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Appunti di vita a cura di Renata Mucci

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Dio conta le lacrime di una donna


Brescia e Hinterland
13 nov 2017, 15:35

Sequestro e stupro per due quattordicenni adescate sul web. Il gravissimo fatto è avvenuto nel maggio scorso e se ne riparla in occasione del confronto con i due stupratori bosniaci (21 e 26 anni). Ammanettate e violentate in un’ora d’incubo sono state infine liberate con l’imposizione del silenzio. La notizia sgomenta e grava nell’anima di genitori, nonni e famiglie oneste che si trovano disarmate davanti a questi eventi brutali e profondamente angoscianti. Le vittime, poco più che bambine sono state oggetto di violenza fisica e sessuale premeditata ed eseguita con sadica ferocia ma, a noi che ne veniamo a conoscenza resta purtroppo soltanto lo sgomento e l’impotenza.

Ci viene spontaneo augurare la pena più drastica per i due criminali, ma nella realtà siamo disarmati e impotenti. Possiamo soltanto sperare in una Giustizia ben determinata a far scontare il crimine con una pena esemplare e adeguata. A questi individui ottusi e violenti non può essere consentito di interagire nella società. Come mele marce devono essere tolte dal cesto e relegate in modo che non possano in alcun modo interferire e nuocere. Non devono esserci attenuanti per questi criminali vigliacchi e spregevoli.

Le pene esemplari sono l'unica difesa e anche un valido deterrente per chi eventualmente covasse istinti brutali e perversi. La società tutta, si aspetta dallo Stato l’applicazione di una giustizia severa e giusta rapportata all'estrema gravità del crimine. La gente comune deve poter contare su difese rassicuranti a tutela dell’integrità femminile. Voglio ricordare in chiusura, che il Talmut ebraico recita testualmente «Guai a far piangere una donna, che Dio conta le sue lacrime».

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