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AMBIENTE

Corsa e pm10: come tutelare la propria salute


Tempo Libero
5 apr 2017, 11:41
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Una corsa nel parco, fare stretching in giardino, aprire le finestre per «ossigenare» l’aria: sono ancora toccasana? In un mondo non inquinato, certamente sì. E a Brescia? Se lo sono chiesti i membri dell’Associazione bresciana insegnanti di educazione fisica (Abief) 2.0, che giovedì alle 20.30 nell’auditorium della scuola media Bettinzoli, in via Caleppe, terranno una serata di informazione e formazione sul tema. «Aria, acqua, suolo: inquinamento ambientale e tutela della salute per chi pratica attività sportiva» è il titolo dell’incontro, gratuito, aperto a tutti e valido come corso di aggiornamento per i docenti di educazione fisica (con attestato di partecipazione).

«In quanto insegnanti di educazione fisica, abbiamo la responsabilità dei ragazzi - ha detto il presidente di Abief 2.0 Claudio Bianchin - e ci interroghiamo su quanto sia salutare portarli fuori a fare attività motoria con il livello di pm10 registrato in città». Al forte grado di inquinamento dell’aria, si affiancano le sostanze nocive del suolo: il campo Calvesi, dove Sara Simeoni ha battuto il record mondiale di salto in alto e dove si sono allenate generazioni di atleti bresciani, è chiuso da anni e i ragazzi delle scuole cittadine per i campionati provinciali sono oggi costretti ad appoggiarsi alle strutture di Nave, Rezzato e Desenzano.

A quanti e quali rischi sono esposti gli sportivi en plein air della nostra provincia? Quali sono le aree più pericolose? Risponderanno, giovedì sera, lo storico dell’ambiente Marino Ruzzenenti (Tavolo di lavoro basta veleni), Savina Nodari, professore associato di cardiologia all’Università degli studi di Brescia, il giornalista della Gazzetta dello Sport Davide Romani e il presidente dello Sport club Liberavventura Brescia Emanuele Petromer.

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