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EDOLO

La signora Carestia lascia 5 milioni di euro alla Casa di riposo


Valcamonica
12 mar 2018, 06:10
La struttura. La Casa di riposo gestita dalla Fondazione Giamboni

La struttura. La Casa di riposo gestita dalla Fondazione Giamboni

Tre milioni e mezzo di euro alla Fondazione Giamboni di Edolo (la casa di riposo), uno alla ricerca contro la sclerosi multipla e mezzo milione alla cooperativa «Il Cardo» di Edolo. Non sono finanziamenti elargiti da un ente pubblico per chissà quale bando, ma la concretezza della generosità, del cuore e degli ideali di una cittadina del paese, nata e cresciuta in alta Valle. La scelta. Marita Carestia è mancata lo scorso mese di dicembre a ottant’anni e, nel suo testamento, come aveva preannunciato, ha donato quasi tutto il suo patrimonio in beneficenza. Lasciando grande spazio alla Rsa edolese.

Lo ha fatto per ringraziare la comunità che, molti anni fa, aveva accolto suo padre, caduto sul campo mentre combatteva nel reggimento Quinto alpini di Edolo, ma soprattutto per onorare la memoria del nonno, cittadino illustre di Edolo. L’avv. Tognali. Per lui, l’avvocato Giovan Battista Tognali, aveva chiesto più volte in passato l’intitolazione di una via o una piazza del paese, per onorarne la memoria. Ha ottenuto il risultato solo pochi mesi fa, a settembre, quando l’Amministrazione comunale ha deliberato d’intitolare la piazza Galibaldi, oggi in via di restauro, proprio a Tognali.

A colui che è stato sindaco e commissario di Edolo e Mu tra le due guerre mondiali, uomo di caratura morale elevata e di grande cultura, conosciuto in tutta la provincia per l’eloquio piacevole e profondo. Una delle figlie di Tognali ha sposato il maggiore del battaglione Edolo, morto sul campo a Tripoli e insignito della medaglia d’argento al valor militare. Marita è, con la sorella Giovanna, figlia del maggiore Carestia, scomparso quando lei aveva tre anni. Mentre Giovanna non si è mai sposata, Marita ha condiviso la vita con il marito, chirurgo di fama internazionale d’origine ebraica. Lei è l’ultima rimasta della stirpe e ha ereditato tutto il patrimonio delle famiglie, decidendo di lasciarlo alla comunità.

La piazza. Nata nel 1937, è vissuta nell’adorazione per il nonno e ha sempre anelato a che il paese lo ricordasse in maniera indelebile. Negli ultimi mesi di vita aveva concordato col sindaco Luca Masneri l’intitolazione della piazza rinnovata, ma purtroppo non avrà il piacere di partecipare, in primavera, alla scopertura della targa.

Alla sua memoria è stato anche realizzato un libro, oggi in via di pubblicazione, che ripercorre le tappe della famiglia e raccoglie le orazioni pubbliche di Tognali; a curarlo è il suo amministratore di sostegno, Silvana Nana, oggi entrata nel cda della Giamboni, anche per gestire i nuovi fondi.

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