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LA STORIA

Laura e Carlotta: se mamma e figlia vanno a canestro


Sport
11 ott 2018, 06:10

Madre e figlia. Laura Marcolini e Carlotta Zanardi con la Brixia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Tra schemi e piani di gioco, c’è un’asse speciale madre-figlia tra le fila della Brixia. In squadra ci sono infatti la veterana Laura Marcolini, pivot d’esperienza nel panorama femminile e sua figlia Carlotta Zanardi, puro concentrato di talento racchiuso in soli tredici anni d’età, che cavalca già questo mondo con eccellenti risultati tra cui la convocazione in Nazionale Under 14.

Domenica sera contro Usmate la giovanissima bresciana, figlia del tecnico brixiano Stefano Zanardi, ha esordito brillantemente in serie B mettendo a segno ben 13 punti. Mamma Laura ne ha realizzati 18 per un totale di 31 punti sfornati dalla coppia sui 55 di squadra.

Più della metà dell’efficace attacco biancoblù è stato quindi frutto dell’opera di questo duo familiare che è già una potenza. «Si può dire che Carlotta sia nata con il pallone tra le mani - racconta Laura Marcolini -. In palestra si ritagliava i suoi spazi ed iniziava a palleggiare, finché poi a cinque ha iniziato con il minibasket: lì è esplosa la passione».

Ed anche ora che è cresciuta la pallacanestro rappresenta ancora un raccordo: «È piacevole e divertente giocare insieme ed una bella soddisfazione vedere fin dove è arrivata. Certo, è un po’ strano… Non tanto per me, quanto per lei che è giovane: non dev’essere sempre facile condividere tutto questo con sua madre. Domenica ero concentrata sul gioco ma anche emozionata per il suo debutto, perché sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui avrebbe fatto il suo ingresso in campo».

Vivere per questo sport unisce mamma e figlia: «Ho iniziato a giocare più tardi rispetto a Carlotta, verso i nove anni, mentre per lei è stato più naturale essendo cresciuta sui campi. Tuttavia, guardando indietro rivedo in lei lo stesso amore che provavo io e vivo tuttora. Per entrambe il basket è la cosa a cui teniamo di più e per la quale ci sacrifichiamo con più piacere. Mi aspettavo un exploit così positivo perché la conosco: non ha davvero paura di niente».

Nonostante la tenera età, anche la «piccola» ma già grande Carlotta racconta con il sorriso questa esperienza di condivisione: «Mi piace molto giocare insieme alla mia mamma: non è una cosa che capita tutti i giorni e mi dà tanti consigli. Quando siamo in campo "smette" di essere mia mamma e diventa una mia compagna di squadra. Davvero bellissimo».

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