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In poche parole

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IN POCHE PAROLE

Laureati, il ritardo bresciano


Storie
Brescia e Hinterland
4 dic 2017, 15:22

Brescia e la sua provincia continuano ad avere tassi di scolarizzazione più bassi rispetto ai territori italiani ed europei coi quali dobbiamo confrontarci. Ce lo ha ricordato pochi giorni fa anche il rettore Maurizio Tira inaugurando l’anno accademico dell’Università Statale.

Già partiamo da un quadro nazionale non felice: il rapporto «Education at glance 2017» ci conferma che l’Italia ha solo il 18% di adulti laureati, esattamente la metà della media Ocse. Peggio di noi fa solo il Messico e siamo lontani anni luce da Usa, Uk, Germania, Francia. Di più: per incidenza di laureati nella popolazione, storicamente Brescia si pone un paio di punti sotto il livello nazionale e addirittura tre punti sotto quello lombardo.

Da sempre il sistema economico bresciano ha preferito la formazione in fabbrica a quella in aula. Oggi questo approccio non basta più: i livelli di produttività possono essere innalzati e i processi di produzione possono essere innovati solo se si eleva il livello culturale dentro e attorno alle aziende.

«Brescia ricca ma ignorante» si diceva grossolanamente un tempo. Nel dopo crisi un territorio con poca scolarità non potrà più essere né ricco né benestante.

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