Per parlare di tattica, come direbbe un collega, c'è ancora tempo. Due giorni e un pomeriggio a Temù sono troppo pochi per avere indicazioni e lo stesso Alessandro Calori ha sottolineato come la prima parte di ritiro serva a capire come stanno i giocatori, i nuovi in particolare, dal punto di vista fisico.
Eppure qualcosa si può iniziare a ipotizzare, come ad esempio la possibile nuova vita calcistica di Bartosz Salamon, trasformato da centrocampista centrale a centrale di difesa. Alessandro Calori, che di retroguardia se ne intende, ha in testa questa soluzione e sabato pomeriggio, nel primo allenamento con la palla, ha iniziato a gettare qualche base.
Ore 19 passate, diluvio sul campo, il mister forma le coppie e tiene sul campo gli uomini della difesa. A fare coppia con De Maio, c'è proprio Salamon, che non è un regista basso, bensì un centrale vero e proprio.
La fotografia attuale del Brescia in questo momento mostra un buon numero di centrocampisti e una piccola falla dietro, anche perché Magli si sta riprendendo dall'infortunio al ginocchio e Rosso, l'ultimo arrivato, è più un esterno sinistro della difesa a tre, un Caldirola per intenderci, che un centrale. In più Salamon sa che non è facile giocarsi il posto con Budel, che rappresenta una sicurezza e nella scorsa stagione lo ha dimostrato. E allora perché non provare a trovare spazio qualche metro più indietro, dove la concorrenza è minore e Calori ha bisogno di giocatori? Salamon peraltro ha tra le sue qualità il colpo di testa, necessario per un centrale di difesa.
Compito di Calori sarà quello di trasmettere al polacco tutti quegli accorgimenti che un centrocampista non ha, ma che un uomo di retroguardia deve assolutamente avere. E dovrà essere un corso accelerato, visto che qualche volta (soprattutto con Scienza) è capitato al biondo di ritrovarsi per necessità di rosa in difesa, con risultati non sempre (ma comprensibilmente) buoni.
Da questo esperimento dipende in parte anche il mercato di via Bazoli: Salamon che può giocare più arretrato vorrebbe dire cercare un solo difensore, Salamon nel suo ruolo naturale significa andare a reperire due pedine entro il 31 agosto. Questo però sarà un po' il filo conduttore dell'estate biancazzurra: il ritiro infatti dovrà dare risposte sulle facce nuove, mostrare se possono o meno rendersi utili alla causa. Un'eventuale bocciatura, vorrebbe dire dover tornare sul mercato in maniera massiccia. E poi resta la questione Konè-Caracciolo.
«Io mi auguro che restino - ha commentato ieri l'allenatore - e se non dovesse essere così vuol dire che arriverà gente in grado di sostituirli. Per ora non fanno parte del Brescia solo a parole, per me invece lavorano alla pari del ragazzo più giovane e fanno parte integrante del gruppo».
Gianluca Magro



