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GAVARDO

È ancora polemica sul trasferimento delle bancarelle


Valsabbia
12 nov 2017, 17:12

Mercato settimanale. L’appuntamento è fissato al mercoledì

Attorno al mercato settimanale di Gavardo non si placa la polemica. A farsi sentire è l’Anva, l’associazione degli ambulanti di Confesercenti, che in un comunicato stigmatizza l’annunciata volontà dell’Amministrazione comunale gavardese di spostare i banchi «in una sede che giudichiamo non idonea, spezzettando il mercato tra piazza Aldo Moro e via Stazione. Una scelta che - si sostiene nella nota - mette in discussione la sopravvivenza di molte aziende, che si vedrebbero isolate ed escluse dai flussi di frequentatori».

Nel comunicato, l’Anva ribadisce le sue preoccupazioni sul futuro del mercato, annunciando l’intenzione, «qualora gli amministratori continuassero in questa direzione, di esprimere il nostro disagio, anche con manifestazioni di protesta». Sorpresa per l’iniziativa dell’Anva viene espressa dal vicesindaco Sergio Bertoloni. «Non ne capisco il senso - dichiara - visto che lunedì (dopodomani per chi legge, ndr) abbiamo invitato in municipio i rappresentanti degli ambulanti proprio per discutere con loro della questione». Il proposito dell’Amministrazione comunale, lo ricordiamo, è quello di dislocare una parte delle bancarelle (circa 35 delle 156 totali) in un’area contigua alla sede tradizionale, al fine di rendere più scorrevole la viabilità, che il mercoledì, giorno del mercato, risulta piuttosto problematica.

«Anche se restiamo convinti della nostra decisione, e determinati a portarla avanti, non siamo insensibili al malcontento degli operatori - precisa Bertoloni. - Per tale motivo, lunedì presenteremo una proposta che ci auguriamo possa essere accolta con favore. In pratica, "premieremo" con la concessione di uno spazio individuale più ampio dell’attuale non soltanto gli ambulanti soggetti al trasferimento, ma pure chi, tra gli altri, volontariamente stabilisse di seguirli. Siamo certi che così si verrebbe a creare un secondo polo, funzionale e frequentato non meno del primo».

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