Sfogliando il Giornale di Brescia del 17 febbraio mi sono imbattuto in due notizie interessanti per gli appassionati di bici. La prima, pubblicata a pagina 21 a firma di Barbara Bertocchi, è un'idea originale in Franciacorta per aiutare a socializzare nelle piazze. Si tratta di un furgone itinerante riparabici dove un gruppo di volontari aiuterà le persone ad aggiustarsi la bicicletta. La ciclofficina itinerante crediamo potrà avere un grande successo per due motivi: insegna un'arte difficile e per molti versi dimenticata dai più come quella di ripararsi la bicicletta e in un periodo di crisi economica aiuta a risparmiare diversi soldi. Senza nulla togliere ai meccanici specializzati che possono intervenire quando il guasto è più serio. Complimenti ai promotori e per chi volesse ulteriori informazioni sul progetto può scrivere alla mail giulia.imberti@libero.it
La seconda notizia è di quelle che piacciono a noi, ovvero le imprese di bresciani in sella in giro per il mondo. A pagina 25, a firma Ubaldo Vallini, si trova infatti un bell'articolo sul valsabbino Davide Vaglia che progetta una nuova impresa: fare 21mila chilometri in bici fino allo stretto di Bering attraversando il Kazakistan, la Cina e la Mongolia. Ma lo scopo del viaggio è anche quello di fare beneficenza. Con i soldi delle sponsorizzazioni per l'impresa Vaglia conta di devolvere il ricavato per la costruzione della sede Anc dei Tormini a Roè Volciano. Un gesto che gli fa onore al pari delle rigide temperature che il ragazzo ha dovuto affrontare in questi giorni pedalando da Berlino a Varsavia, primi passi di questo suo lungo e difficile viaggio.


