Se il “c’era una volta…” nella nostra rubrica si spreca, in quanto siamo di fatto cultori di tutto quanto fa epoca e tecnologia di un tempo, anche a noi, talvolta capita di restare stupiti davanti ad alcuni retaggi del passato che riaffiorano grazie alla cultura ed alla voglia dei tramandare ai posteri certe testimonianze del nostro ‘come eravamo’. Collezionisti e veri e propri cultori del passato si fanno conservatori di gioielli di tecnologia di un tempo, investendo in restauro e mantenimento in essere di impianti e soluzioni di un tempo ormai sepolti nell’oblio.
E’ quanto ci è accaduto di incontrare grazie alla passione ed alla disponibilità di Mimmo Paterlini, collezionista di spessore e figura significativa dell’Asi nazionale.
Nella sua collezione recentemente è entrato un pezzo di tutto riguardo, ovvero una delle due camionette realizzate dalla Renault con l’alimentazione mista, ovvero a benzina (per l’avviamento) ed a carbone di legna. Si tratta di un’imponente Renault AGS2 Camionnettes, modello Novaquattre, immatricolato nel 1938 e dotata di un bel motore quattro cilindri di 2500 cc.
La caratteristica peculiare è che sin dalla sua costruzione l’auto è stata munita di un gasogeno per alimentazione del motore a carbone come succedaneo della benzina.
Auto già in uso ad un fornaio dell’hinterland parigino, questa Renault è stata provvista di un inconsueto sistema montato sull’anteriore, dato che il proprietario preferiva trasportare le sue baguette agevolmente sul cassone sul retro.
Ecco allo la bella Renault beige far bella mostra di sé in una forma smagliante grazie all’amico Mimmo.

La presenza (da noi auspicata e ‘sponsorizzata’) della Renault con il gasogeno alla “Coppa Franco Mazzotti” che si è svolta domenica scorsa con arrivo nella splendida Villa Mazzotti di Chiari (BS) è stata l’occasione per una vernice ufficiale per questao bel mezzo che ha partecipato ad inizio mese alla sfilata dei mezzi militari di Varese.
Per spiegare ai nostri lettori meno ‘navigati’ tecnicamente di cosa si tratta, cominciamo col dire che il gassogeno (o gasogeno) è un dispositivo che permette di produrre gas partendo dalla combustione imperfetta di una massa solida.
Nell’ottica dell’autarchia sui carburanti in Italia fu emanata nel 1938 una legge che imponeva l’impianto a gassogeno su tutti gli autoservizi pubblici, comunali e non.
Si tratta in realtà del cosiddetto gas povero, ossia esalazioni ottenute attraverso dei bruciatori nei quali al combustibile solido (in genere carbone o semplicemente legna secca) viene estratta una quantità bassissima di ossigeno così da giungere alla formazione di molecole di monossido di carbonio.
Ulteriormente ossidato il monossido sviluppa anidride carbonica. Alla composizione del gas povero contribuisce l’effetto del vapore di acqua che si genera durante la combustione che attraversa il carbone incandescente facendo sprigionare una miscela di gas d’acqua che si unisce agli altri prodotti della combustione (detti gas d’aria). Il gas povero è dunque composto da gas d’acqua e gas d’aria ed è una miscela di monossido di carbonio, anidride carbonica, azoto, idrogeno e costituisce un combustibile economico, alternativo e dal basso potere calorifico.
In altre parole il gas combustibile è ricavato dalla combustione incompleta di combustibili solidi (carbone, legna, carbone di legna, mattonelle di legno compresso) ottenuta facendo passare a forte velocità poca aria, spesso miscelata con vapor d’acqua, entro una grande massa in combustione. Questo gas è composto principalmente di monossido di carbonio (dal 15 al 30%), idrogeno (dall’8 al 20%) ottenuto come scissione del vapor d’acqua, anidride carbonica (dal 2 al 12%), e di un minimo di ossigeno e di metano. Le loro percentuali ovviamente variano al variare del combustibile impiegato.
La tonalità termica varia da 2,1 a 2,5 kJ (0,5 a 0,6 kcal) per dm3 di miscela contro i 3,5 kJ (0,83 kcal) della benzina; si vede quindi come la perdita prevedibile di potenza si aggiri sul 25-35%.
Il gasogeno consta di: un generatore; un depuratore a gravità; un raffreddatore; alcuni filtri; un miscelatore.
I generatori, generalmente cilindrici ad asse verticale, sono di 3 tipi principali: a corrente ascendente (adatto all’impiego di combustibili privi di catrame); a corrente discendente (per combustibili con catrame e legna); a corrente trasversale (per combustibili vari).
La parte superiore del generatore funziona da serbatoio, dal quale il combustibile scende per gravita; nella parte inferiore (generatore vero e proprio) si trovano il focolaio, i condotti dell’aria, del gas ed il ceneraio; l’ingresso dell’aria avviene attraverso una valvola automatica. 
Per l’avviamento è disposto un ventilatore soffiante; a regime la circolazione gassosa è invece provocata dall’aspirazione del motore.
Il gas vien fatto passare attraverso il depuratore a gravita, dove deposita parte delle ceneri pulverulente trascinate, poi il raffreddatore ad aria (generalmente a fascio di tubi, ma nel caso della nostra Renault a pannello radiante) che ha lo scopo di ridurre opportunamente la temperatura del gas, e quindi i filtri di tela.
Immediatamente prima del miscelatore è generalmente posto un filtro di sicurezza (a fittissima griglia metallica) contro eventuali ritorni di fiamma o possibilità di ostruzioni dovute a rotture del filtro di tela.
Il miscelatore assicura la mescolanza del gas e dell’aria generalmente mediante turbolenza o con frazionamento delle luci di immissione; in esso i due fluidi sono richiamati separatamente dalla depressione del motore. La costanza della dosatura è ottenuta regolando a mano, a mezzo di una valvola supplementare, solamente l’entrata dell’aria.
Alla massima erogazione la depressione nei condotti d’alimentazione del motore si aggira su 800 mbar (600 mm di mercurio); il rapporto aria/gas (dosatura) in volume è di circa 1,1-1,2.
Il rapporto di compressione del motore può essere portato al valore di 8-10, il che compensa in parte la perdita di potenza.
Secondo una dettagliata pubblicazione dell’ing. Dante Giacosa, si calcola di massima che occorrano 1,1 kg di carbone di legna o 3 kg di legna secca per ottenere l’autonomia data da 1 litro di benzina e rispettivamente 1,5 e 3,6 kg per quella data da 1 kg di gasolio.
Si calcola che il potere energetico fornito dal gassogeno non superasse le 1600 cal/kg, ben minore del motore a benzina che è di circa 10.500 cal/kg.
L’autonomia normale di un autoveicolo a gassogeno oscilla di conseguenza fra 100 e 200 km.
Occorre tener presente che il peso dell’impianto in genere corrisponde al 10-15% del peso totale per le autovetture e al 4-7% per gli autocarri.
L’impianto poi poteva essere installato sul veicolo oppure su un carrello trainato dalla vettura.
Una difficoltà è data dalla lentezza di avviamento poiché sono in genere necessari 5-10 minuti per mettere il gassogeno a regime.
Roberto Manieri



