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Oltre il giardino

Alla radice della vita - Riflessioni serissime dal sottosuolo o quasi

OLTRE IL GIARDINO

Fotografiamo momenti anziché viverli


Storie
Brescia e Hinterland
9 apr 2018, 15:13

Nel mio giardino di famiglia ci sono meravigliose ortensie che hanno superato le sessanta primavere. Sono come delle splendide signore che quando arriva il caldo mettono sgargianti abiti floreali per festeggiare la bella stagione. Ogni anno amplio la mia coltivazione con nuovi esemplari. Gli ultimi li ho messi a dimora nei giorni scorsi.

Le piantine (appena uscite dalle serre) avevano già dei piccoli fiori: il freddo delle scorsi notti li ha letteralmente gelati. Vederli tristemente marcio/marroncini mi ha rattristito. Li ho fotografati. Mentre inquadravo gli ormai ex fiori con il telefono mi sono chiesto: perché lo faccio? Chi mai vedrà quelle foto? Io stesso le riguarderò? Le risposte: boh, nessuno, no. Ormai siamo tutti foto dipendenti. E lo siamo senza nessun motivo.

Adesso, non vogliamo certo guardare al passato con nostalgia, a quando si compravano i rullini da 36 foto, e guai a sprecarne una, quelle foto che ancora guardiamo e riguardiamo. Non vogliamo qui sottolineare che oggi abbiamo migliaia e migliaia di foto nel telefonino ma al 90% non rappresentano nulla. Fotografiamo momenti anziché viverli.

Non vogliamo qui cadere nel patetico, nel si stava meglio quando si stava peggio, nella nostalgia per quando il formaggio sapeva di formaggio e noi saltavamo i fossi per il lungo. Ci sono però segnali preoccupanti. La scorsa settimana, durante una rappresentazione della Via Crucis, una signora di oltre 70 anni ha fatto irruzione per fotografare l’attore/Gesù a terra. Ecco, tra un selfie e l’altro anche le ormai ex pie donne possono cadere sotto la croce. La croce del ridicolo.

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