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PIANCOGNO

Attimi e monti: quando le foto lasciano a bocca aperta


Valcamonica
13 feb 2018, 06:10

Lotta tra stambecchi. La foto che recentemente ha conquistato il primo posto al Palamonti di Bergamo

Non sono state le montagne ad accendere il suo amore per la fotografia. Al contrario, Dario Bonzi prima ha acceso l’occhio reflex della sua Canon e con quello ha cominciato a raccontare le «Terre fredde» e le presenze silenziose, in ogni stagione e con ogni luce.

La storia è quella del trentenne di Piancogno che, in soli quattro anni, ha scalato le montagne di gradimento e con i suoi scatti ha lasciato tanti a bocca aperta: primo classificato su settantanovemila foto del contest di Instagram su «The Floating Piers» (la straordinaria passerella sospesa sulle acque del lago d’Iseo che ha attirato centinaia di migliaia di visitatoridall’Italia e dall’estero), «Premio Stambecco» al concorso della rivista «Orobie», da due anni «ospite» del calendario del Giornale di Brescia e oltre quattrocento presenze alla sua prima mostra ospitata in quel di Artogne.

 

 

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«La macchina fotografica mi ha dato la scusa per tornare in montagna: è questo ciò che conta di più», racconta Dario che incontriamo all’indomani di una serata sulla montagna organizzata in un teatro di Lovere. «Non sono schiavo della fotografia e non faccio gare con nessuno: c’è chi va in montagna alla ricerca della foto perfetta ma per me vale il contrario. Se è perfetto il momento, tiro fuori l’attrezzatura e scatto». Tutto semplice, a sentire lui: come la fotografia della lotta tra due stambecchi che, recentemente, al Palamonti di Bergamo ha conquistato il primo posto. «Ricordo quel giorno: è successo quasi per caso», ricorda Dario.

 

Trionfo. Particolare della foto vincitrice del contest The Floating Piers

 

«Sono rimasto fermo mentre i due stambecchi si avvicinavano: poi hanno cominciato il combattimento e allora la fotografia si è fatta da sola». Dario spiega che ha cominciato da autodidatta, «mettendo la macchina in manuale e a scattare senza fare troppi calcoli. Credo che per fare una buona fotografia serva soprattutto un buon occhio».

Così, nel 2016, comincia il progetto «Terre fredde» dedicato alla montagna che ha rubato il nome alle creste erbose che svettano sopra la conca di Bazena: ma il suo luogo del cuore è la Val d’Avio, porta di accesso ai ghiacciai dell’Adamello. «Le foto più belle e che sento più mie non le ho mai esposte», confessa il giovane. «Ci sono luoghi nelle nostre vallate che sono quasi sconosciuti: ma meritano di rimanere segreti così mantengono intatto il potere di stupire le persone». E, certe volte, per stupirsi basta il display di un pc.

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