il testimone. «Dopo la scomparsa di Bozzoli non ho più visto Maggi» ha aggiunto. E quando i pm contestano che durante le indagini aveva riferito di aver visto Maggi il 2 novembre del 2015. «Non ricordo» ha ribattuto il cugino dell’operaio.

«Siamo davanti a comportamenti imbarazzanti di alcuni testi» ha ammesso in aula il pubblico ministero Silvio Bonfigli.

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<![CDATA[Studiare in Turchia ai tempi del Covid: la sfida di Martina]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/studiare-in-turchia-ai-tempi-del-covid-la-sfida-di-martina-1.3585150 1.3585150 Tue, 1 Jun 2021 04:01:58 +0000 A diciassette anni ha racchiuso tutta la sua vita in due valigie ed è partita per vivere lontano da casa, dalla sua famiglia e dagli amici.

Un’adolescente alla volta della Turchia, a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia, pronta per vivere la sua prima grande avventura. Quella di abbandonare Brescia per studiare un anno all’estero, ospitata da una famiglia del posto, non è però l’unica sfida che Martina Bussacchini ha dovuto affrontare.

«Una settimana dopo aver scoperto di aver vinto la borsa di studio è scoppiata la pandemia, ma volevo fare questa esperienza sin da piccola e ho deciso di partire comunque - racconta la 17enne di Nave -. Sono arrivata a settembre e il programma durerà fino a giugno: qui seguo i corsi proposti dai volontari di Afs Turchia e i corsi di lingua turca». Martina ha potuto realizzare il suo sogno grazie a una borsa di studio offerta da Afs, un’organizzazione che si occupa di soggiorni all’estero riconosciuta dallo Stato italiano.

La giovane studentessa sta svolgendo il quarto anno di liceo che, una volta tornata in patria, verrà convertito e avrà lo stesso valore di un anno trascorso in una scuola italiana. «La Turchia non era la mia prima scelta, ma in realtà il Paese non mi è mai importato molto - racconta -: il mio desiderio era di vivere in una cultura profondamente diversa dalla mia e la Turchia si è rivelata perfetta: sono una sostenitrice del cosmopolitismo e credo profondamente nell’importanza della comunicazione tra culture come strumento di crescita in grado di liberarci dai pregiudizi e dagli stereotipi». 

Il suo sogno? Non ha dubbi: «Vorrei studiare Sviluppo e cooperazione internazionale e favorire la comunicazione tra Paesi, culture e mentalità diverse». L’esperienza che sta vivendo la sta aiutando molto a questo proposito, nonostante la pandemia abbia influito non poco sul suo soggiorno. «Il Covid mi ha obbligato a trascorrere la quasi totalità del mio soggiorno in casa, a Bursa, non permettendomi di vivere a pieno la mia esperienza ma, dall’altro lato, mi ha dato la possibilità di riflettere e concentrarmi molto su me stessa e sulla mia crescita personale - racconta la diciassettenne -. Ho letto, ho studiato la storia della Turchia e, con la mamma ospitante, ci siamo scambiate ricette e segreti delle cucine dei nostri Paesi».

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<![CDATA[In estate esce il videogame dei bresciani fratelli Sala]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/in-estate-esce-il-videogame-dei-bresciani-fratelli-sala-1.3584919 1.3584919 Tue, 1 Jun 2021 04:00:00 +0000 Sono fratelli, ma anche colleghi, Giacomo Sala (29 anni, business developer) e Giovanni Sala (27 anni, concept artist), entrambi nati e cresciuti a Lumezzane. La loro azienda si chiama Red Koi Box e si occupa di creare videogiochi. Ad inizio 2018 Giovanni prende in affitto una scrivania a Talent Garden di Brescia e qui incontra Giovanni Ballerini e Fabio Greotti, che stanno sviluppano nuovi videogame ad una fiera in Germania. Caso vuole che stiano cercando qualcuno che passa aiutarli nella parte grafica.

Dopo la prima fiera cercano qualcuno che si occupi della parte commerciale e qui entra in scena Giacomo, che è appena rientrato in Italia dopo esperienze in Germania e a Los Angeles. Ad oggi hanno portato a termine un videogioco pronto per la distribuzione: «L’iter - spiegano - è prima la produzione e poi si cerca di fare un accordo con un’azienda di pubblicazione, cedendo parte delle royalties. Questa si occupa della promozione e vendita agli store, in quanto la maggior parte dei videogiochi viene venduta online e non più in negozio». «Noi - racconta Giacomo - ci abbiamo messo un paio d’anni per trovare un publisher di qualità che fosse in equilibrio con i nostri valori. Quest’anno abbiamo firmato un accordo con Deck13 Interactive, impresa di pubblicazione di videogiochi tedesca».

EMBED [I personaggi creati da Red Koi Box]

Spiega Giovanni: «Il gioco si chiama Faraday Protocol, l’abbiamo realizzato in circa un anno e mezzo, partendo prima dalla scrittura della storia, per poi passare alla grafica dei personaggi, ruoli e ambientazione e dalle tavole create da me. Poi le abbiamo trasformate in 3D, procedendo poi con la programmazione, il suono ed i testi. Io creo i personaggi, è come fare un quadro: guardandolo deve comunicare più caratteristiche possibili all’utente finale. Ogni personaggio ha bisogno di molto studio e prove. Una volta trovata la base da cui partire, si va a sviluppare la grafica sempre più in profondità fino a passare alla fase successiva che è la modellazione, dal 2D al 3D, poi viene aggiunta l’animazione e la voce».

«Il gioco uscirà quest’estate - racconta Giacomo -, e mentre ne stiamo seguendo stiamo valutando nuove idee e la possibilità di un seguito nel caso in cui dovesse andare bene». Avreste mai pensato di fare questo lavoro da grandi? «Io sì - ammette Giovanni - . Lo sogno da quando sono bambino: infatti mi sono iscritto al liceo artistico, per fare poi un master di Concept Art a Treviso. Se avete il sogno di lavorare nel settore dei videogiochi e anche se verrete derisi andate avanti perché c’è spazio per tutti, è un settore davvero in grande espansione». Giacomo racconta: «Io posso parlarvi di dati e il settore dei videogiochi esprime il doppio dei guadagni del settore del cinema e della musica sommati, dunque c’è margine e spazio per poter agire, anche se in Italia non ci sono investimenti statali ed agevolazioni».

Concludono all'unanimità: «La maggior parte dei videogiocatori hanno tra i 25 d i 45 anni, con la pandemia addirittura si è espansa la fascia d’età fino ai 60 anni. Gli adulti di adesso sono cresciuti con i videogiochi e non hanno smesso mai di giocare, inoltre ora hanno possibilità economiche maggiori rispetto a prima, dunque l’acquisto di console e giochi è molto più semplice. Detto questo, siamo molto positivi per quanto riguarda lo sviluppo della nostra azienda, anche se la situazione in Italia non ci agevola per la parte burocratica e di tassazione. Dunque una delle nostre necessità è quella di espanderci anche all’estero non appena amplieremo la società».

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<![CDATA[Caso Bozzoli: «C'è qua una mano di Giacomo...»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/caso-bozzoli-c-%C3%A8-qua-una-mano-di-giacomo-1.3583458 1.3583458 Wed, 26 May 2021 17:52:37 +0000 «C’è qua una mano di Giacomo, basta». «Ha spostato le telecamere, così non si vedeva nessuna traccia di chi è venuto a camminare». «Se le telecamere fossero rimaste al loro posto avremmo visto Mario».

Lo scambio di considerazioni è fatto ai primi di ottobre del 2015, poche ore dopo la sparizione nel nulla di Mario Bozzoli. A farlo sono due dipendenti della Bozzoli di Marcheno, che proprio in quelle ore divenne epicentro di un giallo ancora oggi senza soluzione.

La conversazione è emersa in Corte d’assise, nel corso del processo a carico di Giacomo Bozzoli per l’omicidio dello zio e l’occultamento del suo cadavere. Ad estrarla dal copioso fascicolo delle prove, sotto forma di intercettazione telefonica, nel corso del processo, è stato il presidente Roberto Spanò. 

EMBED [Leggi anche]Oltre allo scambio di vedute al telefono sulla mano di Giacomo Bozzoli e sul suo ruolo nella vicenda, sullo sfondo del dibattimento resta il sospetto che chi ha vissuto da vicino la vicenda, sei anni dopo, abbia poca voglia di parlare, o quanto meno di dire tutto quello che sa. 

È stata un’udienza complessa nel corso della quale i pubblici ministeri Marco Martani e Silvio Bonfigli, oltre al presidente, hanno dovuto fare ricorso a tutte le armi a disposizione, compresa la minaccia di una denuncia per falsa testimonianza, per rinfrescare la memoria ai camionisti e agli addetti che smontarono dal turno poco prima dei minuti cruciali del mistero e che si sono alternati al banco dei testimoni. 

C’è chi ha affermato di non aver chiesto niente in merito alla scomparsa del suo datore di lavoro;  chi ha riferito di non aver saputo nulla della copiosa fumata rilasciata in quei minuti da uno dei forni della fonderia, e chi ha negato di aver mai saputo di rapporti tesi tra Mario Bozzoli e suo nipote Giacomo.

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<![CDATA[Alla scoperta dei tesori nascosti della Val Trompia: la guida]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/alla-scoperta-dei-tesori-nascosti-della-val-trompia-la-guida-1.3583273 1.3583273 Wed, 26 May 2021 09:24:28 +0000 Una guida che è molto di più, ovvero un percorso, un viaggio alla scoperta di tesori nascosti, veri e propri scrigni di meraviglie segrete. È stato presentato il volume «Valle Trompia - I tesori nascosti», Bams Liberedizioni, che si può acquistare con il Giornale di Brescia a 14,90 euro più il prezzo del quotidiano. L’incontro (che potete rivedere sul portale Sala Libretti) è stato moderato dal nostro direttore Nunzia Vallini, e ha evidenziato le particolarità di questo importante lavoro che si inserisce nella strada verso «Brescia e Bergamo capitali della cultura» nel 2023.

«Ma vogliamo spingerci oltre - ha commentato Marcello Zane, editore e autore dei testi - vogliamo comunicare un’atmosfera, una sensazione, non proporre una semplice guida». Perché ogni comune ha un tesoro nascosto, spesso più i paesi sono piccoli e più si trovano bellezze inaspettate: «Grazie ai miei figli Matteo e Stefano - ha commentato Basilio Rodella, editore e autore delle immagini - abbiamo trovato cose incredibili, che stupiranno gli stessi bresciani e che faranno apprezzare il nostro territorio anche a chi viene da fuori».

«Orgogliosi di questa guida che svela i tesori della nostra valle - ha commentato Antonella Montini, assessore della Comunità Montana della Valle Trompia - una guida non solo enogastronomica, ma anche culturale, ambientale, che farà conoscere a tutto tondo i nostri paesi», Don Giuseppe Mensi, dell’Ufficio beni culturali della Diocesi: «Ogni chiesetta è uno scrigno di tesori, d’arte, di cultura, un patrimonio a volte poco visibile ma assolutamente meritevole d’essere conosciuto e apprezzato». Presenti anche Nicoletta Bontempi presidente del Museo Diocesano di Brescia e il vicepresidente Ambrogio Paiardi, che hanno sottolineato come sia importante fare rete e collaborare tra le varie realtà. La guida è la prima di un progetto editoriale che prevede l’edizione di volumi-guida a cura delle case editrici bresciane Bams di Montichiari e Liberedizioni di Gavardo. Questa guida è la prima di una serie di uscite: si passerà in Val Sabbia, poi dal lago d’Iseo e dalla Franciacorta, al Lago di Garda, fino alla città e all’hinterland.

 

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<![CDATA[«Delle tre valli» aperta, Gavia e Crocedomini devono aspettare]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/delle-tre-valli-aperta-gavia-e-crocedomini-devono-aspettare-1.3581944 1.3581944 Fri, 21 May 2021 18:04:19 +0000 È stata aperta oggi nel pomeriggio il tratto di strada sp345 «Delle tre valli» fino alla località Bazena
La strada era stata chiusa a dicembre 2020 (e riaperta a singhiozzo) dopo le imponenti nevicate invernali che avevano provocato numerose valanghe.
Sono, terminate le operazioni di sgombero della neve e di pulizia della strada, di sostituzione delle barriere di sicurezza divelte dalle valanghe, di disgaggio e messa in sicurezza con una nuova barriera paramassi perchè la precedente è stata sradicata da una valanga.

Si sta ancora lavorando per la pulizia del tratto fino al Passo Crocedomini che per ora rimane ancora chiuso.

La situazione sul Passo Gavia (2.621 metri di quota) e sullo Stelvio (2757 metri) è imbiancata, e la copiosa neve ha costretto entrambi i passi a posticipare la loro apertura. 

I lavori proseguono sul Gavia, mancano solo 2 km dal lato bresciano. Originariamente prevista per il 21 maggio, l’apertura della strada sul versante bormino, è stata rimandata al 28 maggio.

 

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<![CDATA[«Sparita l’eredità del diacono», ma la Diocesi: «Conti in ordine»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/sparita-l-eredit%C3%A0-del-diacono-ma-la-diocesi-conti-in-ordine-1.3581192 1.3581192 Wed, 19 May 2021 07:15:25 +0000 Una corposa eredità sparita, conti che non tornano, una comunità parrocchiale «ferita e amareggiata». Insomma, gli ingredienti per un mix esplosivo ci sono tutti. Se poi aggiungiamo che la vicenda si svolge in un borgo incastonato tra i monti dove vivono circa 130 persone, ecco spiegato perché a Irma da mesi e mesi non si parla d’altro.

Andiamo con ordine. Nel 2018, dopo dieci anni, il parroco don Luca Ferrari viene destinato ad altro incarico e a fine anno arriva a Irma, come amministratore parrocchiale, padre Paolo Scaratti. Con l’aiuto di alcune persone, che poi formeranno il Consiglio pastorale affari economici, viene ricostruita la situazione delle casse parrocchiali. Ed ecco la scoperta: c’è un ammanco di circa 78mila euro. Apriti cielo, «dove sono finiti i soldi della nostra comunità?».

«Padre Paolo - spiega l’ex sindaco Angelo Turinelli - ci ha informato della disastrosa situazione economica, ma poi, dopo alcuni incontri anche con don Giuseppe Mensi (vicario episcopale per l’amministrazione, ndr), la vicenda si è arenata. Ma noi quei soldi li rivogliamo sul conto corrente della parrocchia, sono i soldi di tutti». E l’eredità? «Il diacono Tobia Bonomi - prosegue Turinelli -, dopo alcuni anni di servizio a Irma, alla morte ci ha lasciato circa 50mila euro, cifre consistenti anche alle parrocchie di Bovegno, Lavone e alla Diocesi». Eredità appunto risucchiata dal buco nei conti.

Esasperati dal trascorrere del tempo senza risposte che li soddisfino, i parrocchiani depositano ai carabinieri di Collio un esposto per chiedere che si indaghi su quanto accaduto. Chiedono che sotto la lente finiscano anche una serie di lavori e alcune fatture, «vogliamo chiarezza su questi pagamenti» prosegue Turinelli. Nella comunità non c’è rancore nei confronti dell’ex parroco, anzi, nelle parole dei fedeli si percepisce chiaramente sincero dispiacere per quanto accaduto. «Don Luca ha fatto sicuramente tanto bene - raccontano -, era molto bravo a coinvolgere i bambini, da musicista diplomato in violino li coinvolgeva tramite la musica. Avevamo molta fiducia in lui e nel suo operato, siamo molto meravigliati dal buco che ha lasciato nei conti».

E ancora: «Noi non vogliamo dare nessun tipo di giudizio, e non gli facciamo nessuna accusa, non c’è rabbia - prosegue l’ex sindaco -. Se avesse condiviso con noi eventuali problemi certamente avremmo trovato un modo per uscirne, in ogni caso, se volesse, sa bene dove trovarci». Don Luca non si è più fatto sentire, e sul fronte economico non ha più detto nulla neppure padre Paolo. «Non vogliamo che la nostra parrocchia resti per anni sommersa dai debiti» chiude Turinelli. E la Diocesi? «Nei conti della parrocchia di Irma non c’è più nessun buco - spiegano dalla curia -, abbiamo fatto vari bonifici, due per 25mila euro già nel 2019. I parrocchiani possono stare tranquilli».

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<![CDATA[«Chiediamo di poter costruire un cimitero per i musulmani»]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/chiediamo-di-poter-costruire-un-cimitero-per-i-musulmani-1.3580424 1.3580424 Tue, 18 May 2021 13:36:08 +0000 Partiamo dai numeri, in perfetto stile lumezzanese: circa 200 iscritti e uno stabile in via Trieste, acquistato nel 2005 e completamente di proprietà dell’associazione. Sembrano i numeri di un’azienda, ma parliamo dell’associazione culturale Madni Dar-Ul-Islam e, di conseguenza, della moschea di Lumezzane, luogo di culto della comunità musulmana presente sul territorio. La struttura è composta da un salone utilizzato per la preghiera, un ufficio per l’archiviazione dei documenti, due aule per insegnare ai più piccoli il Corano: per loro c’è un’ora di lezione quotidiana, rigorosamente in italiano. Del resto, siamo già alla terza generazione di immigrati.

È l’imam Talib Hussain, 43 anni, la figura di riferimento per la comunità religiosa: «La mia vita è in funzione della religione: per diventare imam sono stati necessari 10 anni di corsi, e ho dovuto imparare il Corano a memoria. Qui a Lumezzane sono stato scelto dopo una selezione e un colloquio col direttivo dell’associazione. Sono fiero d’avere questa responsabilità». Impossibile non affrontare con lui il tema dell’integrazione. L’imam non nasconde «alcuni episodi di razzismo verificatisi in passato. Eravamo appena arrivati in paese, dunque forse era normale ci fosse un po’ di timore nei nostri confronti. Ma, qui a Lumezzane, stiamo bene e ci sentiamo accettati».

C’è però un desiderio, che Talib Hussain indirizza alla Giunta lumezzanese: «È dal 2005 che chiediamo alle varie Amministrazioni il permesso di poter costruire un cimitero musulmano». Una richiesta legata anche alle difficoltà burocratiche per la sepoltura di una persona musulmana in Italia: spesso è necessario lasciare la salma in obitorio per lunghi periodi, anche mesi, oppure rimandarla nel proprio paese d’origine. Con costi decisamente alti. È anche per questa ragione che ogni socio paga un’assicurazione mensile all’associazione che garantisce la copertura delle spese di spedizione della salma al paese di origine.

«Noi vorremmo essere seppelliti vicino ai luoghi dove abbiamo passato tutta la vita - conclude l’Imam -. Ci rendiamo disponibili a pagare il terreno e a costruire a nostre spese la struttura, chiediamo solo il permesso comunale. Tutte le comunità musulmane della Valtrompia si sono unite in questo progetto e siamo in attesa di risposta».

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<![CDATA[Tre amici, un viaggio «quasi mistico» tra le nevi tibetane]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/tre-amici-un-viaggio-quasi-mistico-tra-le-nevi-tibetane-1.3580176 1.3580176 Tue, 18 May 2021 06:27:17 +0000 Le immagini che hanno ancora negli occhi, le notti passate in un monastero ai piedi di un Buddha illuminato, i templi scavati nella roccia, hanno fatto dimenticare le difficoltà incontrate e gli inconvenienti legati alle norme contro il Covid, come le quarantene a cui hanno dovuto sottoporsi. Per il 39enne valgobbino Stefano Cavagna, il 32enne lumezzanese Giacomo Venosta e il 28enne saretino Andrea Moretti, tornati venerdì da un mese e mezzo di trekking sull’altopiano del Tibet, questo è stato «il viaggio migliore compiuto fino ad ora». La loro meta, la Terra di Dolpo, ha confermato di essere l’ultimo rifugio rimasto al mondo di incontaminata cultura tibetana.

Il viaggio, racconta Cavagna, era previsto lo scorso anno, poi il Covid ha bloccato tutto. Dopo due rinvii, per non perdere la possibilità di utilizzare i costosi permessi già acquistati da un anno, i tre amici hanno deciso di anticipare la partenza rispetto ad ottobre, il periodo migliore. A spingerli fino in Tibet il libro «Il leopardo delle nevi», che ha fatto da guida. «Senza quella lettura - aggiunge Cavagna - mai avrei immaginato di recarmi in quei luoghi che appartengono ad un’epoca ormai lontana.

Durante i numerosi imprevisti capitati, abbiamo avuto modo di confrontarci con pratiche locali molto particolari: la cura delle malattie secondo gli antichi testi del Lama reincarnato di Dho Tarap, oppure le previsioni meteo ottenute consultando il calendario tibetano, nel rispetto delle divinità locali che in caso contrario avrebbero continuato a crearci problemi lungo il percorso».

Problemi che, in un paese con pochissimi abitanti, dove non c’è una vera città ma tanti piccoli paesini e monasteri, non sono mancati: neve in abbondanza per la stagione, che ha costretto i tre a prolungare di una settimana la permanenza; sentieri bloccati che hanno impedito il rifornimento di vettovaglie, lasciando i tre senza viveri per tre giorni; attraversamenti di fiumi su ponti strettissimi. «In un luogo pochissimo frequentato dai turisti siamo stati fortunati. Un monastero ci ha ospitato dopo una fittissima nevicata; una famiglia ci ha accolto quando eravamo senza vettovaglie; alle difficoltà normali, si aggiunge poi quella della lingua, nepalese o tibetana». Ora restano le suggestioni di un viaggio quasi mistico, «il migliore fino ad ora».

 

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<![CDATA[Polaveno, cordoglio per Veronica morta a 25 anni: oggi l'addio]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/polaveno-cordoglio-per-veronica-morta-a-25-anni-oggi-l-addio-1.3580861 1.3580861 Tue, 18 May 2021 05:58:20 +0000 È un dolore straziante e immenso quello che ha colpito la piccola comunità di Polaveno, in particolare la frazione di San Giovanni, la scorsa domenica. Dopo una battaglia durata circa due anni con una malattia, è mancata a soli 25 anni Veronica Montini. Una ragazza «davvero molto in gamba e piena di vita», ricorda di lei chi la conosceva, l’impiegata d’ufficio. Veronica ha combattuto contro il male che l’aveva colpita e attorno a lei, a farle forza, ci sono sempre stati la mamma Michela, i nonni, il fidanzato Alex e una grande schiera di amici.

La notizia della sua scomparsa ha raggelato il cuore di molti: sono davvero tanti i messaggi di cordoglio e partecipazione.

«Hai combattuto con una grinta che solo tu potevi avere, spesso eri tu a rassicurare noi - ha scritto una delle amiche di Veronica come commento ad un video che ripercorre i momenti più belli -. Grazie per averci regalato questi anni meravigliosi, abbiamo passato dei momenti magici, avevamo grandi progetti e ti promettiamo che ci sarai sempre in ogni passo della nostra vita, perché ci hai rese quelle che siamo oggi». I funerali di Veronica saranno celebrati oggi alle 15.30 nella chiesa di San Giovanni di Polaveno.

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<![CDATA[La comunità piange la dottoressa Miriam Schena]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/la-comunit%C3%A0-piange-la-dottoressa-miriam-schena-1.3578905 1.3578905 Wed, 12 May 2021 04:00:00 +0000 Se n’è andata lunedì scorso all’età di 62 anni la dottoressa Miriam Schena. Originaria di Gardone, dove nel 2009 era in lizza per la carica di sindaco, nell’83 si era laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi Brescia per poi specializzarsi in Medicina Interna a Parma nel 1988 e, nel 1994, in Cardiologia a Brescia.

La dottoressa Schena è stata molto attiva anche in ambito sociale, in special modo a sostegno dei bambini e della ricerca e cura dei tumori. A questo proposito nel 2004 aveva fondato la onlus Associazione Musica insieme, finalizzata all’organizzazione di iniziative a sostegno di realtà impegnate in campo oncologico e nel sostegno di bambini.

«È con profonda tristezza che apprendiamo della dipartita della dottoressa Miriam Schena, figlia del cavalier Mario Schena, già presidente della sezione di Gardone Valtrompia dell’Associazione nazionale carabinieri (Anc) e figlia di Giovanna Guerini, che ci ha lasciati solo qualche mese fa - scrive in una nota Giampietro Torri, presidente dell’Anc di Gardone -.  A lei, che era dedita a curare il cuore delle persone, una preghiera».

Il funerale sarà celebrato oggi alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente in Fiumicello a Brescia, partendo dall’abitazione di via Manara 16. Al termine della cerimonia la dottoressa Schena sarà sepolta nel cimitero Unico di Lumezzane.

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<![CDATA[Lumezzane, ritrovato il ventenne scomparso da casa ]]> https://www.giornaledibrescia.it/valtrompia-e-lumezzane/lumezzane-ritrovato-il-ventenne-scomparso-da-casa-1.3576731 1.3576731 Wed, 5 May 2021 11:31:14 +0000 Era la notizia che molti aspettavano di ricevere: Mubarik Khizar, 20enne di origini pakistane, da due mesi a Lumezzane, è stato trovato e sta bene. Il ragazzo mancava da casa dal primo di maggio, giorno in cui il nonno aveva fatto denuncia di scomparsa ai carabinieri.

EMBED [Facchini]A condividere l'esito positivo delle ricerche è il primo cittadino di Lumezzane, Josehf Facchini attraverso la propria pagina Facebook. Il ventenne è stato individuato nella zona del lago di Garda, in buone condizioni. Il sindaco poi, nel testo del post, ha voluto ringraziare tutte le forze che si sono attivate per le ricerche: Soccorso alpino, unità cinofile, volontari della protezione civile, vigili del fuoco e tutta la comunità lumezzanese.

 

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