Da Brescia a Shanghai e senza sapere una parola di cinese. È accaduto a Leonard Vos, brescianissimo a dispetto del nome (il padre è olandese), che, fresco di laurea alla Cattolica in «Esperto linguistico d'impresa», ha iniziato così la sua avventura nel mondo del lavoro. «Sono in Cina da oltre due mesi - racconta Leonard - per conto di un'azienda del nord Italia che fornisce ricambi per macchinari del settore tessile, con l'incarico di uniformare le procedure e i controlli di qualità dei nostri fornitori».
«Il primo ostacolo da superare - continua - è stata sicuramente la barriera linguistica, anche se parlo quattro lingue, ma nella vita di tutti i giorni non aiuta. Ora frequento regolarmente un corso, ma in azienda sono supportato da manager italiani o che parlano inglese. Diverso è il discorso delle differenze culturali che caratterizzano le abitudini di vita del popolo cinese; non sempre è facile convivere, ma le soddisfazioni che ricavo dal mio lavoro mi ripagano ampiamente».
Ogni giorno Leonard affronta un'ora di viaggio in metropolitana per recarsi in azienda, dove rimane otto ore prima di intraprendere la lunga strada del ritorno.
In compenso, la notte, Shanghai offre il meglio delle grandi metropoli: ristoranti di tutte le nazionalità a prezzi molto competitivi, locali e discoteche affollati di giovani provenienti da tutto il mondo.
«Questa esperienza mi sta arricchendo sia sul piano delle competenze e della professionalità, che su quello della mia crescita personale - continua Leonard - ho scoperto lati del mio carattere che non credevo di possedere e sono convinto di avere delle ottime prospettive. Certo la nostalgia di casa si fa sentire, mi mancano gli amici e la famiglia, ma mi ritengo fortunato e, per il momento, non ho nessuna fretta di tornare!».



