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CIVIDATE CAMUNO

Una domus sotto il museo romano


Valcamonica
7 dic 2017, 06:40

Dal passato. Gli scavi nel cortile di piazzale Giacomini

L’ennesimo tesoro della «Civitas Camunnorum» dormiva sotto la pavimentazione di un cortile a due passi dalla chiesa parrocchiale, difeso sui quattro lati delle mura dell’incubatore d’imprese.

 

A Cividate Camuno si scava e viene a galla la storia: da una decina di giorni sono cominciati i lavori nel cortile dell’edificio di piazzale Giacomini che entro un anno diventerà la nuova sede del museo archeologico nazionale della Valle Camonica. Al team di archeologi, è bastato scendere a circa un metro di profondità per riportare alla luce parte delle mura di una «domus» romana e di un pavimento ancora ben conservato.

 

«Questi ritrovamenti non bloccano i lavori ma ne sono parte integrante», ha sottolineato Serena Solano, direttore del museo di Cividate e funzionario archeologico della Soprintendenza. «Ci troviamo nel cuore della città romana e avevamo pochi dubbi sulla presenza di reperti importanti sotto la pavimentazione: abbiamo fatto alcuni sondaggi che hanno dato esito positivo e abbiamo cominciato a scavare». Gli archeologi continueranno per tutto il mese di dicembre anche per rispettare i tempi previsti per l’apertura del nuovo museo.

«Il progetto è stato promosso dal polo museale della Lombardia di cui il museo di Cividate fa parte, dal Comune di Cividate Camuno e dalla Soprintendenza», ha sottolineato Solano. «Lo scavo occuperà soltanto metà del cortile interno e il resto verrà attrezzato per diventare una zona di ricreazione e passaggio dei visitatori». La presentazione.

 

Entro fine mese verrà organizzato un evento pubblico per spiegare i lavori e mostrare le nuove scoperte ai cittadini. «Direi che è di buon auspicio in vista del trasferimento del museo», ha aggiunto Cirilli Ballardini, sindaco di Cividate. «Iniziare questo percorso importantissimo con una nuova scoperta è un ottimo segnale: questi ritrovamenti ampliano ulteriormente la rete dei siti archeologici da visitare sul nostro territorio ed è un valore aggiunto al patrimonio culturale e archeologico della Valcamonica». Insomma: buoni segni, per la Valle dei Segni.

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