Brescia, slitta la prima giornata di campionato

La prima giornata slitterà probabilmente per le sentenze delle scommesse. Arcari carica i suoi.

Forse, chiamarlo «papà Arcari» è eccessivo per una questione anagrafica. Ma «zio Miki», il portiere delle rondinelle ne converrà, ci può stare. D'altronde, che il più «esperto» del gruppo debba far da chioccia ai tanti ragazzi in squadra, è legge non scritta del calcio. Come l'adrenalina che sale man mano che si avvicina un impegno ufficiale.

Mister Calori ha affermato che, tutto sommato, non è troppo presto per un match vero.

«Sono d'accordo con lui. Le squadre e i giocatori si pesano quando le partite contano. In più, le amichevoli si affrontano con carichi di lavoro nelle gambe magari dalla mattina stessa della partita, senza considerare gli avversari spesso poco adeguati».

Quindi siete pronti per la prima giornata anche se c'è il rischio che slitti per le sentenze del calcioscommesse?
«Più che rischio è quasi la certezza. Manca solo l'ufifcialità. Forse slitta anche la seconda giornata. D'altronde, vista la situazione, potrebbe essere inevitabile. Noi ci faremo comunque trovare pronti, qualunque sia la data d'inizio del nostro campionato».

Non siete ancora un cantiere aperto?
«Certo e questo è dettato dall'inadeguatezza dei tempi del mercato. Qualcuno partirà, altri arriveranno: siamo in fase di sperimentazione forzata. La squadra definitiva ci sarà solo a fine mese. Ripeto, questa è l'assurdità di un calcio che ti fa cominciare ai primi di luglio e fa rivoluzionare le squadre a fine agosto».

Un mercato che riserverà sorprese anche per Arcari?

«Non credo proprio, sono un giocatore (e ride, ndr) a fine carriera… Scherzi a parte, sono lusingato dalla fiducia che ripongono in me la società e i compagni. Questo è il mio posto».

È ancora difficile dare direttive dai pali ai tanti stranieri?

«Usiamo la lingua universale del calcio. Più che le direttive, bisogna comprendere che in Italia il calcio è più tattico. Ci sono compiti offensivi e difensivi. Ma credo lo capiranno man mano».

L'amalgama della difesa la preoccupa?
«Dietro siamo partiti con lo stesso concetto, cioè la difesa a tre, è questo è un punto positivo. Certo, sono cambiati tanti interpreti, ma spero di riuscire a ripetere le buone cose fatte l'anno scorso. Ricordando che non solo con i difensori si costruisce la fase difensiva...».

Se la squadra restasse più o meno questa, quanti puntelli servirebbero per completarla e puntare in alto?
«Quando vedrò i "puntelli" vi saprò rispondere. Dovessero essere più scarsi di quelli che ci sono, non ne varrebbe la pena… Normale che spero arrivi qualcuno perché siamo contati, ma tireremo le conclusioni solo allora, adesso è prematuro».

Da uno dei punti di riferimento della squadra, un richiamo ai tifosi è d'obbligo.

«La piazza ha capito che questo gruppo ci metterà sempre l'anima. Questo è il mio slogan. Ci sono stati sempre vicino anche nel periodo buio della scorsa stagione, so che lo faranno ancora. Non mi sembra giusto fare al momento promesse che non possiamo mantenere».

Fabrizio Zanolini

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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