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In poche parole

Riflessioni in pillole per una lettura salutare

AL FEMMINILE

I piacevoli fuochi dell'estate fugace


Storie
Brescia e Hinterland
11 lug 2019, 06:30
Sperlonga, Friend Beach - Foto © www.giornaledibrescia.it

Sperlonga, Friend Beach - Foto © www.giornaledibrescia.it

Abbiamo appena riposto i piumoni nell’armadio e recitato come un mantra «non ci sono più le mezze stagioni», ed eccola qua, puntuale come le tasse è arrivata l’estate. I fortunati che potranno ritagliare dal bilancio familiare una vacanza nella consueta località marina faranno sosta in Autogrill, con lo sguardo rivolto verso l’automobile parcheggiata al sole, stipata di bagagli e ammennicoli vari dei quali avrebbero potuto sicuramente fare a meno.

Il momento topico però arriva quando si scende in spiaggia, con il classico pallore e i chili di troppo accumulati durante l’inverno. Ultimamente i convenevoli vengono saltati, poiché essendo quasi tutti assorti nelle notifiche dei propri telefonini non si notano le nuove presenze.

Tuttavia ogni lido ha un suo preciso rituale e sono in aumento quelli che volendo defilarsi adottano piccoli stratagemmi per aggirarlo. Infatti utilizzando i gesti tipici del linguaggio non verbale comunicano in modo eloquente un «lasciatemi stare, sono stanco e non intendo colloquiare amabilmente con nessuno».

È sintomatica la comparsa di vecchi volumi della Biblioteca Romantica Borgese, di quotidiani e riviste disposti in bella mostra sotto l’ombrellone. Negli anni scorsi con fantasiosa destrezza qualcuno ha rivestito le «cinquanta sfumature» di grigio, rosso e nero con la sovracopertina dei libri di Aldo Cazzullo e Zygmunt Bauman, ottenendo di non essere distolto dalla lettura. Cosi, mentre le famiglie con i figli maturandi arriveranno a fine luglio, quelli che non hanno superato «la prova costume» camminano stoicamente anche nelle ore più calde e, in una sorta di supplizio di Tantalo, iniziano drastiche diete mattutine che si concludono inevitabilmente la sera.

L’estate resta sempre la stagione migliore per ritrovare gli amici con i quali condividere con orgoglio i successi dei nostri «Gracchi». Gli stessi compagni con cui si scopre tristemente se qualcuno manca all’incontro e, come dicono i nostri alpini «è andato avanti».

Con loro anche quest’anno annuseremo la fragranza delle zagare e gusteremo i sapori della nostra cucina tradizionale, sentendo di appartenere a quel patrimonio comune che ci unisce come un mastice miracoloso. Ascolteremo le cicale e le rane e una nuova canzone che diventerà la colonna sonora dei nostri ricordi accatastati nei granai della memoria. L’estate come tutte le cose belle è fugace ma accende piacevoli fuochi che riscalderanno il nostro cuore anche negli inverni futuri».

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