Sceglievano con cura le loro vittime: anziani soli, meglio se con problemi di salute. Poi si presentavano alla loro porta, tendenzialmente al mattino, promuovendo la vendita porta a porta di rilevatori di fughe di gas, simulando l’appartenenza a società erogatrici dì tale servizio.
Gli ultimi raggiri sono stati messi a segno in valle Sabbia, nei primi giorni di aprile. Tre sono avvenute nelle frazioni di Avenone, Forno d’Ono e Ono D’Egno del comune di Pertica Bassa, una invece a Vestone. In questo caso la banda era riuscita a dileguarsi con 2.400 euro rubati in una stanza dell'abitazione di una 83enne sola.
I malviventi proponevano la vendita di un apparecchio per rilevare le fughe del gas, e facendosi consegnare una somma di denaro contante quale acconto o corrispettivo, facendo poi credere di aver montato l'apparecchio (in realtà un pezzo di plastica con biadesivo o una lucina notturna infilata nella spina della corrente). Le richieste si aggiravano intorno ai 400/500 euro per l’installazione dei fantomatici apparecchi rilevatori, denaro che i malviventi incassavano per poi allontanarsi. In alcuni casi i soggetti chiedevano un acconto poichè le vittime non avevano la disponibilità della somma richiesta.
Dopo l'ultimo raggiro messo a segno, i carabinieri di Vestono hanno avviato un'accurata attività investigativa, analizzando i dati in possesso relativi ai controlli del territorio e raccogliendo numerose testimonianze dì residenti locali. Grazie all’incrocio dei dati, l'attenzione si è concentrata sul controllo in zona (effettuato alcuni mesi prima) di due autovetture, una Ford Fiesta di colore grigio ed una Volkswagen Polo nera, con a bordo quattro soggetti, tre di essi pregiudicati per reati specifici.
I malviventi denunciati sono quattro ragazzi del 1988, di Collebeato, del 1981, di Ghedi, del 1985 di Colico, del 1992, residente a Paderno Franciacorta.



